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Fondi per imprese, la Regione siciliana sblocca 84 milioni

Irfis-FinSicilia rende operativi finanziamenti fino a 10 anni con un tasso d’interesse tra lo 0,2 e lo 0,3%

di Nino Amadore


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Imagoeconomica

2' di lettura

Un fondo di 84 milioni destinato a finanziare le imprese siciliane. È questa la dotazione del Fondo Sicilia rimasto bloccato per quasi trent’anni e ora rimesso in moto dall’Irfis-FinSicilia, la finanziaria regionale di cui è presidente Giacomo Gargano. Il fondo sarà operativo entro un mese ed è destinato a finanziare, soprattutto, le imprese che stanno ai margini, anche quelle in default purché presentino un piano industriale credibile e concreto. Sono previsti prestiti fino a 10 anni con tre anni di preammortamento e un tasso tra lo 0,2 e lo 0,3%.

L’annuncio è stato dato dal presidente di Irfis-FinSicilia Giacomo Gargano in occasione della presentazione dell’accordo tra Irfis e Svimez per la creazione di un Osservatorio economico-sociale sulla Sicilia. «Sia chiaro - ha spiegato Gargano -: Irfis non vuole sostituirsi alle banche, non ha alcun intenzione di regalare il denaro: saranno sostenute e finanziate le imprese che ancora possono stare sul mercato».

L’Osservatorio economico-sociale permanente sulla Sicilia

L’Osservatorio economico-sociale permanente sulla Sicilia nasce con l’obiettivo di supportare l’amministrazione regionale nelle decisioni di politica economica. L’accordo è stato firmato a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana, dal direttore della Svimez Luca Bianchi e dal presidente dell’Irfis Giacomo Gargano oltre che dal presidente della Regione. «Stiamo lavorando - ha spiegato il governatore Nello Musumeci - per modernizzare la Sicilia e trasformarla in una regione realmente europea, e i dati che ci aspettiamo di ricevere dall’Osservatorio potranno esserci d’aiuto nella messa a punto di misure economiche in grado di trasformare la nostra Isola, da terra di emigrazione, in terra di immigrazione». I dati dell’Osservatorio avrnno, dunque, un impatto concreto sulle politiche pubbliche e sulle scelte future dell’amminsitrazione regionale: «Intanto - ha detto ancora Musumeci - ci siamo accorti che sono tutt’ora inutilizzati per mancanza di progetti 80 milioni (Fondi Ue, Patti vari) che l’assessorato alle Attività produttive aveva assegnato a enti intermedi. Li riprogrammeremo così come puntiamo a riprogrammare i Fondi Ue sulla base di esigenze che verranno fuori anche dai dati dell’Osservatorio».

L'attività della Svimez si svolgerà su tre livelli di intervento: analisi quadro e di scenario sull’economia e la società siciliana; stima dell’impatto territoriale delle principali misure di politica economica nazionale e regionale; ricognizione dei fabbisogni economici e sociali della Regione per rilanciare il comparto economico e produttivo. I rapporti, che saranno pubblicati con cadenza trimestrale a partire da dicembre, diventeranno uno strumento fondamentale per progettare le politiche necessarie allo sviluppo dell’imprenditoria e per misurarne l’efficacia. «Vogliamo costruire strumenti di analisi e di riflessione sul territorio - ha sottolineato Bianchi -. Questo sarà, dunque, un periodo di accompagnamento finalizzato a identificare se le politiche messe in atto anche con le risorse esistenti, sia dei fondi nazionali che regionali, sono coerenti con l’obiettivo che noi tutti abbiamo e che è quello di aumentare l’occupazione ».

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