l’audizione del comandante generale

Fondi Covid, già 2mila indagini della Finanza

Il consuntivo operativo del comandante generale, Giuseppe Zafarana, in audizione alle commissioni Giustizia e Finanze della Camera.

di Marco Ludovico

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(ANSA)

Il consuntivo operativo del comandante generale, Giuseppe Zafarana, in audizione alle commissioni Giustizia e Finanze della Camera.


2' di lettura

«Priorità assoluta» ai segnali anomali sui flussi finanziari ed economici legati al COVID-19. Il comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, spiega a Montecitorio le strategie in atto durante un’audizione sul piano d’azione dell’Unione europea per la prevenzione del riciclaggio e il finanziamento del terrorismo internazionale. Zafarana ribadisce gli alert già lanciati da più fonti politiche e istituzionali: «La pandemia ha favorito innovativi sistemi illegali nella fornitura di beni e servizi - sostiene il generale - e nell’ottenimento delle agevolazioni a sostegno di famiglie e imprese». Fino a esporle «al rischio di pratiche usurarie».

Avviati 2mila «approfondimenti» dalle Fiamme Gialle
Nello scenario in corso sono state «di grande ausilio le segnalazioni di operazioni sospette» altrimenti note come s.o.s. «veicolate dal sistema antiriciclaggio». Una mole di dati enorme: «Nel triennio 2017/2019 di circa 300mila segnalazioni pervenute dall’Uif» l’Unità di informazione finanziaria per l’Italia presso la Banca d’Italia «1.061 sono state avocate dalla Dia» per i profili di criminalità organizzata «mentre le restanti» sono state analizzate dal «Nucleo speciale di polizia valutaria» della Gdf. Il 30% ha evidenziato violazioni delle norme sul riciclaggio.
La Gdf nell’emergenza COVID-19 ha fatto una classificazione specifica delle operazioni finanziarie sospette riconducibili così da ricavare «significativi indici di anomalia». Nel documento depositato in commissione elaborato dal III reparto Operazioni del Comando generale Gdf emerge - ha illustrato il generale Zafarana - come siano «2mila, in pochi mesi, i contesti in cui si sono già sviluppati o sono in corso mirati approfondimenti».

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Le tre direttrici della minaccia illegale
Ai nuclei sul territorio e agli specialisti negli uffici centrali il vertice della Finanza ha impartito, dunque, l’ordine di controllare «con priorità assoluta» i cosiddetti «flussi segnaletici» sospetti. Con tre focus di massima allerta: «I tentativi di infiltrazione della criminalità nell’economia, lo sviamento dei sussidi pubblici e gli abusi di mercato». L’obiettivo strategico della Guardia di Finanza, ribadisce il comandante generale, è di «sostenere e tutelare durante il periodo di crisi l’economia sana del Paese con l’intento di preservarla - rimarca Zafarana - da ogni possibile forma illecita di penetrazione nel tessuto imprenditoriale».

La ’ndrangheta già all’opera
Il generale racconta ai deputati la recente operazione «Habanero» svolta dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano. La Finanza scopre l’infiltrazione della ’ndrangheta in unan serie di società lombarde, finiscono agli arresti dieci persone e scattano misure cautelari per oltre 7,5 milioni di euro. Spunta una frode all’Iva nel commercio dell’acciaio con società «cartiere» e soliti prestanome; i finanzieri scovano operazioni di autoriciclaggio di proventi illeciti presso conti correnti in Bulgaria e Inghilterra.
Ma l’attualità dell’inchiesta si rivela con la scoperta per il principale indagato di aver ottenuto per tre delle società incriminate il contributo previsto dall’articolo 25 del decreto rilancio. Il criminale ha pure tentato ma invano di ottenere i finanziamenti previsti dal Fondo centraledi garanzìa per le piccole e medie imprese previsti invece dall’art. 13 del decreto liquidità. Vista la mole dei 2mila approfondimenti Gdf il caso di Milano resterà isolato ancora per poco.

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