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Flat Tax a 85mila euro, ecco come funzionerà

Il governo in legge di bilancio punta ad alzare la soglia ma introduce una tagliola anti evasione a 100mila euro

di Marco Mobili

Manovra domani in Cdm, ultimi ritocchi

3' di lettura

Il regime forfettario ribattezzato ormai dall'opinione pubblica Flat Tax si appresta a cambiare volto. Con la legge di bilancio in arrivo e attesa lunedì 21 novembre in Consiglio dei ministri, oltre all'aumento della soglia da 65mila a 85mila della soglia di ricavi o compensi per beneficiare del regime agevolato, è in arrivo anche una clausola anti evasione o meglio anti furbetti della tassa piatta al 15 per cento. A queste due modifiche si potrebbe aggiungere anche la cosiddetta Flat tax incrementale, sulla quale però sono in corso valutazioni per un suo eventuale rinvio.

La soglia da 65mila a 85mila euro

L'aumento della Flat Tax e in particolare della soglia di ricavi e compensi che consente da applicare un'imposta forfettaria del 15% sostitutiva di Irpef, Irap e Iva, è da sempre una battaglia del centro destra e in particolare della Lega. Ora il governo punta diritto al rialzo da 65mila a 85mila, forte anche delle nuove regole Iva che prevedono espressamente un regime agevolato per i contribuenti minimi e che nel 2025 potrà arrivare fino a 100mila euro di ricavi o compensi. Con la legge di bilancio, dunque, si punta ad avviare questo percorso e come primo passo sarà elevata, come detto, la soglia da 65mila a 85mila euro dopo aver già necessariamente inoltrato formale richiesta a Bruxelles. A conti fatti, sulla base dei dati del Mef, le partite Iva interessate ad entrare nel nuovo regime saranno poco più di 100mila.

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La tagliola anti evasione sopra i 100mila euro

L'aumento della soglia a 85mila sarà accompagnato da una tagliola anti evasione, un meccanismo di espulsione immediata dal regime forfettario per chi prova a giocare con fatturati e redditi. Il meccanismo attuale, infatti, consente a una Partita Iva di sforare soglia dei 65mila euro senza subire ripercussioni fiscali immediate. In sostanza, ipotizzando che un professionista nel 2022 in regime forfettario abbia registrato compensi per oltre 300mila euro nell'anno successivo, ossia il 2024, pagherà soltanto il 15% di tasse proprio perché in regime di Flat Tax. Nel 2024, poi, lo stesso professionista potrebbe invece limitarsi nelle fatture e fare di tutto per rientrare sotto la soglia. Una sorta di ascensore del fisco con cui le tasse si pagano sempre in misura ridotta.

Per mettere fine a questo sorta di porta girevole per entrare e uscire dalla Flat Tax la legge di Bilancio in arrivo introduce una stretta: chi ra partire dal 2023 avrà compensi o ricavi superiori a 100mila euro uscirà immediatamente dal regime forfettario e dal momento in cui registra lo sforamento dei 100mila tornerà anche ad emettere fatture Iva. Chi invece supererà la nuova soglia degli 85mila pure restando sotto i 100mila euro di ricavi o compensi uscirà dal regime forfettario a partire dall'anno successivo e dunque dal 2024.

Il rischio sottofatturazione

Il rischio di una sotto fatturazione comunque resta nel tentativo di conservare il regime agevolato, come ha evidenziato lo stesso Mef nella relazione sull'evasione allegata alla Nadef. Secondo la commissione presieduta da Alessandro Santoro, «L'introduzione di una flat tax sino a una certa soglia può generare comportamenti anomali in corrispondenza della soglia medesima».

E come già ricordato su Il Sole 24 Ore per la commissione «l'analisi statistica sembra confermare per il 2019 un effetto di autoselezione dei contribuenti con ricavi e compensi al di sotto della soglia massima di 65mila euro al fine di beneficiare dell'agevolazione prevista dal regime forfetario». Una tendenza che avrebbe prodotto che la nuova categoria dei “finti minimi” e che all'atto pratico potrebbe essere alla base dell'aumento del tax gap Irpef registrato dalla relazione, ossia la differenza tra quanto il fisco si aspetta di incassare e quanto realmente viene pagato dai contribuenti.

La Flat Tax incrementale

Nel processo di revisione del sistema agevolato entra anche la flat tax incrementale. Sarà riservata ai soli contribuenti titolari di redditi di impresa o di lavoro autonomo non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra gli i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti. Una tassazione agevolata che inizialmente i tecnici ipotizzavano di poter estendere a tutti, ma alla luce dei costi troppo elevati al momento è stata riservata ai soli lavoratori autonomi con esclusione quindi dei redditi da lavoro dipendente.


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