Food24

Tbox certificherà le recensioni dei ristoranti della Federazione Italiana…

  • Abbonati
  • Accedi
CONTRO l’astroturfing

Tbox certificherà le recensioni dei ristoranti della Federazione Italiana Cuochi

(Marka)
(Marka)

Recensioni, croce e delizia dei ristoratori. E se prima il Vangelo erano le guide redatte dagli esperti, oggi sono sempre di più i consumatori che consultano e si fidano dei siti di recensioni e dei social network per ottenere consigli su dove mangiare, sia nella loro città sia in viaggio.

Lo scorso giugno TripAdvisor, il sito per la pianificazione e prenotazione dei viaggi, aveva pubblicato un sondaggio (“Fattori che influenzano le decisioni dei clienti”) dal quale emergeva che la stragrande maggioranza degli italiani (93%) è influenzata nella scelta del luogo in cui mangiare dalle recensioni online. Tra i Paesi europei presi in considerazione dallo studio, l'Italia è risultata essere la più sensibile alle recensioni online in ambito gastronomico: la loro influenza nella scelta del ristorante è infatti inferiore per Spagna (91%), Francia (90%) e Regno Unito (87%). Unico Paese a superare l'Italia sono gli Stati Uniti con il 94%.

Ma non tutte le recensioni sono oneste e libere dal peccato. “Le false recensioni sono una piaga che danneggia migliaia di esercenti, tra cui ristoratori e chef proprietari di locali che impegnano in pieno il loro percorso di vita e professionale per puntare all'eccellenza, salvo rischiare di trovare sgradite sorprese su siti e piattaforme su cui ognuno può, anche strumentalmente, pubblicare giudizi senza magari essere neanche mai transitato dal locale o aver mai degustato alcunché”, dichiara la Fic-Federazione Italiana Cuochi che ha da poco sottoscritto un protocollo di intesa con la startup Tboxchain per sperimentare la Tbox, strumento creato per validare e certificare le recensioni.
“Il fenomeno delle false recensioni ha un nome, astroturfing, e muove una quota del mercato del turismo e dell'accoglienza compreso tra il 5 ed il 9% del fatturato – spiega Michele Cignarale, founder assieme a Fausto Villani di Tboxchain –. Insomma, circa l'83% degli utenti ha letto almeno una falsa recensione nell'ultimo anno e oltre il 74% di questi non è stato in grado di distinguere una recensione vera da una falsa”.

A ottobre si comincerà quindi a installare le TBox nelle attività convenzionate Fic. Come funziona? TBoxChain è un sistema di raccolta, distribuzione e certificazione delle recensioni online strutturato su tecnologia blockchain, con brevetto depositato, basato su due prove chiave: Proof of location e Proof of identity. Il punto di forza del sistema TBoxChain è la TBox: un elemento fisico (cubo) che contiene la tecnologia necessaria a produrre e distribuire un token crittografico che abilita al rilascio di recensioni relative alla struttura ricettiva o all'attrattore turistico/culturale ad esso accoppiato. “TBoxChain risponde dunque alla sfida di partecipare alla creazione di una comunità responsabile basata sulla fiducia – prosegue Cignarale; combatte il fenomeno dell'astroturfing; genera una comunità di cittadinanza temporanea certificata attraverso l'applicazione del protocollo a registri distribuiti blockchain. La piattaforma inoltre consente di registrare recensioni in maniera immodificabile, trasparente e cronologicamente certa”. Tutte le recensioni certificate sono rese disponibili in un sistema a libro mastro distribuito e visibile sul sito.

La “scatola della fiducia”, come è stata ribattezzata dagli startupper, è stata tra i vincitori a FactorYmpresa Turismo, programma promosso dal Ministero dei Beni culturali e gestito da Invitalia, che offre servizi di tutoraggio e contributi economici alle imprese e agli aspiranti imprenditori della filiera turistica con l'obiettivo di far crescere qualitativamente l'offerta e rendere l'Italia più competitiva sui mercati internazionali.

© Riproduzione riservata