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Le Soste: la “non-guida” della migliore tavola italiana

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Ristoranti

Le Soste: la “non-guida” della migliore tavola italiana

Location inedita per la presentazione della guida 2018 de Le Soste, a buon ragione il club della ristorazione d'autore italiana. Ci si è ritrovati allo Spazio Volvo a Porta Nuova, in virtù di quella comunione di valori tra la Casa automobilistica e l'associazione presieduta da Claudio Sadler. Un'associazione che viaggia spedita verso i 40 anni di attività. Nacque nel 1982, da un'idea dei grandi cuochi dell'epoca – a partire da Gualtiero Marchesi – e, salvo poche eccezioni, ha sempre avuto fra i soci quasi tutti i tre stelle e i due stelle italiani. Era la risposta italiana alle associazioni francesi “Traditions et Qualité” e “Relais Gourmands”, una selezione di indirizzi sicuri per il viaggiatore gourmet, al di là della Guida Michelin. Il logo dell'artista milanese Emilio Tadini, è una freccia stilizzata che richiama l'idea delle antiche stazioni di posta dove ci si fermava per rifocillarsi.
Elegante, piacevole e completo il volume di 300 pagine edito da Mediavalue – con il sapiente coordinamento di Mario Cucci – che illustra bene il lavoro dei 94 soci, sempre più coinvolti nel difendere il ruolo della cucina italiana, che non rifiuta le contaminazioni intelligenti ma sostanzialmente punta ad esaltare i prodotti del Paese. Cucci ha fatto presente una importante novità della edizione 2018, ovvero il fatto che per decisione espressa dal Consiglio direttivo, il volume non sarà più chiamato guida. “Si tratta piuttosto – ha detto – di una rassegna di indirizzi di buona cucina italiana che non esprime né giudizi né voti sui singoli ristoranti i quali, una volta entrati a far parte de Le Soste, si trovano tutti allo stesso livello” Sadler sottolinea un altro aspetto. “Quello che maggiormente ci rende orgogliosi è il fatto che ci sono moltissime richieste di adesione, che però non significano automaticamente l'ingresso. I nuovi membri sono attentamente valutati e la loro adesione viene decisa all'unanimità dal Consiglio direttivo. Ci sono casi di ristoranti anche stellati rimasti in lista d'attesa per anni prima dell'ammissione”. Altra novità è rappresentata da una raccolta di 24 brevi interventi contenenti pensieri, aneddoti e riflessioni dedicate alla Associazione Le Soste affidati alla penna di altrettanti personaggi, della cultura, del giornalismo e della critica enogastronomica italiana.
Numerosi i premi attribuiti dal Consiglio direttivo a persone che si sono distinte dando lustro alla cucina, all'arte della sala e all'enogastronomia italiane. Niko Romito (Reale Castel di Sangro) riceve il premio Franco Zigliani Le Soste all'innovazione. Lidia Forlivesi di Nonsolofood riceve il premio Le Soste Blog dell'anno, Il premio Le Soste Ospitalità di sala va a Cristiana Romito, sorella di Niko. Lorenzo Viani è premio Le Soste alla carriera. Il premio Le Soste per la Sostenibilità va a Norbert Niederkofler del St. Hubertis. Il Best wine estate of Italy va all'azienda agricola Roeno. Il premio Experience Pommery per la migliore selezione di Champagne al ristorante Da Vittorio mentre il premio Franco Colombani è assegnato al sommelier Gabriele Del Carlo. Il premio Eccellenza di Filiera alla Campilii Cereali di Vincenzo Campilii. Il premio Le Soste Eberhard Donna Protagonista dell'anno ad Angela Frenda. E infine il premio Le Soste Promessa per il futuro va ad Aurora Mazzucchelli del Marconi.

Ecco le new entry, per locale, resident chef e località:
Al Ferarut di Rivignano (UD) – Alberto Tonizzo;
Ca' Vittoria di Tigliole d'Asti (AT) – Massimiliano Musso;
Cinque Enrico Bartolini & Le Soste @ FICO Eataly World Bologna – Salvatore Amato;
Dolce Stil Novo di Venaria Reale (TO) – Alfredo Russo;
Dolomieu Ristorante di Madonna di Campiglio (TN) –Enrico Croatti;
Il Falconiere di Cortona (AR) – Silvia Baracchi;
Il Saraceno di Cavernago (BG) – Roberto Proto;
La Buca di Cesenatico (FC) – Stefano Bartolini;
Oseleta Villa Cordevigo di Cavaion Veronese (VR) – Giuseppe D'Aquino;
Seta del Mandarin Oriental Hotel di Milano – Antonio Guida.
Chiusura per Claudio Sadler: “Siamo un gruppo di chef imprenditori, a parte qualche grande catena alberghiera del lusso e sicuramente siamo diventati più dinamici anche se la nostra mission non è creare business per i soci ma offrire un servizio di qualità. Vedi l'invito di Farinetti ad aprire un ristorante de Le Soste a FICO a cui abbiamo risposto chiedendo a Enrico Bartolini di gestire il Cinque, dove saremo comunque presenti. L'anno prossimo vorremmo salire a cento iscritti”. Un obiettivo lucido, selezionando le tante richieste di chi vuole far parte dell'Associazione per eccellenza della cucina italiana

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