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Fondazione Open: fondi arabi e israeliani nelle società lussemburghesi di Carrai

Wadi Ventures e Wadi Ventures Management Company, sulle quali hanno acceso i riflettori i magistrati della procura di Firenze, sono un punto di incontro tra capitali arabi e israeliani. Nell'azionariato si mescolano investitori dei due mondi spesso contrapposti politicamente ma in questo caso uniti dagli affari

di Angelo Mincuzzi


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(Imagoeconomica)

5' di lettura

Wadi Ventures, la societa lussemburghese sulla quale hanno acceso i riflettori i magistrati della procura di Firenze che indagano sulla Fondazione Open, è un punto di incontro tra capitali arabi e israeliani. Nell'azionariato della società e in quello della controllante Wadi Ventures Management Company, si mescolano investitori dei due mondi, spesso contrapposti politicamente ma in questo caso uniti dagli affari.

Si è scritto e parlato molto delle due entità lussemburghesi ma per capire più da vicino cosa sono e cosa fanno occorre spulciare tra le carte provenienti dal Lussemburgo. Documenti societari, dunque, e quindi estranei alle indagini dei magistrati fiorentini.

La società in accomandita
Wadi Ventures è una società in accomandita per azioni, quella che in Italia viene identifica con la sigla Sapa. Questo significa che ha due diverse tipologie di azionisti: i soci accomandanti, che vengono esclusi dall'amministrazione e sono responsabili limitatamente ai capitali investiti; e i soci accomandatari, che amministrano la società e sono responsabili illimitatamente delle sue obbligazioni.

Il socio accomandatario della Wadi Ventures, o general partner, è un'altra società lussemburghese, la Wadi Ventures Management Company (Wvmc), che possiede una azione ordinaria della società. Torneremo in seguito a occuparci della Wvmc.

Da quanto rivelano i documenti (che però si fermano al febbraio 2019) il capitale sociale versato dai soci della Wadi Ventures è di 2.225.000 euro suddiviso fra 13 azionisti. Al momento della costituzione della società, il 4 ottobre 2012, l'unico azionista accomandante era la società italiana Sdb, una società a responsabilità limitata milanese controllata da Vittorio Giaroli, azionista tra l'altro della Cambridge Management Consulting, società fiorentina fondata e presieduta da Marco Carrai.

GLI AUMENTI DI CAPITALE DI WADI VENTURES SCA

Ammontare versato in euro

GLI AUMENTI DI CAPITALE DI WADI VENTURES SCA

Aumenti di capitale in serie
Ma tra il 7 novembre 2012 e il 22 luglio 2015 una serie di aumenti di capitale spianano l'ingresso ad altri 12 soci che investono complessivamente 1.975.000 euro. Il primo a entrare nella società è Davide Ravà, titolare fino al 2018 di una impresa individuale a Milano, che sottoscrive 200.000 euro in due tranche. Poi, il 26 novembre, entra con 100.000 euro l'Fb Group, società controllata dall'ex amministratore delegato di Eni e di Telecom Italia, Franco Bernabè. Il giorno dopo è il fondatore di Algebris, Davide Serra, a sottoscrivere 50.000 euro, ai quali ne aggiunge altrettanti il 24 settembre 2013.

Gli aumenti di capitale si susseguono e nell'azionariato entrano Luigi Maranzana, presidente di Intesa Sanpaolo Vita, con 200.000 euro in due tranche; Francesco Valli, ex amministratore delegato di British American Tobacco Italia (150.000 euro); Giulio Moscati (200.000); Giovanni Levi (100.000); Fabrizio Landi, consigliere di amministrazione di Leonardo-Finmeccanica (75.000) e Michele Pizzarotti, consigliere di amministrazione della Mipien, la holding che controlla il gruppo Pizzarotti (100.000).

L'investitore arabo
Fin qui le persone fisiche. Ma tra gli azionisti della Wadi Ventures ci sono anche alcune società, oltre a Fb Group. Come la Equity Liner, entrata con 100.000 euro il 15 marzo 2013. Da allora la Equity ha subito una scissione e ha cambiato nome ma i documenti lussemburghesi della Wadi si fermano all'inizio del 2019 e dunque non registrano eventuali nuovi cambiamenti.

