Vertice al rinnovo

Fondazione Sardegna, il bilancio della presidenza Cabras

Entro fine aprile l’approvazione del bilancio e l’avvio del rinnovo del vertice

di Davide Madeddu

I punti chiave

  • Il bilancio di dieci anni
  • Le cifre
  • I cambiamenti
  • Il futuro

3' di lettura

Una crescita del patrimonio finanziario del 3,9 per cento all'anno. E poi la svolta con la stesura della Carta delle Fondazioni e la firma del protocollo di intesa Mef Acri, e l'attenzione per i territori. Viaggia su due binari paralleli, uno nazionale e uno regionale l'attività della Fondazione di Sardegna, fondazione bancaria che ha una significativa presenza, tra le altre, all'interno della Cassa depositi e Prestiti, in Bper nel fondo F2i.

Il bilancio di dieci anni

Il bilancio degli ultimi dieci anni, sotto la guida del presidente Antonello Cabras, viaggia anche all'insegna di quella che è stata una sorta di «apertura delle porte all'esterno» e un'azione, come sottolinea il direttore generale Carlo Mannoni «improntata al miglioramento, all'innovazione e alla trasparenza». Ad aprire la strada verso il cambiamento, certificando un'attenzione verso il territorio e gli altri contesti, anche il cambiamento del nome, passato da “Fondazione Banco di Sardegna” a “Fondazione di Sardegna” perché «non è solo banca ma anche interesse per il territorio». «In questi anni registriamo alcuni dati importanti - aggiunge Mannoni - ossia la capacità erogativa cresce sia in termini dimensionali sia in quantità di risorse alloccate sia in numero di progetti gestiti. C'è anche una crescita importante nel numero di pratiche annuali e in termini qualitativi. Pensiamo ai grandi progetti nazionali, a quelli in tema di innovazione e a iniziative come quelle realizzate in collaborazione con Fondazione con il Sud e l’impresa sociale Con i Bambini».

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I numeri contenuti nel bilancio dei dieci anni di attività poi parlano chiaro: dal 2012 al 2022 la Fondazione «ha effettuato a beneficio del territorio regionale sardo» erogazioni per oltre 203 milioni di euro, finanziando più di 8.900 progetti. Non solo.«In 10 anni il Patrimonio finanziario della Fondazione, valorizzato a mercato, ha registrato una crescita media annua composta del 3,9% - si legge nel rapporto sui dieci anni di attività -, passando dagli 865 milioni di euro del 2012 agli attuali 1.219 milioni di euro, significativamente superiore al tasso di inflazione dello stesso periodo».Poi lo scenario nazionale e il protocollo di intesa Mef Acri che, come viene evidenziato nel documento, «ha determinato un punto di svolta fondamentale per le politiche di gestione del patrimonio delle fondazioni». E in questo ambito rientra anche la diversificazione del patrimonio della Fondazione «dal 5 per cento degli aeroporti - aggiunge Mannoni - al venture capital».

Le attività

Nell'elenco delle attività ci sono quelle che sono state definite le «operazioni straordinarie sulla partecipazione detenuta nella Banca Conferitaria, che hanno generato un notevole impulso al processo di diversificazione delle fonti reddituali e di maggiore liquidabilità del patrimonio finanziario». Tra queste rientrano «la Cessione del 49% della partecipazione Banco di Sardegna attraverso il concambio parziale in azioni Bper per 181 milioni di euro e la sottoscrizione del POC AT1 per 180 milioni di euro, raggiungendo una partecipazione in Bper del 10,2%» . E «l'adesione all'aumento di capitale di Bper attraverso la sottoscrizione di n. 91.096.384 azioni Bper a 0,90 euro e cessione di n. 32.088.800 diritti di opzione rivenienti dal Poc At1, mantenendo inalterata la partecipazione in Bper». Senza dimenticare poi la «Cessione di 120 milioni di euro a 113% del valore nominale ad un gruppo di investitori selezionati con incasso di 144 milioni di euro». Azioni, come si sottolinea nel documento, «che testimoniano l'evoluzione storica della Fondazione di Sardegna, in linea con i cambiamenti a livello nazionale».

I cambiamenti

«A partire dal 2015 le Fondazioni si sono evolute e in parte hanno cambiato pelle un po' per norma e un po per capacitò di adattarsi - argomenta il direttore -. La Fondazione di Sardegna è quella che ha abbracciato il cambiamento e non ha fatto resistenza e ha spinto su tanti fronti. Sia sui progetti sia sulla governance e abbiamo avuto grande attenzione alla rappresentanza locale e di genere».

Il futuro

Il mandato del presidente Cabras giunge ora al termine. Entro fine aprile si dovrà approvare il bilancio e poi procedere con l'individuazione del nuovo presidente che «per norma» non potrà essere l'uscente. «In questi anni si è lavorato cercando di porsi sul fronte del miglioramento continuo e dell'innovazione seguendo un'impostazione che è stata strategica - conclude -. Spinta che intendiamo mantenere anche per il futuro».


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