previdenza complementare

Fondi pensione, a settembre rendimenti appena sopra lo zero

Stasi nelle nuove adesioni mentre il flusso dei contributi torna in positivo. Le risorse per le prestazioni sono arrivate a 190 miliardi, mentre sembra tramontata l'ipotesi di un nuovo semestre di silenzio/assenso in legge di Bilancio per aumentare le iscrizioni

di Davide Colombo

(andyller - stock.adobe.com)

3' di lettura

A fine settembre i fondi pensione negoziali hanno registrato rendimenti positivi attorno allo 0,2% rispetto a inizio anno, confermando il recupero iniziato in primavera. Performance ancora in territorio negativo, invece, per i fondi aperti (-0,9%) e per i Pip di ramo III (-4,7%). Mentre per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dalle cedole incassate sui titoli detenuti, il risultato alla fine dei primi nove mesi dell'anno è stato pari all'1%.

La dinamica dei rendimenti

L'ultimo flash sui rendimenti ma anche sulle statistiche fondamentali del settore è arrivata dalla Covip, la Commissione di vigilanza sulle forme pensionistiche complementari. I risultati sono al netto dei costi di gestione e delle fiscalità e riflettono le dinamiche di mercati finanziari sicuramente meno volatili e che, tra luglio e settembre, hanno mantenuto andamenti positivi. I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sono rimasti stabili nelle principali economie, mentre i differenziali tra i governativi italiani e i tedeschi sono ulteriormente diminuiti portandosi al di sotto dei livelli di fine 2019. Guardando oltre gli effetti a breve della crisi indotta dalla pandemia, nei dieci anni da inizio 2010 a fine 2019, il rendimento medio annuo composto è stato pari al 3,6% per i fondi negoziali, al 3,8 per i fondi aperti e per i Pip di ramo III, e al 2,6% per le gestioni di ramo I; la rivalutazione del Tfr è risultata pari al 2%. Aggiungendo ai dieci anni gli ultimi nove mesi, i rendimenti medi annui composti scendono al invece 3,4% per i fondi negoziali, al 3,5 per i fondi aperti, al 3,1 per i Pip di ramo III e al 2,5% per i prodotti di ramo I. La rivalutazione del Tfr scende invece all'1,9% annuo.

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Torna a crescere il flusso dei contributi

A fine settembre anche il flusso dei contributi versati è tornato in positivo (+1%) nel confronto con i primo nove mesi dell'anno scorso, dopo la flessione del secondo trimestre. Il risultato è frutto di un modesto incremento dei contributi versati nei i fondi negoziali e nei fondi aperti, a fronte di un lieve calo dei contributi versati nei Pip. Ma siamo lontani dai trend degli ultimi anni, quando la crescita dei contributi era stato attorno al 5%. Attualmente le risorse destinate alle prestazioni sono pari a circa 190 miliardi, 5 miliardi in più rispetto a quanto rilevato alla fine del 2019. Il patrimonio dei fondi negoziali è di 58,1 miliardi, il 3,6% in più. Per i fondi aperti si attesta a 23,8 miliardi e a 37,2 miliardi per i Pip “nuovi” aumentando, rispettivamente, del 4,1 e del 4,9%.

Iscritti in aumento nel settore edile e nel pubblico

Gli iscritti sono attualmente 9,289 milioni, l'1,9% in più rispetto a fine 2019. Nei fondi negoziali si registrano circa 90.000 posizioni in più (2,8%), portandone il totale a 3,250 milioni. I maggiori incrementi si riscontrano nel fondo destinato ai lavoratori del settore edile, (47.800 unità in più) e nel fondo rivolto ai dipendenti pubblici (12.100 unità in più). Nelle forme pensionistiche di mercato, i fondi aperti contano 1,593 milioni di posizioni, 42.000 unità in più (2,7 per cento). Pei i PIP “nuovi” il totale delle posizioni, 3,460 milioni, è in aumento di 41.000 unità (1,2 per cento), sempre rispetto alla fine del 2019. La stasi delle nuove adesioni va di pari passo con le contribuzioni ed ha molto a che fare con la crisi sanitaria in corso. Salvo novità dell'ultima ora a questa tendenza non darà alcuna risposta, per ora, il governo, visto che sembra essere tramontata l'ipotesi di varare con la legge di Bilancio un nuovo semestre di silenzio/assenso per l'iscrizione automatica ai fondi negoziali.


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