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Foggia pianta il 25% in meno e lascia spazio al grano

Il peso dei rincari

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

Produzione di pomodoro in calo in Capitanata, con una flessione del 20% - secondo Confagricoltura Foggia e Coldiretti di Capitanata - delle piantumazioni rispetto al 2021 e costi di coltivazione tutti in salita. Fino a 14.665 euro per ettaro, secondo uno studio di Cia Capitanata, costi che, in rapporto di causa ed effetto, spiegano la forte flessione del pomodoro e la decisione di piantare altro, grano o girasole. Rispetto al 2021, quando la sau (Superficie agricola utile) investita è stata pari a 17.170 ettari ed il raccolto a 14,7 milioni di quintali, tondo e lungo, quest’anno le superfici diminuiranno di 340-350.000 ettari, insomma un calo non da poco.

Anche se il primato produttivo nazionale è ancora in Capitanata con il 55-60% del totale (al netto della pressione crescente di altri areali, specie in Lombardia e in Emilia Romagna), con quasi 3.500 produttori e una produzione lorda vendibile media che raggiunge i 150 milioni, la difficoltà dei produttori a chiudere, con la parte industriale, l’accordo sul prezzo medio potrebbe spingere altri agricoltori ad abbandonare la coltura in futuro. «Si perderebbero – denunciano i responsabili di Cia Puglia – milioni di giornate lavorative, reddito per imprese e lavoratori, una quota rilevante dell’eccellenza agricola e del sistema agroalimentare pugliese e di tutto il Mezzogiorno». La parte industriale fa presente che al Nord l’accordo è stato raggiunto da tempo.

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Sui campi la crisi ha ritardato i trapianti: nelle aree produttive più vicine al mare (Apricena) in passato erano già tutti fatti nella prima settimana di giugno. Quest’anno non è così. Sul settore pesano i costi triplicati dei concimi, l’aumento del prezzo del gasolio, utilizzato in molte fasi della coltivazione e la carenza di manodopera che, in fase di raccolta, fa del pomodoro la seconda coltura, dopo quella cerealicola, per impiego manuale. «La campagna – spiega Filippo Schiavone, presidente di Confagricoltura Foggia – entrerà nel vivo a metà luglio. Per quel periodo mi auguro che la manodopera straniera annunciata dal ministro Lamorgese, con il decreto flussi, di almeno 70.000 lavoratori extracomunitari, 42.000 dei quali per il settore primario, ci sarà». La carenza di manodopera nei campi si è fatta sentire già in fase di trapianto del pomodoro, al pari dei raccolti di frutta e verdura estiva. Coldiretti a metà giugno ha stimato in 15.000 il numero degli stagionali che non hanno risposto all’appello nei campi, con 30.000 giornate di lavoro perse in tutta la regione in un settore che assorbe, in Puglia, in media, 1,2 milioni di occupati, secondo i dati Crea. E le mani straniere sono poi quelle che assicurano il 22,4% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore in Puglia. Quella della manodopera per la raccolta è una delle voci di costo da sostenere per coltivare un ettaro di pomodoro, 14.665 euro. Sulla parte agricola pesa poi la polverizzazione produttiva del comparto con superficie agricola g frammentata e ruolo delle OP non sempre lineare.

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