La storia - Aziende al bivio

F.lli Gallo di Salerno: storia della tonniera in mare da 60 anni

di Vera Viola

2' di lettura

«La revisione, di cui si discute in Italia, delle quote di pesca del tonno rosso rischia di far chiudere aziende storiche. È così per la nostra, nonostante gli investimenti realizzati negli ultimi venti anni». È un racconto appassionato quello di Ferdinando Gallo, 45 anni, rappresentante della società salernitana «Tonno Rosso» che gestisce insieme ai fratelli Luigi e Giuseppe, comandanti delle imbarcazioni. Ferdinando è anche presidente dell’Associazione Produttori Tonnieri del Tirreno Soc. Coop.

Una delle prime tonniere italiane, e prima con imbarcazione in ferro, oggi la Tonno Rosso è una delle società più antiche. L’attività parte a Torre Annunziata per iniziativa del padre, Antonio Gallo, pescatore quando è appena tredicenne.

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Antonio, nel 1980, si trasferisce a Salerno (dove oggi ha sede l’80% delle imbarcazioni tonniere) per far crescere la propria attività. «Oggi, dopo 60 anni – precisa Ferdinando – possiediamo 5 imbarcazioni di cui tre tonniere e due per la pesca del pesce azzurro, dette tonnare volanti».

Nel 2000 subentrata la seconda generazione, viene creata la società “Tonno Rosso” Snc, che oggi conta 60 dipendenti e ha raggiunto un fatturato 2019 di 5 milioni. «Nel 2020 e nel 2021 abbiamo dovuto rallentare e abbassare i prezzi – ricorda Ferdinando – Ma quest’anno siamo in ripresa».

I Gallo, come la maggior parte degli armatori del settore, pescano nel Mediterraneo nel breve periodo in cui ciò è consentito dall’Iccat, l’ente preposto alla tutela della specie ittica: quest’anno dal 26 maggio al primo luglio. Hanno una quota di 500 tonnellate di pesce che vendono a intermediari maltesi e questi a loro volta esportano per lo più in Giappone. Il Paese del Sol Levante, infatti, acquista il 95% del tonno rosso pescato nel mondo. «Facciamo diverse battute di pesca – racconta Ferdinando – lavorando in stretta collaborazione con altri soci della nostra associazione. Lo scopo è collaborare e utilizzare l’intera quota».

La vendita avviene a mare: subito dopo la pesca, arrivano le gabbie trasportate da rimorchiatori in cui viene riversato tutto il pesce. «I tonni vivi – precisa Gallo – ora nelle mani dei nostri clienti, per lo più i maltesi della Ajd Tuna , vengono tenuti all’ingrasso per alcuni mesi». Infine, in autunno arrivano le navi giapponesi: uccidono i tonni e li congelano a meno 60 gradi.

«Il maggiore acquirente del tonno italiano – dice ancora Ferdinando Gallo – è la Mitsubishi, che ritira quasi il 50% del pescato».

Ora la Fratelli Gallo è a un bivio. Crescere o chiudere. Ha investito infatti un milione, con un contributo europeo, per una nuova impresa di trasformazione del pesce che ha sede a Salerno. Ma la nuova legge in discussione al Senato rimescola le carte, mette in discussione la quota di pesce su cui finora hanno fatto affidamento. Perciò la nuova fabbrica non è ancora operativa.

«Insomma – ribadisce il pescatore salernitano – rischiamo di uscire dal giro e vendere le nostre quote poichè con una minore la nostra attività non sarebbe sostenibile. È ingiusto, dopo aver investito più di 20 milioni in dieci anni ».

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