ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùProgrammazione 2021-2027

Fondi europei: a poche settimane dalla fine dell’anno un terzo dei programmi non è stato ancora approvato

Senza il via libera della Ue, a rischio le risorse del 2022 e parte del 2021

di Fiorella Lavorgna

(Afp)

3' di lettura

A poche settimane dalla chiusura dell'anno, più di un terzo dei programmi per la spesa dei fondi della politica di coesione europea 2021-2027 non è stato ancora approvato. Oltre a diversi programmi regionali, mancano all'appello quasi tutti i programmi nazionali – nove in totale, più il Just Transition Fund – tranne il Pon Cultura, approvato la scorsa settimana, e il Pon Sicurezza e legalità approvato martedì 15 novembre. Il tempo stringe perché i programmi non approvati entro fine anno perderanno parte del finanziamento europeo: l'intera quota del 2022 e un quarto del 2021. Visto il ritardo con cui sono stati approvati i regolamenti Ue (a metà del 2021), infatti, la Commissione aveva concesso agli Stati membri di ripartire la quota del 2021 sul quadriennio 2022-2025.

I programmi regionali o nazionali sono gli strumenti operativi attraverso cui viene attuata la spesa delle risorse dei fondi strutturali europei assegnati ad ogni Stato membro, più il cofinanziamento nazionale. Per il 2021-2027 l’Italia attinge a tre fondi: ai tradizionali Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e Fondo sociale europeo (Fse+), si è aggiunto il Just Transition Fund (JTF).

Loading...

Due terzi dei programmi finanziati con FSE+ (27 in totale, di cui 9 finanziati anche con risorse del Fesr) sono già stati approvati. Per adesso si tratta solo di programmi regionali, ci si attende che i restanti vengano approvati entro la fine dell'anno. Per quanto riguarda il Fesr, hanno già concluso l'iter Emilia-Romagna, Lombardia, Valle d'Aosta, Toscana, Piemonte, Liguria, Bolzano, Lazio, Campania, Sardegna, Trento, Calabria. Sono attesi per il mese di novembre l'approvazione dei programmi di Veneto, Molise, Puglia, Umbria, Marche, Friuli e Abruzzo. Anche il programma della Sicilia è sostanzialmente pronto. La regione che ha destato più preoccupazioni in Commissione è la Basilicata, per la quale sono ancora in corso discussioni sui contenuti e le cui difficoltà sono legate anche alla decisione della regione di unificare in un programma plurifondo i vecchi Fesr e Fse. Mancano poi la valutazione ambientale e strategica – VAS – e il programma di rafforzamento amministrativo PRigA. La Commissione è ottimista e si aspetta comunque che tutte le regioni concludano l'iter di approvazione dei programmi entro la fine dell'anno.

Quanto ai programmi nazionali, presto dovrebbe arrivare l'ok anche per il Pon Ricerca, innovazione e competitività, quello destinato alla Scuola e il nuovo Pon Salute. Pronti ma in attesa della valutazione ambientale strategica anche il piano per JTF – finanziato tramite il nuovo fondo per la transizione giusta – e il PN Metro+ e città medie del Sud. Il Pon Sicurezza, come si diceva l'ultimo approvato, è stato molto ridimensionato rispetto all'ipotesi iniziale: solo 200 milioni Ue più 35 nazionali. E per dirla tutta, Bruxelles avrebbe voluto proprio cancellarlo, visti i pesanti ritardi dell'edizione 2014-2020.

I PROGRAMMI OPERATIVI NAZIONALI E REGIONALI DEI FONDI EUROPEI 2021-2027
Loading...

Il nodo Capacità amministrativa

Ma il vero nodo riguarda il programma Capacità per la coesione, fortemente voluto dalla Commissione per migliorare la capacità amministrativa e quindi – è l'obiettivo - la spesa dei fondi Ue cronicamente in ritardo. L'autorità di gestione di questo piano è l'Agenzia per la coesione la cui struttura è già sotto pressione dare supporto all'esecuzione del Pnrr. Il programma Capacità per la coesione è uno strumento cruciale per l'esecuzione dell'intero pacchetto coesione, è importante quindi che vengano definite in fretta le azioni per migliorare le prestazioni della pubblica amministrazione. Stando ai dati pubblicati sul portale Cohesiondata della Commissione Ue, a metà 2022 l'Italia si trovava al terzultimo posto nella Ue per spesa realizzata delle risorse 2014-2020. Tra le cause la mancanza di competenze - anche digitali - sia il grado di esperienza del personale addetto alla gestione dei fondi. La situazione è ancora più preoccupante se si considera che il Pon Capacità per la coesione dovrebbe sostenere il miglioramento della capacità amministrativa e tecnica soprattutto nelle regioni del Sud, proprio laddove i fondi dell'Accordo di partenariato si concentrano per contrastare le disuguaglianze territoriali e maggiori sono le difficoltà amministrative.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti