la manovra OGGI in aula

Fondi pensione fuori bail-in, «sanati» i direttori stranieri dei musei

di Marco Mobili e Marco Rogari

(Fotogramma)

4' di lettura

Cartolarizzazione più facile di tutti i crediti deteriorati delle banche. Ed esclusione dei fondi pensione dal rischio bail in, ma non per le Casse di previdenza. La commissione Bilancio della Camera ha dato l’ok ai due emendamenti alla manovra anticipati domenica sulle pagine del nostro giornale. Disco verde al ritocco sui direttori stranieri dei musei, messo a punto dal Governo dopo lo stop del Tar e all’estensione al 2017 della compensazione dei debiti con i crediti della Pa.

Il testo che ha ottenuto ieri il via libera della “Bilancio” e che passa oggi all’Aula di Montecitorio dove quasi sicuramente l’esecutivo ricorrerà alla “fiducia”, è stato ampiamente rimodellato dalla Commissione. Tra gli ultimi correttivi approvati le maggiori risorse per la stabilizzazione dei precari della scuola (la dote sale complessivamente a 1,3 miliardi), l’inserimento nella manovra del decreto sul primo salvataggio di Alitalia con il prestito ponte di 600 milioni, la trasformazione in permanente della mediazione civile (si veda il servizio a pagina 38) e il recupero dei poteri Anac bloccati con la recente correzione al Codice appalti. Vengono anche precisati i tempi per il passaggio di Anas in Fs che dovrà avvenire «entro 30 giorni» dal perfezionamento del contratto di programma e della perizia sull’adeguatezza dei fondi.

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Anche ieri l’elenco degli emendamenti approvati è risultato nutrito. E il Governo è di fatto andato “sotto” su un ritocco bipartisan, sul quale ha espresso parere contrario, che prevede il raddoppio degli stanziamenti da 2 a 4 milioni per il teatro Eliseo. Un imprevisto dopo la battaglia sulle misure alternative ai voucher che ha visto l’emendamento del Pd passare con i voti di Fi, oltre che con quelli di Ap e dei democratici, ma senza l’ok degli “orlandiani” (che però voteranno la “blindatura” del testo) e dei “bersaniani” che hanno annunciato di non votare la fiducia alla manovra a Montecitorio e a Palazzo Madama. L’eventuale soccorso di Forza Italia al Senato non sarebbe però per il Colle in ogni caso sufficiente per aprire una crisi. Tornando alle votazioni, in commissione c’è stata battaglia anche sull’emendamento del Governo che consente al concessionario della autostrade A24 e A25 (Autostrada dei parchi) di sospendere il pagamento delle rate della concessione per procedere, con le stesse somme, all’avvio della messa in sicurezza antisismica dell’intera infrastruttura. Il piano dovrà arrivare entro 20 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione. Il dovuto sarà restituito all’Anas in 3 rate annuali a partire dal 2028. Il M5S è andato subito all’attacco parlando di sanatoria e di favore al concessionario. Immediata la replica del viceministro, Enrico Morando: la soluzione «potrà funzionare o meno ma non si può dire che sia un piacere al concessionario».

Strada in discesa, invece, per l’ok al bonus fiscale per il rientro dei “cervelli” ma con l’obbligo della residenza per almeno due anni. Prevista poi una ritenuta del 5% per i transfrontalieri sulle somme corrisposte in Italia dalla previdenza svizzera. Un ritocco riformulato dal relatore, Mauro Guerra (Pd) che «consente a coniugi e familiari dei lavoratori frontalieri di essere esonerati dagli obblighi dichiarativi». Disco verde anche alla diffusione dei prodotti biologici nelle mense scolastiche (dall’asilo nido alle scuole di secondo grado), alla possibilità per i Comuni di limitare, o bloccare, la circolazione nei centri storici dei risciò per il trasporto dei turisti, a nuove misure sui prepensionamenti dei giornalisti e alla costruzione di alloggi di servizio negli impianti sportivi in ristrutturazione o di nuova costruzione. Stop alla richiesta del Governo alla messa in sicurezza dei fondi delle Università dopo la bocciatura della Consulta sui costi standard.

Intanto le associazioni della previdenza complementare (Assofondipensioni e Assoprevidenza) esprimono soddisfazione (ma non troppa) per l’esclusione dei fondi pensione dal bail in. La versione finale dell’emendamento Sanga (Pd), infatti, non contiene più l’espresso riferimento agli enti di previdenza obbligatoria (come ad esempio le Casse), prevedendo che sulle somme di denaro e sugli strumenti finanziari della previdenza complementare depositate a qualunque titolo presso un depositario non sono ammesse azioni dei creditori «del depositario, del sub-depositario o nell’interesse degli stessi». Ma il Governo starebbe valutando l’ipotesi di un recupero con un provvedimento successivo. «È necessario recuperare al più presto la presenza delle Casse per l’esclusione dal bail in», afferma il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta. Tutta da verificare ancora la piena compatibilità della misura con le regole comunitarie. Sempre in tema di banche è arrivato anche il via libera alla cartolarizzazione di tutti i crediti deteriorati, compresi quelli “incagliati”. Si consente alle società di cartolarizzazione cessionarie dei crediti deteriorati ceduti da banche e intermediari di concedere finanziamenti per migliorare le prospettive di recupero dei crediti stessi e favorire il ritorno in bonis del debitore ceduto. Una possibilità «ritenuta utile» per il sostegno al mercato del credito e su cui il presidente della Bilancio, Francesco Boccia (Pd), ha ottenuto sostanzialmente l’unanimità con l’astensione del M5S.

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