la testimonianza

Brasile: il virus annienterà Bolsonaro o lo renderà immune (dall'opposizione) ?

di Graziano Messana *

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(REUTERS)


3' di lettura

Questione sanitaria
Il Brasile ha avuto il vantaggio di potere fare tesoro della esperienza italiana e degli altri paesi colpiti dal Covid19. Al momento, primo di aprile, si contano circa 200 morti a causa del virus su circa 200 milioni di persone e circa 5.000 persone infettate. I numeri possono cambiare rapidamente ma il ministero della salute è intervenuto abbastanza in anticipo orientando le persone a restare a casa ed evitare affollamenti, tuttavia il paese presenta una acuta diseguaglianza sociale ed in molte regioni svantaggiate queste restrizioni saranno di più difficile implementazione.

Alcuni ospedali temporanei sono stati già predisposti ed altri sono in costruzione in padiglioni fieristici o stadi ma il Brasile offre comunque un buon rapporto di letti di terapia intensiva vs numero di cittadini, statistiche mostrano che grosso modo questo rapporto cuba il doppio rispetto all'Italia. Tuttavia quello che intimorisce maggiormente è l'impossibilità di potere servire contemporaneamente un alto numero di casi gravi, evento che manderebbe in collasso il sistema sanitario.

Questione politica
I sondaggi davano Bolsonaro ai minimi storici di popolarità e consenso già nel febbraio scorso. Quindi non è una novità che la sua figura di presidente sia già stata messa in discussione ne tanto meno è l'effetto delle recenti rimostranze espressi a suon di padelle dalle finestre di casa.

Con il mese di marzo e l'innescarsi delle tematiche relative al Covid19 il suo indice di gradimento è caduto maggiormente per via della sua posizione sui comportamenti da adottare in contrasto con le best practice dell'OMS che prevedono il distanziamento sociale.

I timori di Bolsonaro sono un elevato aumento di disoccupazione e un degrado di alcune categorie di popolazione che provocherebbe ulteriori morti (decessi indiretti).

E' interessante constatare come il ministro della salute Henrique Mandetta, di discendenza italiana, ha guadagnato al contrario tantissima popolarità e mostrato la sua competenza tecnica e tattica, anche distanziandosi dalle posizioni radicali del Presidente Bolsonaro e servendo da esempio ai governatori della maggior parte degli stati del Brasile che hanno imposto l'isolamento sociale.

Tuttavia i problemi di Bolsonaro non sono derivanti solo dalla questione legata all'emergenza sanitaria ma sono legati anche ad altri fattori, uno per tutti, le posizioni delicate dei tre figli che sono tutti schierati in politica e coinvolti spesso in polemiche di varia natura. L'ultima successa qualche giorno fa che ha visto il deputato Flavio Bolsonaro accusare con un twitter la Cina di avere occultato informazioni rilevanti sul Covid19 e causato questa pandemia mondiale.

Se da un lato però si è parlato di impeachment di Bolsonaro, dall'altro questa è una decisione che al momento la stessa opposizione non è molto inclinata a sostenere davvero. Nessuno oggi sa la portata di una potenziale crisi legata al corona virus e chi si opporrebbe a Bolsonaro in una richiesta di impeachment diventerebbe parte del problema di questa crisi e non una soluzione. Inoltre l'opposizione teme un po' che l'assunzione del suo vice, il generale Mourao, esponente più moderato e meno impulsivo, irrobustirebbe il governo attuale e non lo indebolirebbe.

Questione economica
Anche il ministro della economia, Paulo Guedes, è stato molto apprezzato per le conquiste che durante il 2019 è riuscito ad ottenere provocando di fatto la ripresa economica brasiliana. Infatti rispetto alla tendenza mondiale di una decelerazione economica, il PIB Brasile era in accelerazione nel primo trimestre. Adesso ovviamente anche Guedes si trova alle prese con decisioni difficili, sta tentando di mitigare gli effetti della paralisi con strumenti a sostegno della disoccupazione e perdita di reddito e necessariamente sta aumentando la spesa pubblica, con la missione di non fare diventare interventi di misura straordinaria come spese permanenti. Queste misure, che valgono al momento circa 750 mld R$, unitamente al blocco dei servizi non essenziali, hanno già fatto rivedere le stime del ministero del PIL dell'anno in corso riducendolo dal 2% a meno 0,5% in linea anche con le recenti proiezioni del Banco Central brasiliano.

A favore del Brasile comunque gioca la sua capacità di reagire a profonde crisi in modo molto rapido, a discapito delle sue dimensioni, infatti il paese si era lasciato appunto alle spalle in poco tempo la crisi del 2015-2016 considerata la peggiore crisi degli ultimi 50 anni. Difficilmente dopo l'onda del corona virus si fermeranno i processi di investimenti in infrastruttura e apertura sui settori, cabotaggio, oil&gas, trattamento acque ed energia. E i capitali con la stessa velocità con cui sono usciti potranno rientrare per chi sa leggere il paese in un'ottica di lungo termine.

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