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Fondi europei: rimborsi bloccati anche per la Calabria

Sono a rischio fondi da 150 milioni per progetti infrastrutturali. La regione ha attivato un piano di controlli a tappeto su tutti i progetti dal 2014 in poi e conta di ottenere il via libera della Commissione europea entro novembre

di Gi.Ch.

2' di lettura

C’è anche la Calabria tra le regioni europee il cui programma operativo di spesa dei fondi strutturali Fesr e Fse risulta “interrotto”. Sono in tutto nove i programmi che si sono visti interrompere i pagamenti, su oltre 300 in tutta la Ue, di cui due in Italia (l’altra è la Sicilia) e due in Francia.

L’interruzione di pagamenti da parte di Bruxelles per la Calabria è limitata alle spese certificate a fine 2018 ed è la diretta conseguenza di un’inchiesta giudiziaria, “Lande desolate”, sugli appalti di alcune opere pubbliche realizzate in provincia di Cosenza, per un valore di circa 16 milioni di euro. Tra i progetti, l’amodernamento dell’impianto di risalita di Lorica, in Sila.

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In seguito all’inchiesta, per «ragioni prudenziali», la Commissione europea ha deciso di interrompere i pagamenti delle somme già certificate a Bruxelles, chiedendo alla Regione il controllo approfondito di tutti i progetti infrastrutturali finanziati con i fondi europei, con verifiche anche sul posto, dal 2014 in avanti. Normalmente, invece, i controlli dei progetti vengono effettuati a campione.

L’importo in gioco è di circa 150 milioni di euro e riguarda progetti infrastrutturali per i quali era stata certificata la spesa alla Commissione per il rimborso.

Bruxelles ha chiesto alcuni interventi correttivi e la Regione ha attuato un piano di strategico sui controlli che è stato completato e si sta già applicando sui nuovi finanziamenti. Il percorso però non è ancora completato perché il piano strategico deve superare la verifica dell’audit interno e poi quella successiva dell’audit della Commissione europea.

A novembre il verdetto degli uffici Ue

Entro novembre dovrebbe arrivare il verdetto della Dg Politiche regionali della Commissione ma i funzionari che hanno messo a punto e stanno applicando il piano-controlli si dicono fiduciosi nella possibilità di superare l’esame e riattivare così il canale dei pagamenti per le somme già certificate.

Il rischio estremo, e ben più grave, è che dalla semplice “interruzione” dei rimborsi si passi alla sospensione dell’intero programma operativo regionale che dispone di quasi 2,4 miliardi per il periodo 2014-2020 , di cui 1,8 miliardi di fondi europei.

Per la Calabria, come per altre regioni del Sud, un esito del genere prosciugherebbe l’unica fonte vera di finanziamento pubblico per gli investimenti e per le imprese. Le vicende del 2019 presumibilmente hanno influito anche sull’attuazione del Por. Secondo i dati del portale Cohesiondata, la Calabria ha speso circa il 19% dei fondi a disposizione e ne ha impegnato il 61%, in entrambi i casi sotto la media italiana.

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