i titoli volano in borsa

Fmi: non serve revisione della qualità degli asset delle banche greche

di Vittorio Da Rold

Il logo del Fondo monetario internazionale

2' di lettura

Le azioni delle banche greche sono salite bruscamente dopo che un rappresentante del Fmi ha affermato che non c’era bisogno di una «piena revisione» della qualità degli asset delle banche del paese, suggerendo che gli stress test della Bce potrebbero realizzare lo stesso obiettivo.
La banca del Piraeus è salita alla Borsa di Atene fino al 14%, Alpha Bank e la Banca nazionale di Grecia fino al 10% ed l’Eurobank fino al 7,5 per cento. Insomma una boccata di ossigeno per le banche greche dopo un periodo di pesanti perdite.

In riferimento al sistema bancario greco, il Fondo monetario internazionale, che non partecipa all’esborso di crediti nel terzo piano di aiuti, «non vede alcuna preoccupazione relativa alla stabilità finanziaria in Grecia». Lo ha detto in una nota Poul Thomsen, direttore del dipartimento Europeo dell'istituto di Washington. Secondo l'esperto che segue la vicenda della crisi greca fin dall’inizio e che ha parlato all'FT Investment Management Summit a Londra, «la questione è che vogliamo essere sicuri che ci sia una strategia per gestire il livello eccezionalmente alto di non performing loan nel medio termine», ha spiegato.

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A questo proposito, Thomsen ha voluto ricordare che il Fondo monetario «ha suggerito un aggiornamento dell'Asset quality review (Arw) del 2015 entro la prossima primavera» e che la Banca centrale europea «ha invece proposto di portare avanti i già previsti stress test e le revisioni di asset suggerendo che tutto ciò ci permetterà di raccogliere le informazioni necessarie per determinare se la strategia attuale volta a garantire la tenuta del sistema bancario sia adeguata senza dovere passare attraverso una asset quality review totale».

Il Fondo, ha concluso, pensa che «questa sia una proposta costruttiva che raggiunge gli stessi obiettivi e ora stiamo discutendo le modalità esatte con i nostri colleghi alla Bce».

Le precedenti richieste del Fmi per una revisione della qualità dell'attivo avevano suscitato timori per di un'altra iniezione di capitale e conseguente diluizione del valore azionario per gli azionisti delle banche, colpendo il settore con perdite molto alte che hanno raggiunto oltre il 30 percento da metà agosto.

Le banche greche sono state ricapitalizzate tre volte dalla crisi del debito esploso nel 2010, ma sono ancora gravate da più di 100 miliardi di euro di crediti in sofferenza. Gli istituti si sono impegnati a raggiungere obiettivi per ridurre il carico di Npl a 66 miliardi di euro entro il 2019. Un obiettivo ritenuto da molti analisti molto ambizioso.

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