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Il Vov, da ristoro degli sciatori a ingrediente principe del pandoro

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Il Vov, da ristoro degli sciatori a ingrediente principe del pandoro

Gli sciatori, a partire da quelli meno giovani, ricordano bene le soste nei rifugi o nei posti di ristoro in quota per scaldarsi sorseggiando un Vov, il liquore creato da Gian Battista Pezziol a base di uova, zucchero e marsala. Da quest’anno il Vov si può anche gustare nel pandoro. Non come accompagnamento, ma direttamente all’interno del dolce natalizio. Marco Brandani, amministratore delegato della Maina di Fossano (Cuneo), ha infatti lanciato per questo Natale un pandoro con il Vov.

Vov, nato nel 1845 e bevuto anche al fronte

“La produzione – spiega Brandani – sarà quest’anno di 150mila pezzi, probabilmente destinata ad aumentare in futuro perché la risposta del mercato è stata ottima” . I consumatori hanno apprezzato questo “matrimonio piemontese”. Perché è vero che il Vov nasce a Padova, ma la produzione è stata destinata a Moncalieri, alle porte di Torino, dopo il passaggio dello storico marchio di liquore all’uovo al gruppo laziale Molinari, che l’ha rilevato dalla Sil. Una scelta legata al rilancio, da parte di Molinari, di una serie di marchi storici. E Vov, nato nel 1845, storico lo è davvero. Ed ha partecipato anche alla seconda guerra mondiale, distribuito alle truppe nella versione Vav (vino alimento vigoroso).

Maina, 50° anniversario e ampliamento degli impianti

Per la Maina si tratta di una produzione di nicchia, rispetto ai 21 milioni di pezzi prodotti complessivamente dall’azienda dolciaria fossanese. Ma rappresenta comunque una delle novità di quest’anno in cui celebra i 50 anni di attività sotto la guida delle famiglie Brandani e Di Gennaro. Una ricorrenza festeggiata anche con un investimento da 20 milioni di euro, per ampliare lo stabilimento con altri 4mila metri quadrati coperti che si aggiungono agli attuali 35mila su un’area di 100mila. Ma l’investimento serve anche ad aumentare la spesa pubblicitaria (+10%) in una fase di forte contrazione del settore che ha visto gli investimenti crollare del 45% nell’ultimo triennio.
D’altronde – assicura l’amministratore delegato – il mercato continua a richiedere il panettone ed il pandoro Maina e con l’attuale struttura non si riusciva a far fronte a tutta la domanda. Da qui la necessità di ampliare lo stabilimento per poter continuare a crescere. Lo scorso anno il fatturato lordo ha superato i 78 milioni di euro, con un incremento del 7% ed anche quest’anno si chiuderà in crescita. Favorita anche da un rafforzamento dell’export che raggiunge ormai 40 Paesi.

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