Le indagini sul conto svizzero

Fontana: «Non tollero dubbi sulla mia integrità». Opposizione pronte alla mozione di sfiducia

Verifiche della Procura di Milano sono in corso sul conto in Svizzera del governatore lombardo

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(IMAGOECONOMICA)

Verifiche della Procura di Milano sono in corso sul conto in Svizzera del governatore lombardo


4' di lettura

«Non posso tollerare che si dubiti della mia integrità e di quella dei miei familiari». Così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, riferendo nell'Aula del Consiglio regionale dopo le indagini che lo vedono coinvolto per la fornitura di camici da parte della Dama spa (di cui è proprietario il cognato Andrea Dini) nella quale è indagato per frode nelle pubbliche forniture. «Il mio coinvolgimento, se di coinvolgimento si può parlare, è quello qui illustrato, nulla di più ne di meno, se non il fatto che Regione Lombardia non ha speso un euro per i 50mila camici».

Opposizioni: lavoriamo a mozione di sfiducia Fontana
Intanto però le opposizioni lavorano alla mozione di sfiducia. «Le opposizioni utilizzeranno tutti i mezzi a disposizione, compresa la mozione di sfiducia della quale il Movimento Cinque Stelle si è fatto promotore, per mettere Fontana davanti alle proprie responsabilità. Stiamo lavorando per affinare un testo che metta insieme tutte le sensibilità. La nostra posizione condivisa è quella di scrivere la parola fine su questa disastrosa esperienza di cattiva amministrazione» dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di opposizione in Regione Lombardia, Massimo de Rosa (M5S), Fabio Pizzul (PD), Niccolò Carretta (Azione), Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti) e Michele Usuelli (+Europa Radicali), secondo cui quelle del presidente Fontana in Aula «sono state le vuote parole di chi è consapevole di trovarsi ormai a fine corsa».

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Fontana: coinvolte cinque aziende con stesse procedure

«Sapevo che Dama si era dichiarata disponibile a rendersi utile, ad offrire un contributo per rispondere all'emergenza Covid-19. Lo aveva già fatto in precedenti occasioni, ed anche la fornitura dei camici rientrava, per me, nell'ambito della predetta disponibilità», è entrato nel dettaglio Fontana. Inoltre «l'assessore Cattaneo aveva interpellato Dama ed altri imprenditori sul territorio anch'essi disposti a dare una mano. Tant'è che alla fine sono state coinvolte nelle forniture tutte e cinque le aziende che avevano dato disponibilità a riconvertire le loro produzioni e quindi produrre camici per il sistema sanitario regionale, con quantità e costi unitari differenti: ad esempio una fornitura di 600mila camici al costo di 11,20 euro per un totale di 6.720.000 euro, o anche una per 707.223 pezzi al costo di 6 euro per un totale di 4.243.338 euro. Oppure un'altra ditta al costo unitario di 9 euro».

«Per tutte queste aziende, che ringrazio per quanto fatto per i nostri operatori sanitari, è valsa la medesima procedura attuata per tutti gli acquisti fatti dopo l'autorizzazione del Governo a Regione Lombardia ad utilizzare le procedure semplificate di emergenza».

«Attaccchi dalla più faziosa informazione»

«Si è molto parlato della vicenda della fornitura dei camici divulgata dalla più faziosa informazione con un refrain ripetuto all'inverosimile “Dama società del cognato del presidente”». Fontana nel corso del suo intervento ha sottolineato che l'inchiesta di Report è stata annunciata con toni scandalistici. «Ora se ne occupa la magistratura. È da pochi giorni che ho appreso che mi attribuisce un ruolo nella trasformazione della fornitura in donazione».

«Chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento»

«Dei rapporti negoziali a titolo oneroso tra Dama e Aria non ho saputo fino al 12 maggio scorso. Sono tutt'ora convinto che si sia trattato di un negozio del tutto corretto ma ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni», ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in un passaggio del suo discorso.

«Bongiovanni sempre agito con competenza»

Filippo Bongiovanni, l'ex direttore di Aria spa, la centrale regionale per gli acquisti, «in una fase difficile ha svolto il suo compito di civil servant con passione e competenza e senza mai venire meno alle sue responsabilità». Bongiovanni, ora dimissionario, è indagato per turbata libertà del contraente. Per Fontana, Bongiovanni «è esempio di pubblica amministrazione che non si muove solo con le logiche difensive, ma che prova ad intervenire e rispondere alle necessità dettate dall'emergenza e anche in questa fase sono state rispettate le regole dettate dall' emergenza».

«Attacchi grave contraccolpo per Lombardia»

Il governatore si è soffermato anche sugli attacchi politici alla Regione per la gestione dell'emergenza coronavirus, tra cui la mancata istituzione della zona rossa nelle Bergamasca fino alla realizzazione dell'ospedale Covid alla Fiera di Milano. «A causa di tutti questi attacchi, Regione Lombardia ha subito un grave contraccolpo a livello di reputazione» determinando «un sentiment negativo» e «arrivando a mettere in discussione un'eccellenza, quella del sistema sanitario lombardo, riconosciuto a livello nazionale e internazionale».

«Non intendo arrendermi davanti a nulla»

«Sono il presidente della Regione Lombardia, sono il presidente di questa Giunta, sono il presidente che non si è arreso al Covid-19 che non è arretrato davanti ad una pandemia e non intende arrendersi innanzi a nulla». Dunque Fontana ha concluso dicendo di voler «guidare con orgoglio, con rinnovato entusiasmo e con immutata responsabilità questa Regione». Intanto il suo legale, Jacopo Pensa, che si è incontrato con i pm milanesi con cui ha avuto «uno scambio di vedute» ritiene che «il reato è molto fumoso» e che depositerà in procura per settembre una serie di carte difensive. Si vedrà poi, ha aggiunto, se saranno sufficienti o se sarà necessario per Fontana farsi interrogare.


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