L’udienza al tribunale del riesame

Fondi della Lega, i pm: «C’è continuità tra i conti nazionali e quelli locali»

di Ivan Cimmarusti

2' di lettura

«C’è continuità patrimoniale tra le Lega federale e le sue diramazioni locali», al punto che è legittimo il sequestro delle somme depositate nei conti correnti della «Lega Toscana». È la richiesta della Procura di Genova al Tribunale del Riesame, nel procedimento sui 49 milioni della truffa dell’ex leader del Carroccio Umberto Bossi. Una istanza che potrebbe creare un precedente non di poco conto. Secondo il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati e il sostituto Paola Calleri la «continuità patrimoniale è prevista dallo Statuto del 2015». I giudici del Riesame si sono riservati per la decisione.

La continuità patrimoniale con le regioni
L’ipotesi dei pm è che i conti della Lega e quelli delle diramazioni locali sarebbero sostanzialmente collegati. I magistrati lo hanno sostenuto per ottenere il sequestro di circa 16 mila euro dei conti della Lega Toscana, nell’ambito della confisca dei 49 milioni di euro di fondi pubblici frutto di frode commessa da Bossi e dall’ex tesoriere Francesco Belsito. I pm hanno detto al Riesame che prima del 2015 sono state trovate tracce di numerosi bonifici dalla Lega Nord centrale a quella toscana, e alle altre regioni. Da quella data, invece, non ci sarebbero stati più passaggi documentati». Lo Statuto - è l’ipotesi dei pm - prevede che il patrimonio delle «nazioni» possa essere sostenuto anche con contribuzioni del soggetto nazionale: elemento che fa ritenere ai pm la continuità patrimoniale tra i due soggetti. Di parere opposto i difensori della Lega, i quali hanno invece sostenuto un principio giuridico differente. La Lega nazionale e la Lega Toscana sono soggetti giuridici differenti, dunque non ci può essere sequestro.

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La confisca dei finanziamenti futuri
Non è invece ancora fissata la data per il riesame per la confisca dei soldi al Carroccio anche di provenienza futura. I pm avevano ottenuto il sequestro a settembre, ma le fiamme gialle avevano trovato nelle casse solo tre milioni di euro. La procura aveva chiesto di potere ottenere il sequestro anche delle somme ricevute in futuro dal Carroccio. Il Riesame aveva detto di no ma nei giorni scorsi la Cassazione ha dato ragione agli inquirenti.

L’ex revisore della Lega: parte dei 49 milioni all’estero
Intanto la Procura lavora sulla denuncia di Stefano Aldovisi, ex revisore dei conti, anche lui condannato in primo grado con Bossi e Belsito, aveva presentato un esposto nel quale sosteneva che parte dei 49 milioni erano stati trasferiti all’estero: i magistrati genovesi avevano aperto una indagine per riciclaggio che a metà giugno aveva portato a perquisire la banca Sparkasse di Bolzano e la
filiale di Milano e a una rogatoria in Lussemburgo. Da alcuni giorni, a fianco della procura indagano anche gli esperti di Bankitalia.

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