18 i contagiati nel palazzo alla garbatella

Focolaio San Raffaele Pisana: 109 i contagi, 5 morti. Allarme in Rai

Salgono a 18 gli infettati nel palazzo occupato in Piazza Attilio Pecile, alla Garbatella, dove nei giorni scorsi è risultato positivo anche un neonato di 7 mesi

di N.Co.

Roma, attenzione sui due focolai. Timori tra residenti Garbatella

Salgono a 18 gli infettati nel palazzo occupato in Piazza Attilio Pecile, alla Garbatella, dove nei giorni scorsi è risultato positivo anche un neonato di 7 mesi


3' di lettura

Altri cinque casi positivi nel focolaio del San Raffaele alla Pisana, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico nella zona Ovest della Capitale, dove da qualche giorno è stato rilevano un cluster in crescita esponenziale. Il focolaio è arrivato così a 109 casi e 5 decessi correlati. Tutti i 64 pazienti del San Raffaele sono stati trasferiti e la direzione sanitaria, su richiesta della Asl Roma 3, ha disposto la sanificazione dei reparti di medicina, riabilitazione respiratoria e cardiologica.

Due operatori fra i nuovi 5 contagiati

Fra i cinque nuovi casi riscontrati nel bollettino del 14 giugno ci sono anche due operatori sanitari, uno della Asl Roma 4 e uno della Asl Roma 5. Ci sono poi due nuovi positivi nel cluster familiare (Als Rm 6) e uno è familiare di un paziente dimesso nella Asl Roma 1. Nella strutturasono rimasti 79 pazienti, di cui 13 in dimissione con tanpone negativo. In settimana è previsto un nuovo giro di tamponi a dipendenti e pazienti rimasti nella struttura. Per circoscrivere il focolaio sono stati effettuati già oltre 4mila test, «uno sforzo senza precedenti su un’unica struttura», segnala una nota della Regione Lazio. «È stata importante per contenere i focolai la tempestività degli interventi», ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

L’allarme a Saxa Rubra: si facciano controlli a tappeto

Ed è allarme a Saxa Rubra, la cittadella dell’informazione della Rai che si trova nella periferia nord della Capitale. Un luogo dove nonostante i serrati controlli con i termoscanner all’ingresso e studi di regia dotati di plexiglass divisori, sono risultati infettati 5 dipendenti, tutti tecnici. Dunque tutte persone che lavorano a più servizi nell’ambito della programmazione della tv di Stato, a contatto con varie persone. Cgil, Cisl, Uil e Stampa Romana hanno chiesto al governatore Nicola Zingaretti e all’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, di sottoporre tutti i lavoratori della cittadella di Saxa Rubra - che sono migliaia - a test sierologici e tamponi. «Non possiamo permetterci l’esplosione di un focolaio al suo interno. Tra familiari, parenti e amici che ognuno di loro, ovviamente, frequenta, potrebbe significare avere un terzo della città a rischio», scrivono. E se da una parte, si legge nella nota, si rendono conto che l’affermazione potrebbe causare panico, dall’altra «evitare test e controlli a tappeto potrebbe provocare danni ancor più ingenti».

Il contatto col focolaio del San Raffaele

Dalle prime tracciabilità ricostruite, positivi un operatore di Rai Sport e uno di Rai News, che avrebbe infettato anche un parente. Il contatto con il focolaio del San Raffaele sarebbe stato individuato nel ricovero della suocera di un operatore infettato. In via precauzionale è stato deciso di mettere in isolamento 9 dipendenti. Sono in atto test per individuare subito eventuali altri contagi.  Nel Centro Rai di Saxa Rubra sono già stati effettuati 110 tamponi e si è in attesa dell’esito di 50. Fra le altre la Rai aveva adottato un atteggiamento molto prudente anche nei confronti di giornalisti e operatori che avevano realizzato servizi in focolai infettivi del Nord nei giorni del lockdown, chiedendo loro di effettuare una quarantena precauzionale. E anche di domenica sono attivi i drive-in del San Giovanni, del Santa Maria della Pietà per il cluster Saxa Rubra.

Altri 4 contagi nel palazzo occupato alla Garbatella

Altri 4 contagiati nel focolaio scoppiato nel palazzo occupato in Piazza Attilio Pecile, alla Garbatella, dove il 13 giugno erano stati registrati 9 nuovi casi positivi. Il giorno precedente un’intera famiglia composta da 5 persone - fra i quali un neonato di 7 mesi e una bimba di 12 - era risultata Covid positiva, ed era stata subito trasferita all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro. In totale la regione segnala quindi 18 casi. Nel palazzo occupato, da anni nella lista degli sgomberi del Campidoglio, ci sono abusivi, senzatettoe immigrati di varie nazionalità: dagli italiani ai peruviani, dai bulgari a senegalesi e tunisini. Il palazzo è isolato, sotto la sorveglianza degli agenti del commissariato Colombo. La Regione Lazio, per voce dell’assessore D’Amato, ha reso noto che è «chiuso il cluster dello stabile in Piazza Pecile (Garbatella), all’interno non ci sono casi positivi». Il totale delle persone trasferite dalla struttura è di 52 tra positivi e negativi. Sono stati eseguiti un totale di 108 tamponi, 4 i positivi esito degli ultimi tamponi. Nel palazzo rimangono 49 persone tutte negative e sorvegliate dalla Asl Roma 2, che ha eseguito tamponi e test sierologici a tutti i presenti della struttura. I positivi sono stati trasferiti in strutture idonee. Fra i contagiati il caso di una badante peruviana che si occupa di due anziani, che avrebbe dormito nello stabile.

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