AIUTI PER L’EMERGENZA

Fondi per lo smart working, tutto esaurito per i bandi delle Casse professionali

Commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro: spinta degli enti professionali alla modalità «agile» con sostegni per l’acquisto di strumenti digitali e corsi online. Bandi esauriti e in via di rifinanziamento

di Flavia Landolfi

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(Illustrazione di Christian Dellavedova)

Commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro: spinta degli enti professionali alla modalità «agile» con sostegni per l’acquisto di strumenti digitali e corsi online. Bandi esauriti e in via di rifinanziamento


3' di lettura

Nell’era dei bonus e della pioggia di incentivi salva-economia, anche lo smart working ha trovato riparo. Per commercialisti, avvocati e dipendenti degli studi professionali si è aperto l’ombrello dei contributi a fondo perduto di Casse ed enti previdenziali per l’acquisto delle dotazioni informatiche.

La formula ha avuto successo, i bandi sono andati esauriti e oggi si pensa a replicare gli strumenti di sostegno per correre in aiuto a categorie gravemente fiaccate dalla crisi. Agli aiuti economici si sono affiancati in questi mesi anche altre iniziative, tra cui per esempio i corsi online per l’ottimizzazione della gestione dello studio da remoto dei consulenti del lavoro. E non solo. Ma andiamo con ordine.

La Cassa dei dottori commercialisti

Primi della lista per impatto ed efficacia, gli aiuti economici all’acquisto di beni strumentali sotto il segno dello smart working. Cnpadc, la Cassa dei dottori commercialisti, ha lanciato, prima dell’emergenza, un bando riservato all’acquisto di attrezzature informatiche da parte dei giovani professionisti: con il lockdown, però, l’avviso è stato aperto a tutti e rifinanziato fino a 4,2 milioni di euro. Con la chiusura alla fine di aprile dello sportello, il bilancio finale conta 1.600 domande, di cui - fanno sapere dalla Cassa - il 52% da parte di professionisti fino a 40 anni (dettato dalla prima tranche a target riservato) e con una prevalenza della Campania con 272 domande pari a 784mila euro richiesti, Puglia con 205 domande e oltre 551mila euro richiesti, Lazio con 175 domande e circa 446mila euro richiesti.

Le risorse - il 50% delle spese documentate al netto dell’Iva con tetto massimo di 5mila euro a professionista - saranno erogate a partire dal prossimo febbraio, a chiusura di tutte le pratiche e a verifiche ultimate sulle fatture. E mentre si fanno i conti su questo bando la Cassa ragiona sul futuro ipotizzando nei prossimi mesi di replicare questa formula.

Le dotazioni della Cassa forense

C’è poi Cassa forense che con 1,5 milioni di euro e 12.053 domande arrivate ha chiuso il 30 giugno il bando per l’acquisto di beni strumentali per lo smart working dedicato agli avvocati. Una stima dei risultati per il momento è solo parziale: sono state esaminate le prime 1.000 richieste con una tendenza iniziale inequivocabile: oltre ai Pc gli studi legali hanno investito in maniera massiccia sull’acquisto di software e dispositivi per conservazione e la protezione dei dati. Le graduatorie per questo avviso arriveranno a settembre e solo dopo i professionisti potranno vedersi rimborsare tra i 300 e i 1.500 euro di spese sostenute per l’acquisto di computer fissi, portatili, tablet, webcam, software, sistemi per videoconferenze e appunto strumenti per la conservazione e protezione dei dati dello studio.

Per la sicurezza, salute, sostegno al reddito, formazione

Altro ente, altro bando. È la volta di Ebipro che insieme a Confprofessioni, Fondoprofessioni e Cadiprof si occupa di supportate gli studi professionali aderenti al Ccnl di settore negli ambiti della sicurezza, salute, sostegno al reddito e formazione. L’ente bilaterale ha aperto un bando da 2 milioni di euro andati già esauriti ma i datori di lavoro degli studi potranno continuare a fare domanda per le dotazioni informatiche dei propri dipendenti - tetto massimo di 5 lavoratori per 500 euro di contributo massimo - fino al 31 luglio. L’ente si è impegnato a evadere le richieste entro questa data.

A oggi sono state inviate all’ente 2.741 richieste per un totale di 6.332 dipendenti beneficiari e un valore complessivo di 2,7 milioni di euro. La massa critica delle richieste è arrivata dall’area economico-amministrativa con l’81,5% sul totale. Il resto è ripartito per l’8,3% all’area giuridica, il 5,8% a quella tecnica e solo l’1,7% all’area sanitaria. Lo screening delle domande per professioni ha visto i commercialisti in prima linea con 1.163 domande, seguiti dai consulenti del lavoro con 706 richieste e dagli avvocati con 155 istanze. Su questo bando le erogazioni sono già partite: la misura è a sportello e gli aiuti vengono evasi con tempi tecnici di istruttoria che variano, dicono all’ente, da 30 a 45 giorni.

Non solo contributi

Sempre per i dipendenti degli studi, va poi segnalato il bando di Fondoprofessioni per i corsi online di formazione sulla gestione, organizzazione e sviluppo dello smart working. L’ente ha stanziato 200mila euro per il training a catalogo con una dotazione massima per beneficiario di 200 euro. Enpacl, la Cassa dei consulenti del lavoro ha avviato il corso «La gestione dello studio professionale 4.0»: il training è articolato in due moduli ed è disponibile in webcast fino al 1° agosto. L’ente dei consulenti del lavoro ha inoltre attivato una piattaforma gratuita aperta agli iscritti fino ad aprile 2021 per le videoconferenze.

Infine, su iniziativa di Cassa forense, a partire da settembre saranno aperti a Roma tre spazi di coworking gratuito per gli avvocati che non risiedono nella Capitale. Ma su questo capitolo si sta ancora lavorando.

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