mobilità

Fnm conquista Serravalle: via all’integrazione strada-ferrovia

Nasce un gruppo capace di creare sinergie per il sistema dei trasporti (anche sfruttando il digitale) e di generare valore per gli azionisti

di Marco Morino

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Il futuro gruppo avrà la capacità potenziale di distribuire 60-70 milioni l'anno di dividendi

Nasce un gruppo capace di creare sinergie per il sistema dei trasporti (anche sfruttando il digitale) e di generare valore per gli azionisti


3' di lettura

Il progetto è noto da alcune settimane (si veda Il Sole 24 Ore del 18 agosto) ma vale la pena tornarci sopra perché è un’operazione destinata a rivoluzionare la mobilità lombarda. Parliamo dell’aggregazione Ferrovie Nord Milano (Fnm)-Autostrada Milano Serravalle, che prevede l’acquisizione da parte di Fnm del controllo della Serravalle. Quest’ultima è la società che gestisce l’autostrada A7 Milano-Genova (fino a Serravalle Scrivia) più le tangenziali milanesi. L’ambizione di Fnm (anche se il Cda non si è ancora espresso al riguardo) è salire al 100% nel capitale della Serravalle, rilevando anche l’ultima quota (4%) che attualmente fa capo alla Camera di commercio di Milano. Sarebbe il terzo passaggio di pacchetti azionari, dopo l’82,4% in arrivo da Regione Lombardia e il 13,6% acquisito nelle scorse settimane per 86 milioni di euro dal gruppo Gavio. Dall’integrazione tra queste due aziende nascerà un soggetto che, al momento, conta un solo precedente in Italia: l’ingresso di Anas nel gruppo Ferrovie Italiane.

Fnm-Serravalle sarà una realtà capace di integrare in maniera forte e importante la mobilità su ferro a quella su strada, sfruttando il digitale per creare sinergie per il sistema dei trasporti. Un gruppo che genererà valore anche per gli azionisti, con la capacità potenziale di distribuire 60-70 milioni l’anno di dividendi. Il tutto con la piena approvazione della Regione Lombardia, che è l’azionista di maggioranza di Fnm. Dice Claudia Terzi, assessore ai Trasporti della Regione Lombardia: «Un intervento che, al di là degli aspetti economico-finanziari, assume notevole rilevanza perché consente di realizzare in Lombardia un modello infrastrutturale che integra in maniera forte e importante la mobilità su ferro a quella su strada». Il padre dell’operazione Fnm-Serravalle, che avrà ricadute importanti anche per un’altra grande opera lombarda, l’autostrada Pedemontana (ancora da completare), è Giuseppe Bonomi, manager di lungo corso che in passato è stato tra l’altro anche amministratore delegato della Sea, il gestore di Linate e Malpensa. Bonomi è consigliere di amministrazione di Fnm, la holding del gruppo ferroviario e ha ricevuto dal consiglio, circa un anno e mezzo fa, la delega specifica per elaborare il progetto e seguire l’operazione.

Nella visione di Bonomi, i vantaggi dell’operazione Fnm-Serravalle sono almeno tre. Il primo è di natura politica, perché crea le condizioni affinché il progetto Pedemontana (infrastruttura da sempre considerata strategica) sia finalmente portato a compimento. Fnm rileva da Regione Lombardia l’82,4% del capitale di Serravalle, versa alla Regione 519 milioni con l’impegno, da parte di quest’ultima, a sottoscrivere un aumento di capitale in Pedemontana per 350 milioni. Questa operazione consentirà a Regione Lombardia di diventare l’azionista di maggioranza di Pedemontana, accedere ai necessari finanziamenti e ultimare l’opera entro i prossimi 6-7 anni.

Il secondo vantaggio è di tipo industriale, perché riunisce sotto l’egida di un unico soggetto le modalità di trasporto ferroviario e stradale. Un’unione che potrà agevolare la nascita di nuove forme di mobilità, finora mai attuate. In Italia non esiste un modello di società che abbia queste caratteristiche.

Il terzo vantaggio è di tipo economico, poiché il valore di Fnm, una volta sigillato il closing con Regione Lombardia per il passaggio delle azioni, registrerà un incremento enorme. Bonomi è partito da questa considerazione: Fnm è società quotata ma sottocapitalizzata, però non ha debiti, ha una buona posizione finanziaria netta e quindi può crescere per linee esterne. Con l’ingresso di Serravalle nel perimetro del gruppo, secondo i dati 2019, in termini di ricavi Fnm raddoppierà il suo consolidato e triplicherà l’Ebitda.

Sullo sfondo poi ci potrebbe essere anche un quarto vantaggio, che presuppone però il controllo totale del capitale di Serravalle da parte di Fnm. Parliamo della concessione di Milano Serravalle, che scadrà nel 2028. La regola vuole che il rinnovo della concessione sia messo a gara. Con un’eccezione, approvata anche dalle norme europee e che ha già un’applicazione pratica nell’autostrada del Brennero: il rinnovo diretto della concessione senza gara è possibile qualora la società di gestione sia interamente partecipata da soggetti controllati da amministrazione pubbliche. Ecco perché Fnm è interessata a chiudere il cerchio rilevando anche il tassello mancante, cioè il 4% in mano alla Camera di commercio di Milano. A quel punto la Serravalle potrebbe vedersi prolungare la concessione ben oltre il 2028, conseguendo un ulteriore e significativo incremento di valore.

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