investimenti alternativi

Ecco come hedge fund e algoritmi possono spingere giù le Borse

La violenta discesa dei titoli di Stato americani a inizio settembre ha messo in difficoltà molte strategie messe in campo dagli alternativi

di Andrea Gennai

2' di lettura

L’ultimo episodio risale a inizio settembre. Il mercato obbligazionario dei Treasury e dei Bund, i due titoli difensivi per eccellenza, improvvisamente ha arrestato il trend rialzista ed è stato investito da pesanti vendite. Per fare un esempio, il rendimento del decennale Usa in poche sedute è passato dall’1,4% all’1,9%. Un movimento molto violento che ha penalizzato tutti coloro che avevano posizioni rialziste e non sono riusciti a chiuderle. Negli ultimi giorni il Treasury ha recuperato ma solo parzialmente.

Sotto pressione la categoria dei managed futures fund

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Tra le vittime di questo movimento ci sono stati i cosiddetti “managed futures fund”, che complessivamente gestiscono oltre 300 miliardi di dollari, e che adottano strategie alternative long/short sulla base di modelli quantitivi spesso legati al trend. A rivelare l’episodio è stato il Financial Times. Alcuni di questi fondi hanno subito perdite significative, riducendo drasticamente i guadagni da inizio anno. Contemporaneamente anche il violento balzo del greggio a due cifre, dopo l’attacco dei droni in Arabia, ha avuto ripercussioni sulle azioni ma in maniera minore rispetto a quanto accaduto per i bond.

Mercati e algoritmi

Sul mercati ci sono sempre più strategie quantitative ispirate dagli algoritmi. Una delle tecniche preferite è quella di cavalcare i trend con strategie a bassa volatilità. In questo modo si massimizzano i rendimenti cercando di ridurre al minimo i rischi.

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Ovviamente sul mercato nessuna strategia è sicura e l’effetto collaterale di questi approccio è quello di alimentare una sorta di effetto domino sui mercati. Essendo i range di volatilità contemplati molto ristretti, appena i mercati iniziano a scendere scattano vendite forzate che a loro volta determinato un effetto a catena di uscite sul mercato. Questo potrebbe aver alimentato il sell-off sui bond a inizio settembre e i fondi che sono rimasti dentro hanno portato a casa perdite significative. In particolare i fondi “managed future” impostano posizioni sfruttando i trend di medio e lungo termine, ma sono rimasti colpiti dall’improvviso capovolgimento di fronte dei Treasury perché probabilmente non adottano tecniche di uscita dal mercato così strette, in termini di stop.

La ricetta della diversificazione

Per scongiurare questi rischi, legata all’assunzione di posizione che cavalcano forti trend, ci sono due soluzioni: da un lato la massima diversificazione cercando di distribuire le proprie disponibilità tra asset class poco correlate.

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L’altra soluzione è decisamente opposta e tira in ballo le strategie “contrarian”, ovvero cavalcare i mercati che sono più deboli sfruttando la possibilità di un’inversione di rotta nel medio e lungo termine. In termini di strategia a breve può apparire più profittevole sfruttare un trend in corso, ma il rischio di improvvise giravolte del mercato può lasciare pesanti ricadute come accaduto a inizio settembre per i bond.

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