LA STRADA DEI RIMBORSI

Fondo risparmiatori, Tria firma l’ultimo decreto

Una volta licenziato da Tria il Dm sulla presentazione delle domande di accesso al Fondo indennizzo risparmiatori (Fir) dovrà essere registrato dalla Corte dei conti

di Marco Mobili e Gianni Trovati


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Risparmiatori travolti dai crack bancari manifestano davanti al Parlamento (foto Ansa)

3' di lettura

L’ultimo tassello mancante per far partire la corsa ai rimborsi dei risparmiatori coinvolti nei crack bancari degli ultimi anni è arrivato. Come anticipato da Il Sole 24 Ore in edicola oggi, «il ministro dell’Economia Giovanni Tria - si legge in una nota del Mef - ha firmato il decreto ministeriale che fissa i termini per la presentazione delle istanze di indennizzo al Fondo indennizzo risparmiatori previsto dalla legge di Bilancio 2019 con una dotazione complessiva di 1,5 miliardi. Sarà ora sottoposto alla registrazione da parte della Corte dei Conti».

«È - si legge ancora nella nota del ministero - il terzo ed ultimo decreto attuativo relativo al Fondo per gli indennizzi ai risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro controllate». Soddisfazione è stata espressa dal Sottosegretario all’Economia e finanze della Lega, Massimo Bitonci: «Gli azionisti vittime del crack delle banche popolari venete potranno avere finalmente l’atteso ristoro».

Una mezza buona notizia per i circa 200mila risparmiatori traditi in attesa dei ristori. Per far partire i 180 giorni previsti per la presentazione delle istanze sul portale della Consap bisognerà ancora attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale proprio di quest'ultimo decreto attuativo. Perché il provvedimento (come anticipato su Il Sole 24 Ore del 31 luglio scorso) non riporta una data di avvio del meccanismo, ma solo una decorrenza che scatterà solo con l'approdo in Gazzetta.

Non solo. L’articolo 1 del nuovo Dm prevede espressamente che le istanze dovranno essere presentate su modelli informatici «rinvenibili e compilabili» con la piattaforma informatica (htps://fondoindennizzorisparmiatori.consap.it).

Per il tanto atteso approdo del nuovo Dm sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito del Mef, come si è detto, si dovrà attendere ancora un ulteriore passaggio burocratico. Una volta licenziato da Tria il Dm sulla presentazione delle domande di accesso al Fondo indennizzo risparmiatori (Fir) dovrà essere registrato dalla Corte dei conti.

Una registrazione dei giudici contabili che, secondo il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa (M5S), non si farà attendere a lungo. Come spiega Villarosa i tempi si sono dilatati per adeguare questo ultimo decreto alle indicazioni del Garante della privacy consegnate al Mef solo la scorsa settimana. Senza considerare, poi, che gli ultimi ritocchi ai requisiti e ai criteri di accesso al Fir sono arrivati con il decreto crescita convertito a luglio.

A via XX settembre si sta comunque valutando l’opportunità di accendere in pieno agosto una macchina dei rimborsi che ha dovuto attendere mesi per essere compiutamente definita. Nel recepire le ultime correzioni del decreto crescita il nuovo decreto modifica il requisito della consistenza patrimoniale: il valore inferiore ai 100mila euro posseduto al 31 dicembre 2018 dovrà essere calcolato al netto degli strumenti finanziari oggetto dei rimborsi, nonché dei contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita. Per quanto riguarda, poi, il requisito reddituale dei 35mila euro dichiarati ai fini Irpef, dovranno essere escluse le prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forme di rendita.

Per rispettare le indicazioni del garante della privacy il nuovo decreto prevede che i dati chiesti al Fondo interbancario dei depositi e al Fondo di garanzia depositanti del credito cooperativo dovranno essere trasmessi alla commissione tecnica incaricata della gestione e liquidazione dei rimborsi nel rispetto delle regole sul trattamento dei dati personali. Così come spetterà all'agenzia delle Entrate certificare alla Consap il rispetto dei requisiti patrimoniali e reddituali dei soggetti che chiedono di accedere al Fir. Infine nel regolamento sul Fir viene introdotto il principio della corsia accelerata nell'erogazione degli indennizzi per chi ha diritto a ristori fino a 50mila euro.

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