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Fondi pensione, nei primi tre mesi del 2023 salgono rendimenti, iscritti e contributi

Dopo il negativo 2022 tutte le forme pensionistiche fanno registrare un risultato positivo: +2,3% i fondi pensione chiusi, +3% quelli “aperti” e +2,4% i piani individuali pensionistici (Pip) “nuovi”. Gli iscritti salgono a quota 9,35 milioni con una crescita dell'1,2% rispetto alla fine dello scorso anno

di Marco Rogari

(ImageSource / AGF)

3' di lettura

Dopo il crollo del 2022 a causa delle fibrillazioni dei mercati finanziari, i rendimenti di tutte le forme di previdenza complimentare fanno segnare nei primi tre mesi dell'anno un risultano positivo: +2,3% i fondi pensione chiusi, +3% quelli “aperti” e + 2,4% i Piani individuali pensionistici (Pip) “nuovi”. A evidenziare l'inversione di tendenza è l'ultimo monitoraggio della Commissione di vigilanza sui fondi pensione con cui è stato fotografato l'andamento della previdenza integrativo nel periodo gennaio-marzo 2023. Il report si sofferma sulla crescita degli iscritti del 1,2% sul 2022 e dei contributi incassati: +7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche le risorse destinate alle prestazioni sono lievitate di 6 miliardi nel confronto con lo scorso mese di dicembre arrivando a quota 211 miliardi.

A marzo 2023 10,4 milioni di adesioni

Dal monitoraggio della Covip emerge che a fine marzo 2023 le «posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari» sono 10,4 milioni, in crescita di 119.000 unità (+1,2%) rispetto alla fine del 2022. A queste posizioni, che includono anche quelle di coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, corrisponde un totale degli iscritti di 9,350 milioni: +1,2%. L'Authority, di cui Francesca Balzani è la presidente facente funzione visto che il governo non ha ancora provveduto a nominare il successore di Mario Padula, fa notare che nei fondi negoziali si registrano 67mila posizioni in più rispetto al 2022 (+1,8%, per un totale di 3,873 milioni). E quasi metà di questo incremento, circa 30mila unità, deriva da adesioni contrattuali del settore edile. Sono poi 9mila le adesioni che si sono aggiunte nel fondo del pubblico impiego per il quale è attivo il meccanismo di “accesso” anche tramite silenzio-assenso per i lavoratori di nuova assunzione.

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I rendimenti tornano a crescere

«Nei primi tre mesi del 2023 in tutte le tipologie di forme pensionistiche e in tutti i comparti si registrano in media risultati positivi, in particolare nelle gestioni con una maggiore esposizione azionaria, recuperando in parte le perdite in conto capitale rilevate nel 2022», si legge nel report della Covip. Che sottolinea: i comparti azionari hanno registrato guadagni in media pari al 3,6% nei fondi negoziali, al 4,4% nei fondi aperti e al 3,4% nei Pip. Rialzi anche per le linee bilanciate, con rendimenti medi del 2,4% nei fondi negoziali, 3,3% nei fondi aperti e 2% nei Pip. Più contenuti, ma ora tornati positivi - afferma l'Authority - sono i rendimenti dei comparti obbligazionari e garantiti. La Covip osserva anche che, analizzando il periodo compreso tra il 2013 e i prime tre mesi del 2023, i rendimenti medi delle varie forme di previdenza integrativa si rivelano quasi in toto superiori al rendimento medio del Tfr (2,4%).

Risorse per prestazioni a quota 211 miliardi

Nel primo trimestre 2023 le risorse destinate a prestazioni hanno raggiunto i 211 miliardi, facendo registrare una crescita di 6 miliardi rispetto ai 205 miliardi di fine 2022. L'aumento, si legge nel report, «è dovuto per circa due terzi al miglioramento dei corsi dei titoli in portafoglio e per il rimanente terzo ai flussi contributivi al netto delle uscite».

Incassati nuovi contributi per 3,6 miliardi

Sempre nel corso dei primi tre mesi del 2023 i contributi incassati da fondi negoziali, fondi aperti e Pip sono stati pari a 3,6 miliardi: + 7,8% sul corrispondente periodo del 2022. La Covip afferma che l'incremento si riscontra in tutte le forme pensionistiche, «variando dal 9,2% nei fondi negoziali e nei fondi aperti, al 4,7% nei Pip».


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