CULTURA & business

Fondi per il San Carlo, braccio di ferro tra Fondazione e Camera di commercio

di Vera Viola

Teatro San Carlo

3' di lettura

Burrasca sul teatro San Carlo. Poco prima della fine dell’anno la Camera di Commercio di Napoli ha approvato il bilancio preventivo per il 2019 in cui ha azzerato il contributo (storicamente concesso) alla Fondazione lirica. Un provvedimento che non smette di suscitare aspre polemiche dentro e fuori l’ente camerale, con la mobilitazione e la riprovazione di imprese e sindacati.
Il presidente della Camera di commercio partenopea, Ciro Fiola, spiega: «Siamo disposti a contribuire se presenti in consiglio di amministrazione».

Ma lo Statuto della Fondazione, in vigore fino al 2020, prevede questa possibilità per chi contribuisce con una somma pari almeno al 15% del finanziamento statale. In altre parole più di 2 milioni.

Loading...

L’antefatto
La Camera di commercio di Napoli esce da un lungo commissariamento, mentre sulla elezione di presidente e consiglio camerale incombe un ricorso. Questo ente prima del commissariamento erogava al San Carlo ogni anno circa 2 milioni e aveva un proprio rappresentante nel cda della prestigiosa Fondazione. Durante la gestione commissariale, il contributo, per scelta etica e di correttezza , è stato ridotto a poco più di un milione e l'ente ha dovuto rinunciare al proprio rappresentante in cda.
Insediatosi Fiola ha messo subito in chiaro quali fossero le sue condizioni. .

Il bilancio del San Carlo
La Fondazione lirico sinfonica dovrà quindi fare a meno di 1,34 milioni “determinati” dal commissario dalla Camera di commercio per il 2019. Un contributo certamente non fondamentale, ma senza dubbio importante. Il più grande e antico teatro d'Europa realizza una produzione annua (secondo il preconsuntivo 2018) di 40 milioni di euro. A questi contribuiscono in primis lo Stato con una quota del Fus di 13,2 milioni (33%), la Regione Campana con un budget di 10,8 milioni (27%), Città Metropolitana e Comune di Napoli che versano rispettivamente 2,3 milioni (5,7%) e 600mila euro (1,5%). Si aggiungono 7 milioni (18%) di incassi di biglietteria e 1,4 (4%) provenienti da sponsor privati. Tutto ciò fa sì che il consiglio di amministrazione sia presieduto ope legis dal sindaco di Napoli e sia composto da due personalità scelte dal ministero dei Beni culturali, uno dalla Regione e uno dalla Città metropolitana.
Grande riprovazione e molte polemiche
Il bilancio dell'ente camerale è stato approvato con il voto contrario di tre rappresentanti in consiglio espressione del mondo dell'artigianato: Achille Capone (Claai Napoli), Enrico Inferrera (Confartigianato) e Vincenzo Gargiulo (direttore Cna). «Il Teatro San Carlo _ dicono _ per la sua storia, per la grandissima mission culturale che svolge ogni anno con la propria programmazione e per l'impatto positivo sul turismo in città merita sostegni adeguati da tutti gli enti pubblici».
Netta anche la posizione del sindacato. «Per prima cosa bisogna tutelare i lavoratori del San Carlo – dice Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uil _ si tratta della maggiore impresa culturale cittadina che va a sua volta sostenuta». Mentre Gianfranco D’Amato, ad di Seda International Packaging Group ha detto: «Credo sia fondamentale investire in cultura per restituire al territorio in parte quel che si è avuto». Seda è tra le imprese che hanno avviato il programma “Concerto d'imprese” : otto aziende campane si sono impegnate a finanziare 50mila euro l'anno per arricchire ulteriormente il calendario del Lirico. Il progetto partirà quest'anno. «I contributi privati al San Carlo sono da sempre contenuti _ dice Rosanna Purchia _ ma oggi sono pari al 4% e cominciano a darci un significativo appoggio».
Decreto dignità
Quel che più di tutto in questa fase preoccupa i vertici delle Fondazione Liriche è il decreto dignità che impone rigidità nei rapporti di lavoro. «Nel mondo dello spettacolo dal vivo _ aggiunge Purchia _ è necessario avere flessibilità. Altrimenti non potremo mai più mettere in scena il Lago dei cigni, oppure Wagner». Il San Carlo ha una forza lavoro a tempo indeterminato di 313 persone, nei picchi di produzione raggiunge con contratti flessibili le 400 unità. Nei giorni scorsi un accordo tra teatro e sindacati ha cercato di porre rimedio e consentire almeno le più imminenti rappresentazioni. «Ma i 12 mesi di un lavoro a tempo trascorrono in fretta _ ricorda Rosanna Purchia _ presto ci ritroveremo senza musicisti, coro, e ballerini. Non siamo in condizioni di assumere tutti. Lo faremmo con estremo piacere. Dobbiamo essere realisti!».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti