Emergenza Covid-19

Fondazione di Sardegna in campo con 40 milioni

La prima risposta dell’istituto è stata un’erogazione straordinaria per l’acquisto di ventilatori polmonari da impiegare nelle strutture pubbliche

di Davide Madeddu

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L'istituto è presente in Cassa Depositi e Prestiti (1,611%) e nel gruppo Bper (10,6%)

La prima risposta dell’istituto è stata un’erogazione straordinaria per l’acquisto di ventilatori polmonari da impiegare nelle strutture pubbliche


3' di lettura

La prima risposta all’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19 è stata un’erogazione straordinaria per l’acquisto di ventilatori polmonari da impiegare nelle strutture pubbliche. È il primo atto con cui la Fondazione di Sardegna ha affrontato l’emergenza sanitaria ed economica. Nella sede della Fondazione, che ha significativa presenza in Cassa Depositi e Prestiti (1,611%) e nel gruppo Bper (10,6% con possibilità di arrivare al 15), non solo si lavora per affrontare l’emergenza ma si guarda anche alla prospettiva.

Con un programma che per il 2020 prevede interventi per quasi 20 milioni di euro e complessivamente ha una capacità di erogazione (con i progetti degli anni precedenti) di 40 milioni di euro. Con attenzione al periodo post emergenza sanitaria. Antonello Cabras presidente della Fondazione non ha dubbi: «Il costo sociale sarà alto, con le previsioni di riduzione, crollo, del prodotto interno e di quello mondiale dobbiamo prepararci ad un periodo medio lungo di difficoltà». Quanto ai tempi per Cabras ci vorranno «da due a cinque anni per riprendere un ritmo di crescita in grado di recuperare mediamente valori sostenibili». In questo contesto, in cui l’impatto più pesante sarà sul «segmento sociale del lavoro precario flessibile», si dovrà lavorare. E un ruolo lo avrà anche la Cassa depositi e prestiti che proprio nell’isola ha aperto i due “Spazio Cdp” nelle sedi di Cagliari e Sassari della Fondazione di Sardegna.

«Cdp avrà il doppio ruolo di garante di liquidità e investitore sia nelle imprese che nelle infrastrutture. Anche in questo ambito le Fondazioni affiancano l’investitore Tesoro dello Stato nello sviluppo delle attività di Cassa -argomenta Cabras -. La Sardegna è un territorio nel quale questa sinergia può dare esiti positivi e importanti. Sia nel campo delle imprese così come nel miglioramento degli assets infrastrutturali, trasporti e energia per citare due ambiti vitali».

Ad aprile l’approvazione del bilancio consuntivo (in cui si evidenziano proventi totali pari «a 65,8 milioni a fronte di un totale dell’Attivo Patrimoniale superiore al miliardo, vale a dire 1.053 milioni di euro») e la nomina del nuovo consiglio di Amministrazione.

I programmi di intervento, come chiarisce Carlo Mannoni, direttore generale, «non potranno non tener conto di quanto sta avvenendo». Per il triennio 2020-2022 è stato istituito un fondo da 6 milioni di euro per «erogazioni strategiche e multisettoriali». «Appena è scoppiata l’emergenza abbiamo destinato 2,4 milioni di euro per ordinare, in accordo con la Regione per fronteggiare la situazione, ventilatori polmonari - dice Mannoni - perché è necessario, alla luce di quanto emerge, che il territorio regionale sia allineato agli standard europei in fatto di terapie intensive». Strutture che, una volta cessata l’emergenza, saranno comunque pronte a entrare in funzione per fronteggiare altre situazioni di emergenza.

Sul piano sociale c’è l’impegno con la Caritas e altre istituzioni per il Progetto Spesa Solidale (che comprende anche il programma Alimentis) cui sono stati già destinati 530 mila euro, «una cifra che potrà continuare a crescere». Eppoi le scuole. «Ci sono dei progetti in corso. Ebbene, abbiamo dato la possibilità di rimodulare progetti e risorse - prosegue Mannoni -. Questo permetterà alle strutture scolastiche di poter migliorare lo strumento della didattica a distanza».

Discorso analogo per le amministrazioni comunali (una decina) che hanno rapporti in essere con la Fondazione. Non meno importante poi la cultura, «un settore che non ha protezioni ed è bisognoso di un intervento non solo quantitativo, ma anche nel tempo. Con iniziative che vadano oltre il singolo progetto».

L’attenzione della Fondazione sarà comunque incentrata sugli interventi che riguardano il settore della salute che sino a poco tempo fa è stato «sotto il 10 per cento». «Ora stiamo interloquendo con gli stakeholders in termini di prospettiva per il 2020 - 2021. Dobbiamo temere tutto assieme. Mi aspetto ci sia un focus sui temi del volontariato e della salute».

C’è poi l’aspetto legato alle imprese in crisi.«Sia il sistema bancario sia Cdp svolgeranno interventi importanti. Il piano è molto spinto. Diciamo che c’è un forte impegno su aree prioritarie e si sta facendo un lavoro positivo».

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