Food24

Da Luogosanto a Tokyo: il lungo viaggio dei vini della Gallura

  • Abbonati
  • Accedi
3 BICCHIERI GAMBERO ROSSO

Da Luogosanto a Tokyo: il lungo viaggio dei vini della Gallura

La salinità del mare portata dal maestrale, il sapore quasi minerale trasferito dalla terra granitica e i profumi della macchia mediterranea che circondano i vitigni. E una ricerca e selezione costante delle uve. Da Luogosanto a Tokyo. Il viaggio nei paesi del sol levante dei vini della Gallura, (i vermentini Spera, Maia e Beru, il rosso Erema, il cagnulari Bacco, il Cannonau Fola e Tiros) comincia dalla cantina Siddùra ed è diretto verso Tokyo, giacché l'azienda gallurese, forte dei successi internazionali, ha deciso di investire (oltre che Inghilterra, Germania, Belgio, Svizzera, ma anche Kazakistan, California e Russia) in Giappone.

L'appuntamento internazionale, cui parteciperà il management dell'azienda e un importatore che opera nel territorio nipponico, è fissato per ottobre a Tokyo con l'iniziativa “Tre bicchieri Gambero rosso”. Una sfida internazionale per i vini autoctoni del nord est sardo in cui la salinità del mare si sposa con il granito della terra e le essenze arboree della vegetazione arricchiscono e profumano Vermentini, Cannonau e Cagnulari e un passito. I vini che, complice la delicatezza e il profumo che li contraddistinguono, hanno già conquistato le tavole del Giappone tanto da suscitare l'interesse di interesse Isao Miyajima, giornalista della rivista giapponese Wineart.

Proprio il il Vermentino di Gallura Docg Maìa, vincitore dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso sarà uno dei protagonisti dell'evento di Tokyo. «I prossimi due anni saranno fondamentali per le esportazioni di vino sardo nel mondo – dice Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina -. Nel 2019 in Giappone entrerà in vigore l'accordo di libero scambio con l'Unione Europea: un'opportunità che la nostra cantina ha intenzione di cogliere». In Giappone Siddùra sfoggerà anche il recentissimo Oscar che le Commissioni ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino), in qualità di giurati d'eccezione dell'importante selezione Douja D'Or, hanno attribuito al passito Nùali (su un totale di circa 700 vini, solo 36 hanno ottenuto il massimo e ambito riconoscimento).

Eppoi il filo rosso che, rimarca Ruggero, unisce Giappone e Sardegna: «la cultura degli abitanti si sviluppa anche attraverso i prodotti coltivati e commercializzati. Il mercato nipponico è particolarmente interessante perché la nostra filosofia aziendale rispetta le loro linee guida nella selezione dei prodotti da importare: la cura del dettaglio, anche sotto il profilo dell'immagine, e ovviamente la conferma assoluta della qualità».

© Riproduzione riservata