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Flat tax, la carica di ex dipendenti e pensionati nel boom di partite Iva

di Marco Mobili e Giovanni Parente


Nel Def promessa di flat tax per ceti medi

2' di lettura

Non c’è solo la tentazione del fisco ultraleggero (al 5% per chi comincia e al 15% poi) dietro il boom di partite Iva aperte (poco più di 196mila) nei primi tre mesi del 2019. A leggere dentro i dati delle nuove aperture i motivi sono diversi. A guidare la corsa al lavoro autonomo ci sono soprattutto ex dipendenti e pensionati, dato che la crescita percentuale maggiore di nuove partite Iva si registra nelle classi di età tra 51 e 65 anni (+26,1%) e oltre i 65 anni (+37,6%). Quindi la partita Iva diventa l’unica (o la nuova) chiave d’accesso per chi è stato escluso o ha lasciato per ragioni anagrafiche il mercato del lavoro.

Gli ex dipendenti

Le oltre 26.600 aperture di partite Iva da gennaio a marzo relativa alla fascia di età tra 51 e 65 anni lasciano pensare che il nuovo regime forfettario messo a punto dall’ultima legge di Bilancio (limite di ricavi o compensi portato per tutti a 65mila euro e niente più vincoli su beni strumentali e addetti) sia un incentivo a rimettersi in pista sfruttando un prelievo fiscale ridotto e con semplificazioni (non c’è obbligo di fattura elettronica, tra l’altro) per tornare a lavorare. C’è una generazione rimasta nella terra di mezzo dopo le tante crisi industriali con riorganizzazioni, chiusure, prepensionamenti e ammortizzatori sociali e che per ritornare a lavorare e a guadagnare sta scegliendo la strada (obbligata) dell’autoimprenditorialità o del mettersi in proprio.

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Professionisti e consulenti al top

Il numero maggiore di aperture sempre tra gennaio e marzo riguardano le attività professionali e le consulenze tecniche. Le nuove attività professionali sono state 39.590 (con una crescita del 19,2% sullo stesso periodo 2018) seguite in valore assoluto dal commercio all’ingrosso e al dettaglio con 34.968 posizioni (anche se in questo caso l’incremento è contenuto nello 0,9%). Sostenuta la dinamica anche nell’istruzione dove la crescita è del 22,5%, di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+15,8%), costruzioni (+14,4%), sanità e assistenza sociale (+13,6%).

La fine dei contratti a termine

Ma gli ex dipendenti potrebbero anche essere distribuiti sulle altre fasce anagrafiche. Per esempio fino a 35 anni (dove si registrano poco più di 69mila aperture con una crescita dell’8,3%) le nuove partite Iva potrebbero essere quelle finite nella porta girevole dei contratti a termine per effetto delle regole più stringenti sulle causali introdotte nell’estate 2018 ma di cui solo adesso si dovrebbero vedere gli effetti dopo la fine del dato transitorio e al primo dato utile diramato dal Mef.

L’emersione dal nero
Un’altra ragione dell’incremento delle aperture è una convenienza all’emersione di fronte a un sistema semplificato e con prelievo ridotto o ridottissimo. In questo caso diventa quasi più conveniente dichiararsi al fisco piuttosto che rimanere nel nero. Anche perché, tra i vantaggi, c’è quello di poter versare dei contributi e iniziare a costruire un montante in chiave previdenziale.

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