Agevolazioni

Fondo perduto «perequativo»: ecco come ottenerlo in 6 domande e risposte

Il contributo si può richiedere entro fine anno ed è l’ultimo degli indennizzi erogati per l’emergenza Covid-19 a imprese e titolari di partite Iva

2' di lettura

Il contributo «perequativo» è l’ultimo indennizzo di una stagione di aiuti a fondo perduto erogati per l’emergenza Covid-19. Imprese e titolari di partite Iva possono richiederlo entro fine anno: ecco come e a quali condizioni.

Cos’è il contributo «perequativo»?

È un aiuto commisurato al peggioramento del risultato economico 2020 rispetto a quello 2019, al netto degli altri contributi a fondo perduto già percepiti per l’emergenza Covid. Anche il “perequativo” può essere accreditato su conto corrente o “trasformato” in credito d’imposta, e rientra tra gli aiuti di Stato limitati dal Temporary Framework

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Quali sono i requisiti per richiederlo?

Il contributo spetta ai titolari di partita Iva, residenti o stabiliti in Italia, che svolgono attività d’impresa o lavoro autonomo o sono titolari di reddito agrario, e che nel 2019 hanno avuto ricavi o compensi non superiori a 10 milioni. Per chiedere il contributo occorre aver presentato la dichiarazione dei redditi 2021 entro il 30 settembre, e aver avuto nel 2020 una perdita del risultato economico di almeno il 30% rispetto al 2019.

Ci sono altre esclusioni?

Sì. Non può fare richiesta: chi ha attivato la partita Iva dopo il 26 maggio 2021 (tranne l’erede che prosegue l’attività di un defunto, e chi ha realizzato una trasformazione aziendale e quindi prosegue l’attività del soggetto confluito); chi ha chiuso la partita Iva al 26 maggio 2021; gli enti pubblici; gli intermediari finanziari e le società di partecipazione.

Come si calcola il contributo?

Al valore della riduzione del risultato economico 2020 si sottrae l’importo degli altri aiuti a fondo perduto già incassati dal richiedente. Poi si applica una percentuale variabile in base al livello dei ricavi e compensi del 2019:
- 30% se sono inferiori o pari a 100mila euro;

- 20% se compresi tra 100mila e 400mila euro;

- 15% se compresi tra 400mila e un milione;

- 10% se compresi tra 1 e 5 milioni;

- 5% se compresi tra 5 e 10 milioni.

Il contributo non ha un importo minimo e può arrivare a un massimo di 150mila euro.

Quali sono gli “aiuti Covid” da scomputare?

Sono i contributi cosiddetti: «Rilancio» (Dl 34/20); «centri storici», «santuari» e «Comuni montani» (Dl 104/20); «Ristori», «Ristori bis» e «maggiorazione 50% zone rosse» (Dl 137/20); «Natale» (172/20); «Sostegni» (41/21); «Sostegni bis automatico» e «Sostegni bis attività stagionali» (Dl 73/21).

Come si fa domanda?

Il contributo si chiede online (attraverso il canale telematico Entrate/Fisconline o il portale “Fatture e Corrispettivi) usando il modello approvato con il provvedimento del direttore delle Entrate del 29 novembre 2021.

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