FINANZA E TERRITORIO

Fondazione Sardegna chiude il 2020 con ricavi a 62,4 milioni e patrimonio oltre il miliardo

Ente in prima linea nell’aumento Bper e nel riassetto degli aeroporti dell’isola

di Davide Madeddu

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Attivo patrimoniale superiore al miliardo, proventi totali per oltre 60 milioni, supporto per affrontare l'emergenza e adesione all'aumento di capitale Bper. Dalla Fondazione di Sardegna arriva il via libera al bilancio consuntivo del 2020. Il comitato di indirizzo, presieduto da Antonello Cabras ha approvato la rendicontazione complessiva dell'attività svolta lo scorso anno dalla fondazione bancaria che ha una significativa presenza, tra le altre, all'interno della Cassa depositi e Prestiti, di cui è secondo socio alle spalle del Mef, in Bper nel fondo F2i.

Dato storico

Per Carlo Mannoni, direttore generale della Fondazione, considerate le «circostanze dettate dalla pandemia, si tratta si tratta di un bilancio molto positivo con i numeri tra i più importanti a livello storico per risorse e progetti attivati, con un incremento di risorse per quest'anno». Un fatto legato «all'importante dividendo da parte di Cdp e dalla redditività bancaria data dal prestito obbligazionario». Ci sono poi altri due aspetti che il direttore tiene a rimarcare: «L'operazione che riguarda i due aeroporti del Nord Sardegna con F2i e l'iniziativa con la fondazione Golinelli».

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Bilancio e pandemia

Il bilancio approvato dal Comitato di Indirizzo, (in cui sono stati nominati Monica Maleddu, Valeria Sipala e Giulio Steri per la ricostituzione del numero di componenti dell'organo previsto dallo Statuto) tiene conto anche del contesto economico, sociale e sanitario dello scorso anno. E della crisi (i cui effetti sono ancora in corso) che ha spinto sia i soggetti istituzionali sia quelli sociali ed economici, a mutare i programmi e le strategie.«In questo scenario - scrive la Fondazione nel documento che accompagna l'approvazione del bilancio -, la Fondazione di Sardegna ha operato le proprie scelte avendo come obiettivo primario il contrasto alla crisi sanitaria».

Le direttrici seguite

Due i fronti principali seguiti. Il rafforzamento del sistema sanitario regionale (con l'acquisto di macchinari e dispositivi di protezione individuale da destinare agli ospedali e alle strutture sanitarie regionali); e per il sostegno ai progetti dei soggetti beneficiari con un'apertura a una rimodulazione dei progetti e ad azioni incentivanti dei progetti nei settori della salute e del sociale, «ritenuti peculiari nel pieno dell'emergenza sanitaria».

Obiettivi e patrimonio

In parallelo è andata avanti l'attività «finalizzata a perseguire gli obiettivi economici e finanziari». Con risultati definiti positivi.«Nonostante le complessità determinate dall'emergenza sanitaria, infatti, la situazione economico finanziaria dell'esercizio 2020 ha evidenziato proventi totali pari a 62,4 milioni a fronte di un totale dell'Attivo Patrimoniale superiore al miliardo (1.081 milioni di euro) - si legge ancora nel documento -. Il risultato conseguito con tale gestione ha consentito per l'anno in corso di destinare ai fondi per le attività di erogazione a favore del territorio regionale di un importo complessivo pari a 23,8 milioni di euro, dei quali 18,7 milioni ripartiti tra i tradizionali settori di intervento che riguardano Arte, attività e beni culturali - Ricerca scientifica e tecnologica - Volontariato, filantropia e beneficienza - Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa - Sviluppo locale e edilizia popolare locale – Educazione scolastica».

I progetti attivati

Quanto agli altri dati relativi all'attività svolta nel 2020: sono stati attivati 1.153 progetti per un importo complessivo di 28,6 milioni di euro (di cui 2,4 milioni di euro destinati a far alle necessità connesse all'emergenza sanitaria). «I volumi registrati, in costante crescita rispetto agli anni precedenti, accompagnati dalla costituzione della società strumentale Innois Srl - chiariscono alla Fondazione -, confermano l'orientamento dell'attività della Fondazione verso il rafforzamento della propria azione territoriale». Per il triennio che va dal 2021 al 2023 sono stati destinati due milioni di euro per l'istituzione di un fondo da «destinare ad erogazioni strategiche e multisettoriali».

L’efficientamento del portafoglio

Nel 2020 è proseguito anche il percorso di «efficientamento nella gestione del portafoglio finanziario e di valorizzazione del patrimonio avviato nel corso degli anni precedenti». In questo caso la Fondazione «ha aderito all'aumento di capitale lanciato dalla Banca Conferitaria Bper sottoscrivendo 91.096.384 nuove azioni Bper di nuova emissione per un totale complessivo pari ad euro 81.986.746, interamente autofinanziato, mantenendo la quota partecipativa rilevante ai sensi del Tub nella Banca Conferitaria già autorizzata dalla BCE e Banca d'Italia marginalmente superiore al 10 per cento».

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