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Si allarga la rete di Fud Bottega sicula: : shopping online, happy farm e nuovi locali

L’ultima apertura è di qualche giorno fa: a Milano, in Via Casale 8, zona pedonale nel cuore dei Navigli. A giugno, invece, era stato il turno del bis a Palermo a distanza di tre anni dalla prima inaugurazione nel capoluogo siciliano, con un locale in riva al mare, nell’area del Foro Italico: all'ombra del Nautoscopio (opera di design progettata dall'architetto Giuseppe Amato, installato nell’area del Foro Italico nel 2009) ha aperto Fud Bocs, un fish bar che fa il paio con la sua rassegna NautoscopioArte, da anni ormai punto di riferimento per palermitani e turisti. Due aperture e due tappe fondamentali per la crescita di Fud-Bottega sicula: un marchio, un’azienda, una filosofia di vita secondo il fondatore e amministratore Andrea Graziano. 

A distanza di sei anni dalla prima apertura a Catania il bilancio è più che positivo: un fatturato di oltre sette milioni (che non comprende ancora i numeri di Milano e dell’ultima apertura palermitana), 100 dipendenti in Sicilia cui si sono aggiunti i 29 di Milano e sempre sui Navigli presto ne arriveranno altri dieci. Ma soprattutto aver centrato l’obiettivo iniziale: «L’idea - dice Graziano - era quella di dare origine a un progetto di spazio che racchiudesse una molteplicità di esigenze sociali, gourmet, di condivisione (oggi si direbbe sharing) unite dal fil rouge della gioia intorno alla fruizione del cibo: pop, di strada, selezionato ma declinato ai massimi livelli di qualità e coniugato all’accessibilità».

Dal suino nero dei Nebrodi (proposto a Milano dall’imprenditore Pippo Oriti) ai legumi, dalle salse alle conserve, ai vini, ai dolci: tutte le materie prime utilizzate provengono da piccoli e medi produttori della Sicilia: «La scommessa vinta - spiega Graziano - è quella di avere convinto e coinvolto, aggregandoli in una community fortemente fidelizzata attorno al progetto, un ampio e diversificato numero di produttori regionali (a oggi sono circa 60) che hanno trovato in Fud oltre che un interlocutore commerciale, una vetrina di successo per far conoscere a un pubblico più ampio le proprie produzioni. I produttori sono protagonisti reali, ingredienti fondamentali per il successo del progetto e con molti di loro è nato un rapporto di reciproca esclusività in cui l’intera produzione viene ceduta a Fud».

Nel tempo, in parallelo, è stata creata la piattaforma di e-commerce con l’obiettivo di allargare il raggio d’azione: si chiama Fud Onlain ed è stato avviato un nuovo progetto di produzione diretta, la Fud Farm, alle pendici dell’Etna: è una happy farm di nuova generazione in cui si sperimentano coltivazioni totalmente biologiche che, in funzione della stagionalità, vengono poi inviate e utilizzate nei locali.

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