Lo studio dell’Istituto Cattaneo

Flussi elettorali: a Torino la Lega cede voti all’astensione, a Napoli al centrosinistra

Ecco i trasferimenti di voti tra le amministrative del 3 e 4 ottobre e le precedenti elezioni, cioè le Europee 2019. I candidati di centrosinistra hanno beneficiato del passaggio di consensi dal Carroccio verso il non voto o verso i partiti della coalizione avversaria

di Mariolina Sesto

Sei capoluoghi al centrosinistra, tre al centrodestra

3' di lettura

Quali sono stati i flussi di voto tra le amministrative del 3 e 4 ottobre e le precedenti elezioni, cioè le Europee 2019? A studiare il movimento dei consensi è stato l’Istituto Cattaneo che ha analizzato la dinamica dei voti nelle città di Torino e di Napoli.

Così il centrosinistra ha vinto a Torino

Il vantaggio di Lo Russo a Torino è “spiegabile” principalmente con questa dinamica: il centrodestra non è riuscito a tenere i propri ranghi serrati e ha avuto perdite di un certo peso verso l'astensione. Il bacino elettorale leghista, secondo le stime del Cattaneo, è il principale responsabile di queste perdite.

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Il vantaggio del candidato di centrosinistra sembra quindi determinato dal fatto di essere riuscito a limitare le perdite verso l'astensione e, dall'aver recuperato qualcosa dal bacino elettorale del M5s. Al contrario, il bacino originario del centrodestra ha avuto perdite più consistenti verso l'astensione e dal M5s non ha recuperato nulla.

Il centrosinistra recupera da M5S e centrodestra

Vediamo nel dettaglio questi movimenti.Riguardo ai flussi per il candidato del Centrosinistra, ossia Lo Russo, le stime dicono che gran parte del bacino elettorale che il Pd aveva creato alle Europee di due anni fa è confluito su di lui. Per la precisione, se il Pd alle Europee disponeva di una forza elettorale (calcolata sugli aventi diritto al voto) di 19,8%, vediamo che il 16,4% ha votato Lo Russo. La perdita verso l'astensione è stata minima (0,9%). Vi è stata, peraltro, una perdita non trascurabile – 1,7% – che ha fatto il salto verso il candidato di centrodestra, però Lo Russo è riuscito a compensarla con l'ingresso di una quota (1,1%) di elettori che alle Europee votarono M5s e di una piccola quota (0,9%) di elettori che nel 2019 votarono Lega.

Dalla parte di Damilano, ossia del candidato di Centrodestra, la situazione è un po' diversa, perché le perdite verso l'astensione appaiono più consistenti. In particolare, è stato l'elettorato della Lega che ha “tradito” il candidato di Centrodestra: le stime dei flussi registrano una perdita consistente verso l'astensione (il 4,2% degli aventi diritto) e perdite minori verso il M5s e verso il candidato di Centrosinistra. Più limitate, ma non trascurabili sono poi le perdite verso l'astensione dal bacino di FI e di FdI.

A Napoli verso Manfredi tutto il bacino di voti del M5S

A Napoli le stime dei flussi mostrano che la grande vittoria di Manfredi è stata alimentata da
un potente afflusso di voti dall'ampio bacino del M5s: gli elettori pentastellati alle Europee
erano il 15,5% del corpo elettorale. Una quota si è persa nell'astensione (2,2%) ma il grosso (11,8%) si è riversato sul candidato di centrosinistra.
Il Pd possedeva un bacino di minore entità (pari al 9,1% del corpo elettorale): una parte si è
persa nell'astensione (1,4%), una parte ha scelto il suo vecchio sindaco Bassolino (1,8%), mentre la parte più consistente ha scelto Manfredi.

La Lega cede voti al centrosinistra

I bacini elettorali del centrodestra (alle europee complessivamente di entità molto piccola rispetto a quelli dell'alleanza Pd+M5s) non sembrano aver subito grosse perdite verso l'astensione. È però da segnalare che la Lega, secondo le stime, subisce una perdita di una certa consistenza (ossia il 2% del corpo elettorale, quasi la metà del suo bacino delle europee, attestato al 4,8%) verso il candidato di centrosinistra. Un flusso che può apparire anomalo ma che probabilmente è spiegabile col fatto che l'elettorato leghista al Sud, cresciuto in fretta, non è ancora ben “consolidato” e “radicato”: per questo una parte di esso non ha seguito le indicazioni del partito a favore di Maresca ma ha preferito altre scelte di voto, in linea probabilmente con le forze politiche da cui questi stessi elettori confluiti sulla Lega nel 2019 provenivano.

Per capire questa apparente stranezza, bisogna fare un passo indietro. Nelle elezioni del 2019, la Lega aveva raccolto elettori dai 5 Stelle e dall'astensionismo. Non possiamo dire se e in che misura si tratti degli stessi elettori, ma ovviamente sono tra i più indiziati di avere poi lasciato il partito di Salvini.

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