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Fondi pensione, il Covid estende il valore dei requisiti di professionalità

Per la commissione di vigilanza, i criteri sono validi per altri 90 giorni. Il nodo dei corsi da 150 e 300 ore di corso

di Paolo Pellegrini (*)

2' di lettura

Con la risposta a quesito di dicembre 2020, Covip torna sul tema dei requisiti di professionalità degli esponenti dei fondi pensione. Il tema di questo recente pronunciamento è la validità del corso professionalizzante. In particolare, chi abbia esperienza triennale in attività di amministrazione, di controllo o di carattere direttivo presso imprese diverse da quelle del settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo, ovvero abbia svolto funzioni di amministratore, di carattere direttivo o di partecipazione a organi collegiali presso enti ed organismi associativi, a carattere nazionale, di rappresentanza di categoria, comparto o area contrattuale, nonché a organismi e comitati di settore che svolgono funzioni similari nell'ambito della pubblica amministrazione, possiede il requisito di cui alla lettera g) (art. 2, comma 1 del Dm 108/2020) se ha frequentato il corso professionalizzante (art. 3, Dm 108/2020) in un periodo non antecedente a tre anni dalla nomina.

Valgono i corsi da 150 ore

Un primo problema applicativo riguarda la circostanza che il Dm 108/2020 richiede che il corso professionalizzante abbia almeno durata annuale e numero totale di ore di insegnamento non inferiore a 300, a fronte di una previsione della regolamentazione previgente (Dm 79/07) che richiedeva una durata semestrale e 150 ore.Come già anticipato su questa Newsletter, Covip conferma che i corsi da 150 ore mantengono la propria validità anche per chi assuma la carica di consigliere dopo l'entrata in vigore del Dm 108/2020, purché il corso non sia stato conseguito da più di tre anni.

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Novanta giorni di estensione

La Commissione si pronuncia anche sulla possibilità di applicare a quest'ultimo termine di tre anni la proroga disposta dall'art. 103, comma 2, primo periodo, del DL 18/2020 (decreto Cura Italia). La disposizione sopra citata prevede che: “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati… in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”.

Sul punto Covip chiarisce che la proroga deve considerarsi applicabile anche all'attestazione di aver frequentato un corso professionalizzante e di aver superato la prova finale.La conseguenza pratica è quando il termine triennale è scaduto tra il 31 gennaio 2021 e la fine dello stato di emergenza (attualmente il 31 gennaio 2021), il corso professionalizzante mantiene la sua validità per ulteriori 90 giorni, anche se ha avuto durata di 150 ore.

(*) Mefop

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