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Focus su utility con ipotesi interventi su bollette e corsa rendimenti

A Piazza Affari il comparto si muove in generale ribasso. Il nuovo balzo del prezzo del gas e le possibili contromisure per limitare i costi energetici di imprese e famiglie riportano sotto i riflettori il settore

di Paolo Paronetto

(golibtolibov - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il nuovo balzo del prezzo del gas e le possibili contromisure da parte dei governi per limitare la bolletta energetica di imprese e famiglie riportano sotto i riflettori il settore delle utility e delle reti energetiche sui mercati azionari europei. A Piazza Affari il comparto, alla vigilia tra i più colpiti dalle vendite, si muove in generale ribasso, con Hera sulla parità, Iren, A2a, Enel, Terna, Italgas e Snam Rete Gasin calo. Secondo quanto riportato dalla stampa, il nuovo governo italiano a guida Fratelli d'Italia potrebbe approvare velocemente un decreto con oltre 20 miliardi di misure contro il caro energia, anche se gli interventi richiederebbero l'ok della Ue sulla riallocazione di fondi attualmente utilizzati per altri scopi. Arera, intanto, ha approvato la modifica del calcolo delle bollette gas per gli utenti in maggior tutela, che avranno cadenza mensile e saranno basate sul costo del gas al mercato italiano Psv e non più sulla piattaforma olandese Ttf.

«La modifica apre incertezza nel breve, per gli operatori che hanno contratti di approvvigionamento i cui costi sono legati al Ttf - notano gli analisti di Equita -. In questo caso potrebbero aprirsi degli spread negativi relativamente alla differenza tra costo di approvvigionamento e prezzo di vendita fissato da Arera. «Riteniamo inoltre che sul settore pesi inoltre l'incertezza di ulteriori interventi governativi per finanziare le misure di bilancio previste», aggiungono. Tra le società più esposte a questi scenari, gli analisti citano Enel, Iren, A2a, Hera e Acea. «Crediamo che l'aumento dei costi dell'energia potrebbe generare un incremento dei rischi di credito per i fornitori come Enel, Eni, A2a, Hera, Iren, Acea e Ascopiave», notano da parte loro gli esperti di Intesa Sanpaolo. Sul settore, infine, pesa anche l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, che rende poco attraente l'investimento sui titoli delle utility regolate.

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