RAPPORTO OLAF

Fondi europei, in Italia frodi e irregolarità sotto la media Ue

di Giuseppe Chiellino

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2' di lettura

Tra il 2013 e il 2017 le irregolarità nella gestione dei fondi europei per l’agricoltura e lo sviluppo regionale in Italia sono state pari all’1,27% del totale dei pagamenti, su 4.101 operazioni di finanziamento segnalate come frodi e irregolarità. È una percentuale ben al di sotto della media europea, pari all’1,83%, meno della metà rispetto al 3,13% della Spagna, dove i casi di frode e irregolarità sono stati più di 11mila, e inferiore anche alla percentuale della Polonia (1,74% e 5.759 casi). In linea con il trend medio europeo, la percentuale italiana è in calo rispetto all’1,63% indicato nel rapporto dello scorso anno e riferito al 2013-2016.

Le cifre sono contenute nel rapporto annuale dell’Olaf, organismo antifrode dell’Unione europea, pubblicato ieri. I dati smontano ancora una volta la pericolosa vulgata che spesso associa ingiustamente i fondi europei al malaffare. Il confronto “premia” l’Italia non solo rispetto a Polonia e Spagna (gli altri due principali beneficiari dei fondi strutturali della Ue, ma anche rispetto all’Olanda (1,74%), all’Irlanda (2,41%) ai Baltici e a tutti i Paesi dell’Est dove fa scalpore l’11,39% di frodi e irregolarità sul totale dei pagamenti in Slovacchia. Svezia e Finlandia sono le più virtuose, escludendo il Lussemburgo che con soli due casi e pochissimi fondi non fa testo. I dati si riferiscono alle indagini condotte dagli Stati membri che, avverte l’Olaf, potrebbero in alcuni casi non trasmettere tutte le informazioni a Bruxelles.

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Le indagini condotte direttamente dall’Olaf, sempre sui fondi strutturali e sui fondi agricoli, concluse con la raccomandazione alle autorità nazionali di recuperare complessivamente 3 milairdi di fondi erogati, sono state 325 (20 in Italia) pari allo 0,43% dei pagamenti (0,31% in Italia). Anche in questo caso, il Paese più a rischio, come hanno messo in evidenza recenti fatti di cronaca, è la Slovacchia (2,09%).

«Rapporto Olaf 2017»

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Il rapporto consente anche di correggere talune interpretazioni di una recente analisi del Servizio studi del Senato, su dati della Guardia di Finanza. Una lettura frettolosa del documento faceva pensare a percentuali di frodi superiodi al 60% dei finanziamenti, addirittura l’85% in agricoltura. In realtà tali percentuali si riferiscono al totale degli importi delle operazioni sospette denunciate alla GdF dalle autorità regionali e dai ministeri. Come da tempo certifica l’Olaf, le frodi ci sono anche in Italia ma in percentuali inferiori alla media europea. La notizia, semmai, è che su 10 operazioni sospette, 4 sono regolari.

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