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Fondi per il settore cultura: Federculture e Intesa Sanpaolo in prima linea

di Giuditta Giardini

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4' di lettura

Con il sì in prima lettura della Camera dei Deputati il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, il cosiddetto “Decreto Rilancio”, passa in Senato. Tra le associazioni di categoria che hanno contribuito alla stesura del testo c'è anche Federculture, che lunedì 13 luglio con Intesa Sanpaolo Prossima, Agis, Forum del Terzo Settore e Alleanza delle cooperative ha sottoscritto un accordo per la creazione di un Fondo di Solidarietà e Sviluppo di 5 milioni di euro, con un effetto leva che consentirà di concedere finanziamenti per un massimo di 25 milioni di euro a realtà più piccole periferiche e giovanili con particolari difficoltà di accesso al credito. Il presidente di Federculture, Andrea Cancellato, chiamato agli Stati Generali dell'Economia, è intervenuto su quattro punti principali toccando le questioni più impellenti nel quadro di rilancio culturale della penisola.
Critico nei confronti del Piano Colao da 170 milioni di euro, Cancellato l'ha definito: «privo di una visione autonoma del settore culturale, specifico e trainante, che invece è inteso come asservito al turismo». L'intervento di Cancellato agli Stati Generali partiva proprio dell'equazione cultura come “parte rilevante del welfare”, una fetta importante dell'economia del Paese, con circa l'1,6% del Pil e oltre 800mila occupati, e si scioglieva in quattro “x”, che non sono sconosciute, ma sono punti di partenza: emergenza, ripresa, nuova progettazione culturale e consumo. Il Decreto Rilancio approvando recepisce le critiche e la cultura sembra avviarsi a perdere il ruolo ancillare inizialmente rivestito rispetto al turismo. Per il settore culturale, alcune misure sono state già prese: cassa integrazione in deroga, aiuti agli autonomi, ristoro per i mancati introiti dei musei e delle fondazioni culturali, sostegni ai teatri, misure per i soggetti abitualmente non finanziati, anche grazie allo scambio diretto con il Ministro della Cultura, Dario Franceschini. A coprire le perdite era stato previsto un Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali da 210 milioni di euro, ma la Camera gioca al ribasso portando il fondo a 171,5 milioni. Nel parere reso il 9 luglio dalla VII Commissione Permanente (cultura, scienza ed istruzione) si legge come per cultura e spettacolo servano maggior interventi, cioè: «adottare ulteriori misure per il sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto, compresi le lavoratrici e i lavoratori intermittenti dello spettacolo, implementare la domanda di beni e servizi culturali, anche per contrastare la povertà educativa e culturale, e sostenere tutti i settori culturali e dello spettacolo, comprese le realtà più piccole, con i fondi incrementati o istituiti con il decreto».

Fondo cultura
Tra i progetti in cantiere, all'articolo 184 del Decreto Rilancio, è prevista l'istituzione di un “fondo cultura” per prestiti a lungo periodo per le imprese culturali. “La liquidità serve alle imprese per prendere tempo, per ripensare l'offerta culturale e, per esempio, per investire nella progettazione e produzione digitale, che non è così scontata essendo un moltiplicatore di costi. Gli importi previsti nel biennio 2020/2021 sono 50 più 50 milioni di euro che però, grazie alla leva che le performance del mondo culturale hanno assicurato - le imprese culturali sono più affidabili di imprese di altri settori - possono diventare fino a cinque volte per i prestiti garantiti dallo Stato di lungo periodo (con leva pari a cinque si intende che per ogni euro di garanzia sono erogati cinque euro di finanziamenti e la leva varia a secondo dell'affidabilità del richiedente il prestito). Nel nostro settore non esistono NPL, non performing loan. Questi prestiti non sono nè debito nè deficit” - chiarisce Cancellato. Secondo il presidente di Federculture è previsto un coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti, dell'Istituto per il Credito Sportivo e il ricorso al mecenatismo culturale (comma secondo dell'articolo 184). C'è parere positivo della Camera anche sul Fondo Cultura previsto all'184 del Decreto Rilancio, con il solo caveat che i prestiti indirizzati alle imprese siano concessi nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di stato.

Art Bonus
In aggiunta al protocollo per un plafond da 20 milioni di euro per gli interventi di completamento in corso sui beni culturali pubblici siglato da Ales, Istituto per il Credito Sportivo e Anci, Cancellato ha parlato anche di un possibile ampliamento dell'oggetto dell'Art Bonus, oggi indirizzato solo a monumenti ed opere d'arte pubblici, per coinvolgere una vasta gamma di attività culturali. Secondo il presidente di Federculture: «dopo questi primi anni di buona sperimentazione, l'Art Bonus è pronto a diventare uno strumento per attrarre risorse private a sostegno di tutta la cultura italiana, pubblica e privata, anche in forma differenziata, purché attrattiva di nuove risorse». Per quanto riguarda i consumi culturali nazionali, la spesa, già bassa prima dell'era Covid, con l'Italia settentrionale che consumava il 50% in più del meridione, oggi langue. Per ovviare a questo problema le soluzioni proposte agli Stati Generali dell'Economia da Federculture sono due: «Defiscalizzazione dei consumi culturali, come quelli per libri, biglietti dei concerti, cinema e musei e una rimodulazione ed estensione dell'APP18 - i famosi 500 euro per gli under 18 da investire in cultura- con il coinvolgimento degli attori della produzione culturale beneficiari delle risorse pubbliche».

I numeri
Dopo l'approvazione del decreto in Senato e l'attuazione si avranno stime certe dei danni, spiega Cancellato: «il prossimo passo vedrà l'attuazione del decreto, dei fondi e l'avvio dei bandi per il ristoro delle imprese. Nei prossimi mesi, dalle domande che verranno proposte per i risarcimenti sarà possibile quantificare il danno causato dal Covid19 al settore culturale italiano».

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