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Fmi: «La stabilità finanziaria non è scontata»

«Non c’è alternativa: le misure di sostegno vanno prolungate, il rischio è compromettere la ripresa» 

di Gianluca Di Donfrancesco

Il logo del Fondo monetario internazionale all’ingresso del quartier generale di Washington

3' di lettura

Per il Fondo monetario internazionale, «non c’è alternativa»: Banche centrali e Governi devono insistere con le politiche di sostegno a un’economia che ancora lotta con il Covid-19. La «riduzione o revoca» delle misure eccezionali «in questa fase potrebbe mettere a repentaglio la ripresa globale». Il mantra del Fondo monetario, che ha punteggiato l’anno della recessione senza precedenti, torna nell’aggiornamento del Global Financial Stability Report, diffuso mercoledì 27 gennaio.

La stabilità finanziaria non è scontata

Martedì 26, la capoeconomista Gita Gopinath ha illustrato le nuove stime sulla crescita mondiale, che indicano un crollo meno brusco del previsto per il 2020 e una ripresa più convinta per il 2021 (con l’eccezione significativa dell’Eurozona e dell’Italia). Ha anche ribadito l’appello a non ritirare gli interventi di sostegno per imprese e famiglie, mettendo in guardia dalle incognite delle nuove ondate di infezioni, delle varianti del Covid e dei possibili ritardi nelle campagne di vaccinazione.

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Mercoledì, il Global Financial Stability Report (Gfsr) ha sottolineato che finora i rischi per la stabilità finanziaria sono stati tenuti sotto controllo, «ma non possiamo darlo per scontato». La pandemia ha messo in luce vulnerabilità preoccupanti: l’aumento del debito delle aziende, le fragilità delle istituzioni finanziarie non bancarie, l’esplosione del debito pubblico, le difficoltà di accesso al mercato per alcune economie in via di sviluppo e il calo della redditività in alcuni sistemi bancari.

Mercati disallineati

Nonostante l’aumento dei casi di Covid-19, le quotazioni azionarie in settori particolarmente penalizzati dalla pandemia, come compagnie aeree, hotel e aziende di servizi ai consumatori, sono rimbalzate, spinte da investitori in cerca di buoni affari, scrivono Tobias Adrian, direttore del Dipartimento mercati monetari e dei capitali dell’Fmi, e il suo vice, Fabio Natalucci. I tassi di interesse ai minimi, se da un lato riducono i costi di finanziamento per le imprese, «dall’altro incentivano gli investitori ad assumersi rischi maggiori in cambio di rendimenti più elevati», scommettendo anche sul fatto che gli interventi di sostegno bilanceranno eventuali delusioni di breve termine.


La disconnessione tra mercati esuberanti e ripresa ancora in ritardo solleva lo spettro di una possibile correzione, qualora gli investitori dovessero rivalutare le prospettive economiche o l’entità e la durata delle politiche di sostegno.

Vaccini: nessuno resti indietro

Il Gfsr ribadisce l’appello all’accesso universale alle cure e ai vaccini contro il Covid-19. Ritardi in questo senso potrebbero significare una ripresa globale incompleta e un rischio per il sistema finanziario. L’Fmi ricorda che le economie emergenti hanno rappresentato circa il 65% della crescita globale (circa il 40% esclusa la Cina) nel periodo 2017-19 e che interruzioni nelle catene di fornitura globali colpirebbero anche la redditività delle imprese che operano nelle regioni in cui la pandemia è sotto controllo.

Già martedì, Gopinath ha sottolineato che le nuove varianti del virus dimostrano «come la pandemia non sarà finita fino a quando non sarà finita ovunque». Il Fondo stima che, imprimendo un’accelerazione alla fine della crisi sanitaria, i redditi globali potrebbero aumentare di 9mila miliardi di dollari tra il 2020 e il 2025, con benefici per tutti i Paesi, inclusi 4mila miliardi per le economia avanzate.

Gli «angeli caduti»

Tra i fattori di rischio segnalati dal Gfsr, c’è l’esplosione dei potenziali «angeli caduti» (società con rating BBB- e outlook negativo), triplicati a livello globale dall’inizio della pandemia, con possibili nuovi declassamenti, per esempio in Europa e negli Stati Uniti.
In Cina, le insolvenze di alcune aziende di Stato alla fine del 2020 sottolineano le vulnerabilità del sistema finanziario.

Le banche

Le banche, osserva il Gfsr, sono entrate nella pandemia con una grande quantità di capitale e riserve elevate e hanno finora dimostrato resilienza, contribuendo alla liquidità di famiglie e imprese. Tuttavia, le sfide alla redditività determinate dai bassi tassi di interesse possono mettere in discussione la capacità o la volontà delle banche di continuare a erogare prestiti.

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