stati uniti

Florida, via alla prima legge contro le armi da decenni. E la Nra la porta in tribunale

di Marco Valsania


default onloading pic

3' di lettura

New York - Se in Florida passa una legge sulla restrizione delle armi da fuoco, forse allora qualcosa sta davvero cambiando negli Stati Uniti. Il governatore repubblicano, Rick Scott, ha firmato ieri il primo provvedimento legislativo sul controllo di fucili e pistole da decenni in uno stato che definire tollerante delle armi facili e' un eufemismo. Questo e' lo stato della norma “Stand pur ground”, che suona come il titolo d'una canzonetta ed e' invece un tragico epitaffio: in Florida chiunque puo' ammazzare solo alla percezione d'una minaccia.

La strage al liceo di Parkland ha pero' dato vita a un movimento popolare guidato dagli studenti capace di cambiare anche qui l'equazione politica americana sulle armi da fuoco che finora, massacro dopo massacro, dava come risultato sempre e solo la vittoria della lobby della National Rifle Association, contraria a qualunque regolamentazione. A dimostrazione del drammatico scontro tuttora in corso la Nra ieri sera ha subito presentato ricorso in tribunale per chiedere la sospensione e l'annullamento del nuovo provvedimento, sostenendo che violerebbe il diritto costituzionale alle armi.

La nuova legge, firmata davanti ai familiari delle 17 vittime di Parkland, ha tre obiettivi secondo Scott: migliorare la sicurezza a scuola, aumentare i fondi per l'assistenza per disturbi psicologici e disarmare chi non dovrebbe impugnare arsenali. “Sono cosciente che nulla potra' mai alleviare il vostro dolore - ha affermato rivolgendosi ai familiari - Ma sappiate che attraverso il passaggio di questa legge la Florida onorera' per sempre l'incredibile impatto che avete avuto su questo stato. E le vittime non verranno mai dimenticate”.

Tra i provvedimenti c'e' anzitutto l'innalzamento da 18 a 21 anni dell'eta' minima per l'acquisto di qualunque arma, misura presa particolarmente di mira dal ricorso della Nra. Viene inoltre introdotto un periodo di attesa obbligatorio di tre giorni prima di poter ottenere un'arma che meglio consente verifiche. Vieta poi la vendita dei cosiddetti bump stock, facili modifiche che trasformano tradizionali fucili in vere mitragliatrici, vale a dire del tutto automatiche. E da' vita a un meccanismo che consente alle autorita' di polizia di richiedere in tribunale un divieto temporaneo a possedere armi per chi venga considerato a rischio.

La legge stanzia 400 milioni per rafforzare i servizi di assistenza psichiatrica. Fondi vengono destinati anche a incrementare il numero di agenti in servizio presso scuole e per aumentare la sicurezza degli edifici stessi. Una delle misure piu' controverse da' vita a un programma volontario di “guardiani” destinato a fornire armi ad alcuni membri dello staff scolastico appositamente scelti e addestrati. L'iniziativa rappresenta un compromesso che ridimensiona idee iniziali di armare gli insegnanti, che invece vengono esclusi. Scott stesso ha indicato di essere contrario anche all'attuale versione ridotta e che cerchera' di dirottare fondi che crede rimarranno inutilizzati per quel programma verso l'assunzione di piu' agenti di polizia per le scuole.

La Florida non e' il solo caso di svolta. L'Oregon era diventato nei giorni scorsi il primo stato a passare una nuove legge restrittiva sulla diffusione delle armi. Si tratta sempre di provvedimenti parziali che non accontentano i fautori di vere riforme, quali la messa al bando di armi automatiche e d'assalto e controlli universali sugli acquirenti molto piu' severi. Ma il confronto e' con l'inerzia che ha caratterizzato ripetutamente il Paese all'indomani di altri, gravissimi massacri, quali quello avvenuto alla scuola elementare di Sandy Cook in Connecticut, al nightclub Pulse a Orlando nella stessa Florida e ad un concerto all'aperto a Las Vegas.

Usa, sparatoria in Texas: per Trump "non sono armi il problema"

Una nuova legge federale rimane ancora elusiva per le resistenze della lobby delle armi e la sua influenza sui parlamentari a Washington soprattutto conservatori, che a novembre affronteranno le elezioni di meta' mandato per il rinnovo del Congresso. Il Presidente Donald Trump e' parso a tratti a favore di riforme restrittive, altre ha sposato la causa dell’Nra che per tutta risposta al piu' vuole ancora piu' armi, in mano agli insegnati, trincerandosi dietro un'interpretazione del Secondo Emendamento della Costituzione sul diritto assoluto dei privati a possedere e usare qualunque arma. Un'interpretazione smentita in realta' da molti costituzionalisti e che nasce in realta' in anni recenti, da spinte razziste e xenofobe e dalla sua codificazione da parte della maggioranza conservatrice alla Corte Suprema. Contro questi poteri e per riforme che chiedano di cedere le armi marceranno il 24 marzo a Washington gli studenti americani in una manifestazione nazionale.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...