risorse da bruxelles

Fondi Ue: commercialisti controllori di primo livello

di Federica Micardi


Frodi Ue, commercialisti in campo per migliorare controlli e procedure

2' di lettura

I commercialisti scendono in campo per rafforzare e migliorare i controlli di primo livello sulla gestione dei fondi strutturali europei. Ieri a Roma, durante un incontro con il ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, e il ministro per il Sud con delega alla coesione territoriale, Barbara Lezzi, è stato presentato il progetto elaborato dal consigliere Marcella Galvani e promosso dal Consiglio nazionale dei commercialisti.

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Obiettivo: prevenire le frodi comunitarie e ridurre errori e irregolarità nell’utilizzo dei fondi Ue. Il progetto, che partirà subito in via sperimentale in Friuli Venezia Giulia, Umbria e Calabria – le uniche regioni ad aver già inserito il progetto nei propri piani di rafforzamento amministrativo (Pra) - prevede diversi step. In primo luogo saranno individuati degli standard condivisi, seguirà una formazione ad hoc sul territorio e la formazione di un elenco di commercialisti-controllori.

«I commercialisti - spiega il presidente di categoria Massimo Miani - si mettono a disposizione delle istituzioni per contribuire, insieme alla Pa, a costruire un percorso volto all’omogeneizzazione e alla semplificazione dei controlli, che consenta, nella prossima programmazione 2021/2027, di garantire competenze specialistiche in materia di controlli di primo livello».

Attualmente esistono delle check list che ogni amministrazione personalizza rendendo quasi impossibile la comparazione.«Il primo passo – spiega il consigliere Marcella Galvani – sarà quello di creare una check list unica e condivisa». Esiste già una bozza di partenza e sono già stati individuati, nelle tre regioni interessate, i commercialisti che lavoreranno sugli standard.

Il progetto partito a marzo 2018 è stato approvato dal Colaf (il Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti della Ue) presieduto da Savona, all’unanimità nel maggio scorso, ed è stato inserito tra i Pra dall’Agenzia per la coesione territoriale; la fase operativa potrà partire una volta che sarà regolamentato l’accesso ai sistemi informativi delle amministrazioni interessate. Individuati gli standard saranno avviati dei corsi di formazione per formare i commercialisti interessati. L’idea è di creare, all’interno dell’Albo, un elenco di ”esperti in gestione e controllo dei programmi cofinanziati con Fondi strutturali” così da permettere alle amministrazioni di contattare direttamente il professionista senza dover ricorrere a un bando. Le amministrazioni potranno così affidarsi a professionisti accreditati su cui vigila il Consiglio nazionale che, spiega Galvani «in questo progetto è un soggetto istituzionale che si fa promotore di un progetto di interesse pubblico in un processo di condivisione e confronto con altri soggetti istituzionali nel rispetto delle regole Ue di partenariato».

Il ministro Savona ha sottolineato che «La collaborazione con il Consiglio nazionale dei commercialisti, nell’ottica della massima circolazione delle best practices investigative, rafforza i legami istituzionali tra le organizzazioni impegnate nella gestione delle provvidenze europee, migliorandone l’efficacia». Secondo il ministro Lezzi è necessario «puntare sulla semplificazione e, in tale contesto, si inseriscono i Pra, uno strumento di innovazione che facilita il controllo civico sull’operato delle amministrazioni».

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