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Fondazione Barilla: sprechi alimentari in calo con l’epidemia

di Enrico Netti

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(AFP)


2' di lettura

L’appuntamento è fissato per domani quando si celebrerà l’Earth overshoot day, la giornata che segna lo spartiacque con il momento in cui l’umanità ha consumato tutte le risorse prodotte in un anno dal pianeta Terra. Un momento simbolico che quest’anno registra un deciso miglioramento rispetto al 2019 quando la giornata si svolse il 29 luglio. Un miglioramento legato alle conseguenze della pandemia che ha frenato l’economia mondiale.

La Fondazione Barilla ha analizzato l’andamento della produzione alimentare perché il cibo arriva a “pesare” fino al 29% dell’impronta ecologia globale. In altre parole il modo in cui lo produciamo, distribuiamo e consumiamo determina circa il 70% dei prelievi di acqua dolce, provoca fino al 37% delle emissioni totali di gas serra e si appropria di circa la metà delle terre abitabili del mondo. Così nell’anno scandito dalla pandemia e dai lockdown «la riduzione della nostra impronta ecologica è finalmente arrivata. Tuttavia, non possiamo considerare questo risultato un successo perché il cambiamento a cui abbiamo assistito è stato la diretta conseguenza delle misure di restrizione imposte in tutto il mondo dalla pandemia, non l’effetto di un progetto di trasformazione strutturale del sistema alimentare - spiega Marta Antonelli, direttore di ricerca della Fondazione Barilla -. Il cambiamento registrato rappresenta la prova tangibile che una trasformazione sostenibile è possibile ed evidenzia il potere che abbiamo come cittadini, attraverso ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto. Insieme al Global footprint network abbiamo stimato che ripensando il nostro approccio al cibo, eliminando gli sprechi alimentari, prediligendo alimenti stagionali, scegliendo prodotti sostenibili e seguendo diete più sane, bilanciate e a base vegetale potremmo spostare l’Overshoot Day in avanti di 32 giorni. È perciò il momento che ognuno di noi dia il proprio contributo attraverso piccole scelte quotidiane».

Nel contesto dell’Earth overshoot day la Fondazione Barilla ha elaborato cinque best practice per ritardare l’appuntamento con questa giornata. La prima raccomandazione è un netto invito a preferire alimenti a base vegetale per mangiare in modo vario e rinforzare il legame tra uomo e terra. I prodotti alimentari si dovrebbero poi acquistare dagli agricoltori locali seguendo la stagionalità, accorciando la catena di approvvigionamento tra produttore e consumatore sostenendo così l’economia del territorio.

Da preferire poi tutti quegli alimenti prodotti con pratiche agricole sostenibili. Un chiaro invito a sostenere la decarbonizzazione del sistema alimentare nel rispetto degli ecosistemi naturali. I consumatori sono poi invitati a seguire regimi alimentari sani e sostenibili, un assist alla dieta mediterranea che fa bene agli esseri umani e al pianeta tanto da essere stata riconosciuta dall’Unesco come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità nel 2010. Per finire sono da prevenire le perdite e gli sprechi alimentari perché tutto il cibo sprecato in un anno rappresenta circa l’8% delle emissioni annuali di gas a effetto serra.

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