I procedimenti

Fondi della Lega, due inchieste a Roma e Bergamo. I pm di Genova perquisiscono due commercialisti

di Ivan Cimmarusti

2' di lettura

L’associazione “Più Voci”, presieduta dal tesoriere della Lega Giulio Centemero, potrebbe essere una delle «casseforti» con cui il partito del vicepremier Matteo Salvini ottiene finanziamenti ritenuti illeciti. L’ipotesi è della Procura di Bergamo, che avrebbe individuato alcune erogazioni destinate nei fatti al partito ma schermate dall’associazione. Con l’accusa di finanziamento illecito è stato iscritto nel registro degli indagati Centemero. Un’inchiesta bis per il tesoriere e senatore, il quale risulta indagato anche alla Procura di Roma ma per il finanziamento da 250mila euro dell’imprenditore Luca Parnasi.

Due inchieste distinte sui finanziamenti alla Lega
Allo stato risultano due distinte inchieste sui finanziamenti alla Lega. La prima indagine è quella della Procura di Roma sui 250mila euro di Parnasi alla “Più Voci”. L’indagine è a una fase finale e presto saranno notificati gli avvisi di chiusura delle indagini, che riguarderanno anche le erogazioni alla fondazione Eyu presieduta dal tesoriere del Pd Francesco Bonifazi. Questo fronte, dunque, resta nella Capitale. Parallelamente, però, gli inquirenti coordinati dal procuratore capo Giuseppe Pignatone hanno fornito ai colleghi di Bergamo - dove ha sede l’associazione “Più Voci” - una serie di documenti che avrebbe consentito l’apertura della nuova indagine. In questo secondo fascicolo, dunque, ci sarebbero nuovi presunti finanziamenti ritenuti illeciti.

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Perquisizioni ordinate dai pm di Genova
Stando a ricostruzioni preliminari, l’associazione “Più Voci” potrebbe rappresentare uno degli strumenti attraverso cui il Carroccio riceverebbe finanziamenti con lo scopo di eludere gli accertamenti della Procura di Genova. I magistrati liguri, infatti, stando a pronunce del Riesame e della Cassazione, possono sequestrare, nei conti riconducibili al partito, i 49 milioni di euro della truffa dell’ex segretario della Lega Umberto Bossi. Per questo la Guardia di finanza di Genova sta eseguendo perquisizioni e sta acquisendo documenti negli studi di due commercialisti di fiducia della Lega a Bergamo, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni. Il blitz, coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Pinto e dal sostituto Paola Calleri, è scattato nell'ambito dell'inchiesta sul presunto riciclaggio di parte dei 49 milioni frutto della maxitruffa ai danni dello Stato su rimborsi elettorali non dovuti che sarebbe stata compiuta da Umberto Bossi e dall'ex tesoriere Francesco Belsito.

Salvini: «Non c’è nulla»
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha voluto commentare l’indagine di Bergamo a carico di Centemero: «Ognuno faccia il suo lavoro. Non c’è nulla da trovare né da cercare. Spero facciano in fretta».

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