RIFORMA FISCALE

Flat tax sulle imprese nel 2019, per le famiglie slitta al 2020

di Nicoletta Cottone


I primi dossier del governo giallo-verde: dalla flat tax alle pensioni a quota 100

3' di lettura

«Mi sembra che ci sia un accordo sul fatto di far partire la Flat tax sui redditi di impresa a partire dall’anno prossimo. Il primo anno per le imprese e poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie». Queste le parole di Alberto Bagnai, parlamentare della Lega, intervenuto ad Agorà su RaiTre. Bagnai è indicato dai rumors dei palazzi come possibile sottosegretario al ministero dell'Economia.

Siri: «Già nel 2019 ci saranno parametri per le famiglie. Perfezionamentonel 2020»
Poco dopo scende in campo il senatore della Lega Armando Siri. «Non è vero che dal prossimo anno la Flat Tax entrerà in vigore solo per le imprese - ha detto ad Affaritaliani.it - ma ci sarà anche per le famiglie. Poi tutto sarà a regime per il 2020. Si deve partire con degli step: il sistema è diverso perché la Flat Tax per le imprese c'è già e noi la estendiamo anche a società di persone, Partite Iva etc». Poi per le famiglie, ha spiegato ancora, «cominceremo già dal 2019 con dei parametri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla».

Due aliquote e tre livelli di deduzione
Nel programma di governo M5S-Lega sono state ipotizzate due aliquote secche: al 15% per i redditi familiari fino a 80mila euro e al 20% per quelli superiori. A questo sono legate tre livelli di deduzioni da 3mila euro: per ogni componente del nucleo familiare fino a 35mila euro di reddito complessivo; solo ai familiari a carico nella fascia 35-50mila; nessuna deduzione per redditi superiori.

Flat tax: servono 50 miliardi
L’introduzione della”tassa piatta” è sostenuta anche dal neo ministro dell'Economia Giovanni Tria, anche a costo di far scattare l’aumento dell’Iva dal 1° gennaio 2019 (per bloccarla servirebbero 12,5 miliardi).

La flat tax è una delle misure più costose del programma di governo giallo-verde. Il nuovo modello di tassazione con due aliquote al 15% e 20%, per famiglie e imprese, ha un costo di circa 50 miliardi di euro, ha indicato il senatore Armando Siri, precisando che sarà in vigore dal 2019. Sparirebbero anche lo spesometro, il redditometro e gli studi di settore (qui il costo è difficilmente quantificabile).

Nannicini: cambiamento è uguale a cose già fatte?
Immediata le repliche alle affermazioni di Bagnai. «La #FlatTax per le imprese c'è già: alle società di capitali il governo Renzi ha abbassato l'Ires dal 27,5 al 24%, mentre per le piccole imprese ha creato l'Iri al 24% (in vigore dal 2019). Se cambiamento vuol dire annunciare cose già fatte perlomeno i guasti saranno limitati... ». ha scritto su Twitter Tommaso Nannicini, parlamentare Pd.

Marino: «Misure già approvate dal governo Renzi»
«#Bagnai ad @Agorarai dice che #flattax per le imprese partirà nel 2019. Avendo spacciato come reali sogni irrealizzabili, si vendono come da farsi quello che il governo di @matteorenzi ha già realizzato, posticipando quello che non potranno fare: l'intervento per le famiglie», scrive su Twitter il s enatore del Pd Mauro Maria Marino, nella scorsa legislatura presidente della commissione Bilancio del Senato.

Bellanova: frenata sulla flat tax ai cittadini
Subito in campo anche la senatrice Pd Teresa Bellanova: «La cosa che colpisce di più è che questa frenata sulla flat tax ai cittadini viene motivata dicendo che verrà privilegiata la flat tax per le imprese. Beh, informo Bagnai e il “governo del cambiamento” che per le imprese c’è l’Ires da tempo e che i nostri governi, quelli a guida Pd l'hanno anche ridotta recentemente».

Luigi Marattin, parlamentare del Pd, sottolinea che è «inconcepibile un livello di ignoranza e approssimazione simile. La flat tax sui redditi di impresa esiste da qualche decennio. Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle società di capitali. E a ridurla - dal 27,5% al 24% - è stato il governo Renzi. Nel caso il futuro sottosegretario Bagnai si riferisse, invece, agli utili di impresa delle società di persone, anche quella esiste già: si chiama Iri, e l’ha fatta sempre il governo Renzi».

Speranza: è come Robin Hood al contrario
«La flat tax è come un Robin Hood al contrario. Un regalo ai più ricchi a spese dei più poveri. I 50 miliardi che servono verranno tolti a sanità e scuola pubblica che sono già al limite. #noflatax», ha scritto su Twitter il coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, Roberto Speranza.

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