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Fondi pensione, iscritti a quota 9,1 milioni ma crollano i rendimenti anche del 12,4%

Covip: nel periodo gennaio-settembre 2022 rendimenti -10,6% per i fondi negoziali, -12,2% per quelli aperti e -12,4% per i Pip “nuovi”

di Marco Rogari

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3' di lettura

Gli iscritti salgono a quota 9,1 milioni e le «posizioni in essere» fanno registrare una crescita del 4,1% rispetto alla fine del 2021, ma crollano i rendimenti. L’ultimo monitoraggio della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) evidenzia come nel periodo gennaio-settembre di quest'anno le fibrillazioni dei mercati azionari e obbligazionari e il rialzo dei tassi d'interesse abbiano reso ancora più in salita la strada della previdenza integrativa.

Il segno “meno” registrati dai fondi

Nei primi 9 mesi dell'anno i fondi negoziali hanno “accusato”, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, un risultato negativo del 10,6% e quelli aperti del 12,2%. In discesa anche il rendimento dei Piani individuali pensionistici (Pip) di ramo III (-12,4%). A mostrare un segno positivo sono state soltanto le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dalle cedole incassate sui titoli detenuti, con un +0,8 per cento.

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Le adesioni salgono a 10,1 milioni

Dall'ultima rilevazione statistica dell'Authority, guidata da Mario Padula, emerge che a settembre di quest'anno, le «posizioni in essere» sul versante della previdenza integrativa sono salite a 10,1 milioni: 410mila in più sul 2021 (+4,2%). A queste posizioni, che includono anche quelle di chi aderisce contemporaneamente a più forme di previdenza complementare, corrispondono nel complesso 9,1 milioni di iscritti.

«Posizioni in essere» nei fondi negoziali cresciute dell’8%

A far registrare un significativo aumento delle posizioni sono i fondi negoziali (+8%) con 278mila adesioni in più, per un totale a fine settembre di 3,735 milioni. Nel dossier della Covip si fa notare che «alla crescita delle posizioni hanno contribuito, oltreché i fondi per i quali già da tempo sono state attivate le adesioni contrattuali, ossia quelle che iscrivono automaticamente i nuovi assunti di diversi settori per effetto del versamento di un contributo minimo a carico del datore di lavoro, anche il fondo rivolto al pubblico impiego, per il quale è stata attivata l'adesione attraverso il cosiddetto silenzio-assenso per tutti i lavoratori neo assunti a partire da una determinata data».

Con le fibrillazioni dei mercati rendimenti in picchiata

La nota dolente è quella dei rendimenti, che mostrano un -10,6% per i fondi negoziali, un -12,2% per quelli aperti e un -12,4% per i Pip di ramo III. Nel report dell'Authority si sottolinea che nei primi 9 mesi del 2022 i risultati delle forme complementari «hanno risentito del persistere della fase di discesa dei corsi dei titoli azionari e di rialzo dei tassi di interesse, che a sua volta determina il calo dei corsi dei titoli obbligazionari».

La Covip aggiunge che dall'analisi dell'arco temporale compreso tra il 2011 e il 2021 con in più il periodo gennaio-settembre 2022 emerge che i rendimenti medi annui restano positivi: 2,7% per i fondi negoziali, 3% per i fondi aperti e 3,3% per i Pip di ramo III. Rendimenti che sono pari al 2,1% per i prodotti di ramo I. Nello stesso periodo considerato la rivalutazione del Tfr è stata del 2,2 per cento.

In crescita i contributi

Diminuiscono anche le risorse destinate alle prestazioni: 202 miliardi a fine settembre 2022, con una contrazione, per effetto delle perdite in conto capitale determinate dall'andamento dei mercati finanziari, di circa 10,9 miliardi rispetto alla fine del 2021. Crescono invece i contributi incassati da tutte le forme di previdenza complementare: le “entrate” nel periodo compreso tra gennaio e settembre di quest'anno nel complesso sono state 9,2 miliardi, con un aumento di 407 milioni (+4,6%) rispetto al corrispondente periodo del 2021.

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