LE PREVISIONI DEL FONDO MONETARIO

Fmi: l’Italia non aggancia la ripresa. Rischio protezionismo per l’area euro

dal nostro inviato A. Merli

3' di lettura

WASHINGTON. L'Italia non aggancia la ripresa che si sta rafforzando nel resto dell'economia mondiale e in particolare negli altri Paesi avanzati e la sua crescita resta al di sotto dei maggiori Paesi industriali, secondo le nuove previsioni del Fondo monetario. All'orizzonte globale si profila tuttavia il rischio del protezionismo, sul quale il direttore dell'Fmi, Christine Lagarde, ha già lanciato l'allarme e che è oggetto di polemiche con l'amministrazione Trump. La questione sarà nuovamente al centro di possibili controversie questa settimana delle riunioni del G-20 e dell'Fmi a Washington.

Il capo economista dell'Fmi, Maurice Obstfeld, nel presentare le previsioni, ha sostenuto che il protezionismo e una corsa al ribasso nella regolamentazione della finanza (un altro timore riguardo alla nuova linea degli Stati Uniti) “sarebbero peggio per tutti”. L'economia italiana crescerà dello 0,8% sia quest'anno sia il prossimo, secondo le stime del “World Economic Outlook”, pressoché invariate rispetto a quelle di gennaio. Le cifre dell'Fmi sono in entrambi i casi inferiori a quelle inserite dal Governo nel Documento di economia e finanza appena pubblicato, dell'1,1% nel 2017 e dell'1% nel 2018.

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La crescita italiana è “nettamente al di sotto del potenziale”, sostengono gli economisti del Fondo monetario, così come quelle di Francia, Portogallo, Spagna e soprattutto Grecia. La disoccupazione in Italia scenderà dall'11,7% del 2016 all'11,4% nel 2017 e all'11% nel 2018, ma resterà la più alta nell'eurozona, con l'eccezione di Spagna e Grecia. L'area dell'euro crescerà nel suo complesso dell'1,7% quest'anno e dell'1,6% il prossimo. I rischi vengono tra l'altro dall'incertezza politica creata dalle prossime elezioni.

L'economia mondiale, grazie a miglioramenti del settore manifatturiero e del commercio, raggiungerà un'espansione del 3,5% nel 2017 e del 3,6% nel 2018 (dopo il 3,1% nel 2016), in parte aiutata anche dal prezzo delle materie prime che ha risollevato le sorti dei Paesi produttori. I mercati finanziari sono ottimisti, rileva l'Fmi, nell'aspettativa di un continuo supporto da parte della politica economica in Cina e di una politica fiscale espansiva e di deregolamentazione negli Usa. Se la fiducia e l'atteggiamento dei mercati resteranno forti, secondo il documento, nel breve periodo la crescita potrebbe sorprendere positivamente.
Nei Paesi in cui la crescita è insufficiente, la politica monetaria deve rimanere accomodante (un riferimento alla Banca centrale europea), ma non può fare da sola, secondo il Fondo monetario, che, fra le altre misure di rilancio, sottolinea ancora una volta la necessità di ripulire i bilanci bancari, affrontando il problema dei crediti deteriorati (Npl), un problema particolarmente acuto in Italia, e rafforzando l'efficienza delle banche.

“Una priorità cruciale per spingere la crescita e limitare i rischi al ribasso nell'area euro – dice l'Fmi – è di accelerare la riparazione dei bilanci delle banche e la soluzione del problema degli Npl, attraverso una combinazione di maggior incoraggiamento da parte della vigilanza, riforma delle leggi fallimentari e sviluppo di mercati per i debiti in sofferenza. Il completamento dell'unione bancaria, compresa l'introduzione di uno schema comune di assicurazione dei depositi con un efficace sostegno fiscale, è anch'esso cruciale. Queste azioni faciliterebbero la trasmissione dello stimolo della politica monetaria all'economia reale e promuoverebbero il risanamento del settore bancario”.
Nel medio periodo, il Fondo monetario ritiene che i rischi per l'economia mondiale restino al ribasso, a causa della bassa crescita della produttività e della forte disuguaglianza dei redditi, che richiedono interventi strutturali.

Ma l'Fmi è preoccupato anche, come ha dichiarato recentemente il suo direttore Christine Lagarde, del fatto che politiche protezionistiche possano minacciare l'integrazione economica globale e la cooperazione dell'ordine economico, che hanno portato effetti positivi all'economia mondiale. Il riferimento trasparente è alla minaccia di scelte protezioniste della nuova amministrazione Usa. Il segretario al Commercio americano Wilbur Ross ha definito “sciocchezze” gli ammonimenti della signora Lagarde, scegliendo invece di puntare il dito contro i surplus commerciali di Cina, Giappone ed Europa. Al G-20 di Baden-Baden il mese scorso il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, che questa settimana a Washington si confronterà nuovamente con i suoi colleghi, aveva bloccato ogni riferimento nel comunicato finale all'opposizione a misure protezionistiche.

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