DISTRIBUZIONE DIGITALE

Food delivery più sicuro con il “bollino” certificato dalla blockchain e il QR code per firmare a distanza

Le soluzioni tecnologiche per essere certi che vengano rispettate in tutte le fasi le misure di protezione del cibo fino alla consegna contactless, a prova di contagio

di Gianni Rusconi

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Le soluzioni tecnologiche per essere certi che vengano rispettate in tutte le fasi le misure di protezione del cibo fino alla consegna contactless, a prova di contagio


3' di lettura

La forzata permanenza a casa di milioni di italiani ha fatto impennare la domanda di piatti pronti e il recapito di generi alimentari a domicilio ha stimolato operatori della logistica e della ristorazione e le aziende tecnologiche a studiare soluzioni innovative per elevare ulteriormente il livello di affidabilità di tutte le procedure legate al delivery, dal confezionamento alla consegna al cliente finale.

La catena dei blocchi per tracciare le misure di protezione del cib o
Igiene, sanificazione e totale controllo del percorso del piatto sono alcune delle “nuove” priorità che caratterizzano oggi – e segneranno ancora per parecchi mesi – le vendite di cibo a domicilio. L'idea venuta alla startup romana pOsti, supportata in questo progetto dal colosso della consulenza EY, è un'applicazione - “trustDelivery” - che prevede per ristoratore e rider una lista di misure da rispettare per la preparazione, il packaging e la consegna del cibo. Una sorta di sigillo di garanzia digitale, insomma, che abilita il consumatore a verificare, attraverso un apposito Qr code, che il piatto ordinato a domicilio sia sicuro e conforme alle linee guida di sicurezza alimentare definite dal Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). A far funzionare tutto il sistema, proteggendo dall'azione di eventuali malintenzionati la tracciabilità delle misure e assicurando la verifica continua delle informazioni rese fruibili all'utente attraverso uno smart contract, c'è la tecnologia blockchain, già in passato utilizzata dalla stessa startup per certificare l'autenticità di alcune ricette della cucina italiana .

La soluzione della startuo romana pOsti

Ogni confezione, spiegano i diretti interessati, sarà caratterizzata da un’etichetta-sigillo a prova di manomissione con un codice a barre applicato dal ristoratore in cui sono memorizzate e tutte le procedure eseguite periodicamente dall'esercente e dai soggetti incaricati del trasporto; al cliente, invece, spetta la possibilità di recensire la propria esperienza di delivery con particolare riferimento al rispetto, da parte del rider, di tutti i presidi di sicurezza previsti. «La nostra sfida – ha commenta Virgilio Maretto, Co-Founder & Ceo di pOsti - è dare al consumatore ancora più fiducia sul cibo ricevuto a domicilio - e per questo abbiamo lavorato ad una soluzione che vuole continuare a promuovere la trasparenza della filiera agroalimentare anche in momenti di trasformazione epocale come quello che stiamo vivendo. Il lancio di nuovi servizi innovativi, oltre ad offrire una ulteriore attenzione e tutela al consumatore, possono diventare una vera occasione di rilancio per l'intero Paese».

Consegne e ritiri si “firmano” direttamente dallo smartphone
Non è espressamente rivolta al mondo del food (anche se, in prospettiva, potrebbe essere uno dei settori di maggiore applicazione) ma è comunque un'applicazione creata ad hoc per l'emergenza coronavirus a beneficio dei retailer e delle aziende di delivery (per cui sarà disponibile gratuitamente fino al 30 settembre prossimo). Si tratta di “Contactless Proof of Delivery” e l’ha sviluppata Scandit, società svizzera specializzata in software di scansione dei barcode e tecnologie di mobile computer vision. Lo scopo di questa soluzione? Abilitare la firma delle ricevute di consegna e di ritiro di un pacco direttamente dallo smartphone, evitando in questo modo contatti diretti fra i clienti finali e i corrieri.
L’idea, come spiegano i portavoce dell'azienda in Italia, nasce per rispondere a una precisa esigenza segnalata da diversi operatori della logistica (già clienti di Scandit) ed evidenziata dai consumatori e cioè quella di non voler toccare il dispositivo in uso ai corrieri che si presentano alla propria abitazione per il recapito del bene ordinato. Tramite il proprio cellulare, invece, il cliente scansiona un QR code che apre la Web app ed è quindi sufficiente leggere il codice a barre sul pacco e firmare sul proprio dispositivo per completare la procedura, in modalità completamente “contact less”. Al momento, come ha confermato al Sole24ore.com il Sales Manager di Scandit per l'Italia, Maurizio Costa, «non ci sono ancora implementazioni di Contactless Proof of Deliver ma sono diverse le aziende, dal settore del post&parcel a quello dell'e-commerce, che hanno immediatamente mostrato interesse nei confronti della soluzione e con alcune di queste stiamo valutando come procedere». Se il Covid-19 avrà “imposto”, oltre alle ben note restrizioni, anche un nuovo modello di delivery lo sapremo fra qualche mese.

Per approfondire
MyCia, Foorban, High Quality Food, Fipe e Satispay: la consegna di cibo a domicilio diventa sempre più smart

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