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Fluctuart galleggia sulla Senna, mille alberi in città: ed è sempre Parigi

di Sara Magro


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3' di lettura

Parigi è sempre Parigi, proprio come recita il film del ‘51 con Marcello Mastroianni e Lucia Bosè. È così. Anche se di batoste ne ha prese, dagli attentati di Charlie Hebdo e Bataclan nel 2015 al recente incendio alla cattedrale Notre Dame, la capitale francese resta nella top 10 delle mete preferite (secondo TripAdvisor, per esempio) e ha imparato ad andare avanti a testa alta. Anzi, è piena di progetti, a iniziare dalle Olimpiadi del 2024, che faranno crescere business, turisti e Pil.

La foresta nella metropoli

I progetti in cantiere sono tanti e innovativi, a partire dal “Mille arbres”, un villaggio ecologico coperto da una foresta di mille alberi, pensato degli architetti Sou Fujimoto e Manal Rachdi per valorizzare la zona di Porte Maillot, luogo strategico di cerniera tra centro finanziario e la Défense. Quando sarà finito nel 2022, con un investimento di 550 milioni di euro, potrebbe far concorrenza alla Torre Eiffel e diventare il nuovo simbolo ecologico di Le Grand Paris, un piano che trasformerà la città e 130 comuni dei dintorni in una metropoli più verde e vivibile. Tra i vari progetti ci sono un orto biologico di 7mila mq sui tetti di un nuovo quartiere a Chapelle (si chiamerà Mushroof) e la conversione delle vecchie acciaierie Halles Pouchard in uno spazio multifunzionale sul Canal de l’Ourcq, con un hotel, un teatro, gallerie d’arte, ristoranti. Le date di consegna non sono ancora definite, ma la metamorfosi sostenibile si percepisce già, anche in centro.

Ducasse sur Seine. Alain Ducasse con lo staff della crociera gourmet. Anche il ristorante sul bateau mouche elettrico fa parte di Les Collectionneurs, la community di ristoratori, albergatori e viaggiatori presieduta dallo chef-imprenditore. (Foto di ©pmonetta, Courtesy Les Collectionneurs)

Un anno fa la Rive Gauche è diventata pedonale nel tratto attorno al Museo d’Orsay. E i parigini apprezzano, tant’è che la Senna è il ritrovo di moda. In un’atmosfera bucolica in piena metropoli, si passeggia sul lungofiume, ci si ferma per guardare disegni e libri usati da un bouquiniste e si tira serenamente fino all’ora di cena. Qualcuno prenota la crociera gourmet sulla barca di Alain Ducasse, qualcuno fa un giro al Beaupassage, la nuova meta gastronomica dove hanno aperto Jannick Allèno, Thierry Marx, Anne Sophie Pic, per citare solo alcuni degli astri dell’alta cucina francese, qui in versione bistrot, quindi più democratica. La Senna è anche il ritrovo dei giovani che si accontentano di qualche tapas, un buon drink e musica live fino a tardi: l’appuntamento in tal caso è al Rosa Bonheur.

Réinventer la Seine

Secondo questo piano l’area pedonale sarà man mano ampliata e arricchita con nuovi spazi come il Fluctuart (fluctuart.fr, ingresso gratuito), la prima galleria galleggiante al mondo che ha aperto al ponte des Invalides il 4 luglio. La Rive Gauche è in gran fermento, eppure è così tranquilla che sembra sempre domenica. Da venerdì a lunedì c’è il mercatino delle pulci di Saint-Ouen (marcheauxpuces-saintouen.com), dove si va a caccia di pezzi unici: oggetti non troppo vecchi, non troppo costosi e spesso rari come la stampa di Picasso scovata e acquistata da Ori Kafri per il suo nuovo hotel a Saint-Germain (si veda l’articolo in basso).

A settembre riapre il Carnavalet

Basta attraversare il Pont des Arts per trovarsi al Louvre, dove tra l’altro c’è il buon bistrot Loulou, e al Marais dove a settembre riapre, rinnovato, il Museo Carnavalet (carnavalet.paris.fr), il più antico della città, che ne racconta la storia dalle origini. Un’altra spedizione sulla Rive Droite è per la cena al ristorante Girafe, al Trocadero: menu di pesce su una terrazza con la Torre Eiffel in primo piano. È tutto raggiungibile a piedi, o prendendo qualunque mezzo con il Pass Paris che dà accesso anche a 60 musei, tour e castelli (visitparisregion.com; paris.info).

Si può altrimenti vivere da local, senza mai varcare il fiume: un pasto alla Brasserie Lipp (brasserielipp.fr), in Boulevard St Germain, e colazione al leggendario Café de Flore, di fronte. Qui il vero bohémien arriva con la barba non rasata, il quotidiano sotto il braccio e si siede nel retro. Attenzione, però: un parigino ordina “tartine” o pane e burro. Se chiedi un croissant vieni istantaneamente identificato come turista.

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