ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùNuovi traguardi

Fondazione Tercas, ponte culturale tra innovazione e mondo del terzo settore

di Michele Romano

Al vertice. Tiziana di Sante, presidente della Fondazione Tercas

3' di lettura

Passare da una visione filantropica all’essere mediatori culturali tra l’innovazione e gli enti del terzo settore, la maggior parte di piccolissime dimensioni, con al centro Teramo e la sua provincia. Tiziana di Sante lo aveva annunciato, due anni fa, al momento di diventare presidente della Fondazione Tercas: «Darle profonde radici e grandi ali», anche per consolidare l’attività dell’ente e come è visto all’esterno, soprattutto rispetto allo scollamento emerso dopo il commissariamento e la vendita di Banca Tercas alla Popolare di Bari. In trent’anni di attività sono stati investiti 80 milioni di euro per circa tremila progetti per il territorio, celebrati con una campagna di comunicazione dedicata, dove mission, valori, visioni, progetti passati e futuri della Fondazione sono raccontati settimanalmente attraverso una presenza sui social media ideata e realizzata da alcuni studenti della facoltà di Scienze della comunicazione della università di Teramo.

Ancora oggi, sebbene la Fondazione costituisca ormai una realtà autonoma e distinta rispetto all’istituto di credito, la capacità erogativa dell’ente è garantita dalla gestione di un patrimonio frutto della capacità di risparmio del territorio: da qui l’obiettivo di «raggiungere ambiziosi traguardi per il bene della nostra comunità». Un modo nuovo di intendere il ruolo della Fondazione, «profondamente autonoma e indipendente», impegnata non più solo in interventi diretti sulle associazioni che operano nel Teramano, ma anche a creare una rete di relazioni capace di essere stimolo costante all’innovazione continua. Di Sante lo definisce il principio dei vasi comunicanti: la collaborazione tra privato e pubblico per sostenere lo sviluppo attraverso interventi specifici così da attivare gli ascensori sociali che alimentano la crescita e «consentono di attivare una sussidiarietà circolare, attraverso la quale il tessuto produttivo locale ha un ruolo forte e strategico, è coinvolto nelle scelte e tutto questo consente di generare cultura d'impresa e coesione sociale».

Loading...

Quella del presidente è una sorta di visione trasversale e multisettoriale. Si spiega così l'investimento per la formazione nelle materie Stem, «una sfida per la nostra provincia, che ha necessità di potenziare le competenze specifiche dei giovani all'interno di discipline che lavorano insieme, creano connessioni adeguate a rispondere ai bisogni di manager, esperti, innovatori e ricercatori in grado di aiutare le Pmi a essere competitive». Nella stessa direzione vanno le borse di studio per progetti di agricoltura sostenibile e di precisione, in linea con la missione 2 del Pnrr e in sintonia con università, Regione Abruzzo e Provincia di Teramo, «per far crescere sempre più il paradigma dell'economia circolare». E poi i progetti per l’industria del turismo, «per valorizzare esperienze di viaggio autentiche e ricche di emozioni, che privilegiano il rapporto diretto con le comunità e il contatto con il paesaggio e l'ambiente». Contro l’impatto dirompente di un susseguirsi di crisi (terremoto, Covid e inflazione, ndr), la Fondazione non ha fatto mancare il sostegno alle famiglie e, in particolare «nelle situazioni più difficili, dove ci sono ragazzi difficili, con diverse sensibilità e abilità, perché non restino isolati nei loro disagi e siano garantiti assistenza e formazione».

Nel saldare sempre più il rapporto tra Fondazione Tercas e comunità è centrale anche l’interesse culturale, «veicolo di crescita, inclusione, innovazione e occupazione, perché gli investimenti ruotano intorno ai luoghi». A Teramo, è stato co-finanziato, in collaborazione con comune e sovrintendenza, un progetto di salvaguardia del patrimonio archeologico del centro città e un altro per il restauro del teatro, che hanno richiesto un investimento complessivo vicino ai 20 milioni. «È un orgoglio aiutare a far partire progetti che non riuscivano a decollare - chiosa di Sante, che in passato è stata anche assessore provinciale -. La forza della finanza anche nella cultura, che rappresenta la nostra identità e per la quale il nostro impegno sarà chiaro e univoco». «Lavorare in Fondazione Tercas per me è un privilegio», aggiunge anche con la consapevolezza di avere davanti a sé ancora due anni di progetti da mettere in campo. Uno per tutti, una sorta di sogno nel cassetto: «Realizzare una struttura per garantire accoglienza ai senza dimora, che non sanno come e dove vivere». Rendere visibili gli invisibili, «dando piena tutela alla dignità delle persone».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti