emmy awards

«Fleabag» è il vincitore dell’anno

di Stefano Biolchini e Andrea Chimento


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AP

2' di lettura

Una serie di presentatori si è alternata sul palco per assegnare gli Emmy 2019, i premi più prestigiosi della televisione americana, con un'originale apertura della cerimonia affidata a un entusiasta Homer Simpson, che ha però dovuto subito salutare il pubblico quando un pianoforte gli è caduto sulla testa.

«Game of Thrones», il fantasy prodotto da HBO ha vinto per la quarta volta il premio per la migliore serie drammatica, con Peter Dinklage che ha alzato il suo quarto Emmy come miglior attore non protagonista in una serie drammatica, affermandosi così come l'unico attore della serie a vincere il prestigioso riconoscimento durante gli anni in cui è stato trasmesso «Game of Thrones».

Se è vero che a «Game of Thrones» è stato assegnato il riconoscimento più ambito, va detto che l'attribuzione dei premi è stata piuttosto distribuita e la serie di David Benioff e D.B. Weiss ha dovuto cedere il passo in altre categorie di attori, dove hanno vinto Jodie Comer di «Killing Eve», Billy Porter di «Pose» (il primo attore gay di colore a ottenere il riconoscimento) e Julia Garner di «Ozark».

«Ozark» ha così vinto i suoi due primi Emmy, il secondo assegnato a Jason Bateman come miglior regista.

Nella categoria commedie niente da fare per «Veep», serie satirica che aveva al suo attivo parecchie vittorie nelle precedenti edizioni, mentre si è imposta «Fleabag», produzione inglese, cha ha anche vinto il premio di miglior attrice per la sua creatrice e scrittrice Phoebe Waller-Bridge. E non possiamo che esserne contenti, perché «Fleabag» è davvero uno dei prodotti più sorprendenti di questi anni.

Conferme importanti inoltre per «The Marvelous Mrs Maisel» (8 premi, fra cui quelli a Alex Borstein e Tony Shalhoub, come miglior attrice e miglior attore ) e, per quanto riguarda le miniserie, per l'osannata «Chernobyl» (10 statuette fra cui miglior miniserie, sceneggiatura e regia) e la potentissima «When They See Us», con Jharrel Jerome premiato come miglior attore nella categoria e che ha dedicato la sua prima vittoria ai cinque uomini che vennero ingiustamente condannati per il caso della jogger di Central Park, l'episodio di cronaca da cui è tratta la serie.

Michelle Williams, premiata come miglior attrice protagonista in una miniserie per «Fosse / Verdon», ha fatto un discorso incentrato sull'importanza di eliminare il divario salariale tra uomini e donne nel mondo del cinema e della televisione.

Patricia Arquette, invece, premiata come miglior attrice non protagonista per «The Act», ha chiesto l'uguaglianza per le persone trans.

Qualche perplessità lo desta il premio per il miglior film tv andato a «Bandersnatch», operazione legata al franchise di «Black Mirror», la cui natura interattiva ha diviso critica e pubblico, non risultando una sperimentazione riuscita fino in fondo.

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