Programmazione

Fondazione Cariverona: ambiente e giovani le priorità in agenda

Il presidente Mazzucco: lo sforzo è quello di mettere
in comunicazione le ricchezze del territorio per mobilitarle e valorizzarle

di Paolo Paronetto

 il neo direttore generale Filippo Manfredi ha dichiarato che le Fondazioni possono contribuire a preparare i territori alla sfida del Pnrr

3' di lettura

Le Fondazioni di origine bancaria non sono «un bancomat»: non fanno elargizioni, ma «investimenti»; non sono holding di partecipazioni, ma soggetti che dalla redditività del patrimonio ottengono risorse interamente al servizio dei territori di riferimento. Visione «evoluta» della loro attività che nel mondo post pandemia ormai ben pochi mettono in discussione, almeno apertamente, e che il presidente della Fondazione Cariverona, Alessandro Mazzucco, ripete come un mantra nel disegnare le linee guida per il futuro sviluppo dell’ente scaligero, che ha tra le storiche aree di riferimento nel Nord Est anche le province di Vicenza e Belluno. Il momento, del resto, è decisivo: il piano europeo Next generation Eu, declinato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, offre l’opportunità di superare ataviche arretratezze del tessuto sociale e imprenditoriale italiano e le Fondazioni possono contribuire a preparare i territori alla sfida, come sottolineato di recente proprio dal neo direttore generale di Cariverona, Filippo Manfredi, in carica dallo scorso primo settembre in sostituzione di Giacomo Marino, passato a UniCredit. La crisi sanitaria, del resto, ha rappresentato anche per gli enti, che spesso svolgono un fondamentale ruolo di supplenza rispetto agli attori pubblici, un formidabile acceleratore di processi già in atto, ponendo in primo piano la necessità di affrontare i temi del cambiamento climatico, dello sfruttamento delle risorse naturali, della sostenibilità e facendo d’altra parte emergere specifiche necessità a cui si è dovuto e si deve rispondere con rapidità e competenza. In questo contesto Cariverona «sta sviluppando una nuova stagione strategica a partire dal Documento di Programmazione Poliennale 2020-2022, riarticolato su tre grandi direttrici: protezione e cura dell’ambiente e valorizzazione complessiva dei territori; valorizzazione del capitale umano, creazione di opportunità di partecipazione sociale, culturale ed educativa per i giovani; innovazione sociale, ben-essere, qualità della vita, in favore di comunità coese e inclusive», scandisce Mazzucco. «Lo sforzo di una Fondazione di origine bancaria evoluta – aggiunge - è sempre più quello di mettere in comunicazione tutte le ricchezze del territorio, per mobilitarle e valorizzarle. L’obiettivo resta unico: promuovere sviluppo vero e sano. Creare opportunità di lavoro, sostenere lo spirito d’iniziativa imprenditoriale, appoggiare la sussidiarietà sociale nelle sue esperienze più qualificate». L’azione dell’ente scaligero si articola in primo luogo attraverso lo strumento privilegiato del bando, secondo Mazzucco «veicolo di buona meritocrazia in un’ampia dinamica sociale e territoriale»: tra gli altri si ricordano il Bando Ricerca & Sviluppo in partnership con la Fondazione Caritro (da cui proviene lo stesso Manfredi), che vuole cercare sinergie nuove fra imprese e università nell’innovazione tecnologica, e il Bando Habitat, che sostiene progetti concreti e sostenibili per valorizzare e tutelare il patrimonio naturale.

Il motore dell’attività, come ricordato, è la redditività del patrimonio, messa anch’essa a dura prova dai mesi di pandemia e dalla conseguente gelata imposta dalle autorità di vigilanza al flusso di dividendi bancari. Su questo fronte, sottolinea Mazzucco, «nell’approvare il bilancio d’esercizio 2020, Cariverona ha operato una manovra di definitiva stabilizzazione patrimoniale». Il presidente si riferisce in particolare alla valorizzazione a prezzi di mercato della partecipazione in UniCredit, che dopo l’arrivo di Andrea Orcel alla guida del gruppo bancario, «è tornata in una zona di plusvalenza implicita». Nella stessa direzione vanno gli sforzi per la rivalorizzazione del patrimonio immobiliare, che hanno portato la Fondazione a presentare «da tempo alla città di Verona e alla sua amministrazione un piano articolato e complessivo», così come l’attenzione per la gestione di due storiche partecipate locali, su cui negli anni non sono mancati i momenti di scontro e che Cariverona sostiene in quanto fattori di sviluppo dell'intero territorio: VeronaFiere e l’Aeroporto Catullo. Sul primo dossier, Mazzucco ricorda che la Fondazione ha «partecipato all’aumento di capitale, chiarendo tuttavia che ciò era condizionato a un radicale cambiamento della gestione verso una attiva attenzione ai rendimenti, tema sul quale ancora nulla è stato realizzato, con ciò suscitando serie preoccupazioni per l’intera città e in particolare per il nostro ente». Sull’aeroporto, infine, il presidente ribadisce che Cariverona è «attenta a ogni traiettoria di sviluppo di uno doppio scalo (Villafranca e Montichiari) dalle grandi potenzialità», coerentemente con «lo storico ruolo europeo recitato da Verona nelle reti logistiche europee».

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