All'epoca dell'ingresso in Wadi, Equily Liner era controllata dalla lussemburghese Global Trust Advisors, dall'italiana Finstar Holding e dalla londinese Regent Sourcing Ltd. E poi, nella Wadi Ventures, c'è la Bluenext Srl, società milanese trasferita a Rimini nel 2014 (150.000 euro) .

L'investimento più importante avviene però nel 2015. Il 22 luglio di quell'anno la Golden Landscape Limited, una società che ha sede nella Airport free zone di Dubai, entra nel capitale della Wadi Ventures rilevando 500mila azioni di nuova emissione.

La somma per acquistare le quote, pari a 500mila euro, era stata versata su un conto della Wadi Ventures acceso presso la Société Européenne de Banque (oggi Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg) il 7 luglio dal Kingdom Wealth Funds, un fondo d'investimento arabo con uffici a Dubai, Londra e Hong Kong.

Il fondo è stato costituito da Mohamad A. Al Akari, uomo d'affari saudita, consulente del governo libico e partner di Intrust Group, e da Ayesha Al-Suwaidi, membro di una delle famiglie imprenditoriali degli Emirati Arabi Uniti.

Il fondo gestito dagli arabi è, attraverso la Golden Landscape Limited, il principale azionista singolo della società, con il 22,5% delle azioni, seguito da Sdb con l'11,2%; Ravà, Maranzana e Moscati con l'8,9% ciascuno; da Valli e Bluenext con il 6,7; e poi tutti gli altri con una quota del 4,49% ciascuno, tranne Landi che possiede solo il 3,37%.

Il board di Wadi Ventures è invece composto sin dalla sua fondazione da Marco Carrai, Gianpaolo Moscati e Renato Attanasio Sica, azionista e amministratore delegato di Cambridge Management Consulting.
L'ultimo bilancio di Wadi Ventures ha chiuso con una perdita di 144mila euro, dopo i 35mila euro di rosso nel 2016 e i 116mila del 2015.

GLI AZIONISTI DI WADI VENTURES MANAGEMENT COMPANY SARL

La controllante lussemburghese
Al piano più alto, quello della Wadi Ventures Management Company, costituita il 1° agosto 2012 con un capitale composto da 500 azioni del valore di 50 euro ciascuna. Gli azionisti sono otto e ognuno di loro possiede il 12,5% della società. I soci sono Marco Carrai, la Sdb, Gianpaolo Moscati, Renato Attanasio Sica, Fb Group, e Pier Luigi Curcuruto, socio di Carrai e Sica nella Cambridge Management Consulting e presidente della società fiorentiva Yourfuture, di cui Carrai è socio e consigliere e Gampaolo Moscati è amministratore delegato.

Ma non è finita qui. Perché tra gli azionisti figura anche la Jonathan Pacifici & Partner Ltd. Nel suo sito Jonathan Pacifici si descrive come un venture capitalist, imprenditore, studioso della Bibbia e del Talmud e leader della comunità. Nato a Roma nel 1978, nel 1982 sopravvive all'attacco terroristico alla Sinagoga e all'età di 19 anni si trasferisce in Israele.

Qui inizia una carriera nel settore high-tech israeliano. È presidente del Jewish economic forum, e general partner delle società israeliane Sixth Millennium Venture Partners e Wadi Ventures, società - quest'ultima - che ha lo stesso nome della Wadi Ventures lussemburghese.

Ultimo azionista della Wadi Ventures Management è la società israeliana Leading Edge Ltd, il cui managing partner è Reuven Ulmanksy, veterano dell'unità d'intelligence tecnologica d'élite 8200 dell'Esercito israeliano e professore a contratto presso la Facoltà di economia e management della Ben-Gurion University.

Ulmansky, insieme a Jonathan Pacifici e a Marco Norberto Bernabé, figlio di Franco Bernabé, è partner dell'israeliana Wadi Ventures. Dal Lussemburgo a Tel Aviv i nomi sono sempre gli stessi. Ma almeno, qui, arabi e israeliani collaborano nel business della tecnologia.

Per approfondire:
Inchiesta su Open, l'imprenditore Marco Carrai tra gli indagati
Inchiesta Open, ecco la lista dei finanziatori

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