EDUCAZIONE FINANZIARIA

Fondi di fondi, quando i costi visibili sono solo la punta dell’iceberg

di Enrico Marro

(Adobe Stock)

2' di lettura

Si chiamano fondi di fondi, e sono strumenti di risparmio collettivo che non investono in strumenti primari come azioni od obbligazioni, ma in quote di altri fondi. Come per le commissioni di performance, anche in questo caso l'intento è nobile, almeno in teoria: il risparmiatore che investe nei fondi di fondi può contare su un'enorme diversificazione, sia a livello di portafoglio che come stili di gestione. Ma non è tutto oro quello che luccica.

Questi strumenti hanno un importante rovescio della medaglia: i costi. Quando si investe in un fondo di fondi bisogna infatti pagare doppie commissioni: quelle relative al fondo principale, ma anche quelle degli strumenti “in pancia” al fondo. Non di rado poi, alla faccia dei conflitti di interesse, i gestori assemblano portafogli pieni zeppi di “fondi della casa”, in modo da incassare doppie commissioni, anche se non sempre questa politica d'investimento fa davvero gli interessi del risparmiatore. E stiamo parlando non solo di commissioni di gestione, ma anche di quelle amministrative, di performance e della banca depositaria.

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Il fenomeno della “stratificazione dei costi” (destinato peraltro a emergere con la Mifid II) è ben presente anche nostro Paese. Un esempio calzante è rappresentato un fondo tra i più diffusi, venduto dalla principale rete di consulenti. «Osservando da vicino questo fondo si può notare come, oltre le commissioni di gestione, le spese degli strumenti acquistati dal fondo comportano un onere extra per il cliente che ammonta circa a un ulteriore 1%», spiega Giovanni Folgori, Chief Investment Officier di Euclidea sim.

la stratificazione dei costi nei fondi di fondi

la stratificazione dei costi nei fondi di fondi

«Di questo 1% circa lo 0,75% viene indirizzato a fondi “della casa” - continua Folgori - mentre solo lo 0,25% rappresenta commissioni verso fondi esterni. Si noti come in questo caso le commissioni relative agli strumenti della casa di gestione ammontino circa al triplo di quelle verso le altre case, questo dato può essere considerato un “termometro” del conflitto di interesse esistente nella scelta degli strumenti di investimento. Ma la storia non finisce qui perché anche i costi accessori sono duplicati. Si giunge quindi a una struttura estremamente onerosa, che rende assai difficile la possibilità di raggiungere risultati soddisfacenti».

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